Comunicato stampa del 29/07/2002

Saranno presentati i risultati del lavoro che il Dipartimento conduce dal 1994 sulla città romana e medievale grazie agli scavi diretti da Gabriella Maetzke, docente di archeologia medievale nell'ateneo viterbese.

29/lug/2002 10.58.01 Giovanni Sonego Contatta l'autore

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Sabato 19 ottobre 2002 il Dipartimento di Scienze del Mondo Antico dell’Università della Tuscia di Viterbo, con il contributo della Fondazione Carivit, inaugurerà al Museo della Rocca Albornoz la mostra

 

Ferento, civitas splendidissima.

Storie, reperti e immagini di un’antica città della Tuscia

 

 

Saranno presentati i risultati del lavoro che il Dipartimento conduce dal 1994 sulla città romana e medievale grazie agli scavi diretti da Gabriella Maetzke, docente di archeologia medievale nell’ateneo viterbese.

Sarà inoltre possibile usufruire di un servizio di visite guidate al sito, con gli scavi archeologici in corso, nei mesi di settembre e ottobre e alla mostra, per tutta la durata dell’esposizione.

 

Questa iniziativa rappresenta il naturale punto di arrivo delle indagini condotte sul pianoro di Ferento, città abbandonata dopo la distruzione del 1172 da parte dei Viterbesi.

Gli scavi archeologici, ancora in corso e in via di intensificazione, stanno fornendo primi dati che permettono di precisare molte parti della storia del sito, riscrivendone in modo significativo alcuni capitoli. Emergono in particolare indizi sulla città repubblicana, la struttura e l'entità delle trasformazioni dovute ai lavori di Sesto Ortensio Claro in età giulio-claudia, l'importanza strategica del sito durante i conflitti del VI secolo, sottolineata dalle poderose fortificazioni bizantine, la nuova espansione nel corso del XII secolo bruscamente interrotta dalla distruzione della città, gli usi dell'area da parte dei nuovi padroni del territorio nel corso del XIII secolo e oltre. Importanti scoperte di reperti mobili, tra cui la statua di Ercole fanciullo rinvenuta nel mese di ottobre 2001, apportano ulteriori e tangibili elementi di interesse ai risultati delle indagini.

La vasta eco suscitata sulla stampa locale da questi ultimi ritrovamenti, infatti, ha reso tangibile l'interesse che suscita l'attività di ricerca del Dipartimento. In più, un rinnovato interesse della comunità scientifica per l'altomedioevo ed in particolare per i secoli VI-VIII, di cui abbondano negli ultimi anni ricadute significative sui mezzi di comunicazione di massa, pone il sito di Ferento al centro del dibattito sulla presenza bizantina in Italia e sulla formazione del confine tra territori longobardi e zone di influenza bizantina, di cui la Tuscia costituisce un punto nevralgico ancora troppo poco noto. Gli spettacolari resti di fortificazione del VI secolo rappresentano se non un esempio unico sicuramente una rarità in Italia e costituiscono una prova della ricchezza di testimonianze culturali della regione attorno a Viterbo.

 

 

Il coordinatore della mostra

dott.ssa Flora Scaia


 

Viterbo 30/1/1998 Al Direttore
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