BARBARIANS - NUOVA ZELANDA 19-47, PER LO CICERO UNA META STORICA

Twickenham (Londra) - Ha impiegato sei minuti Andrea Lo Cicero ad

04/dic/2004 21.12.23 Ufficio Stampa FIR Contatta l'autore

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RUGBY NOTIZIE - a cura dell'Ufficio Stampa FIR

Londra, 4 dicembre 2004

BARBARIANS - NUOVA ZELANDA 19-47
ANDREA LO CICERO, UNA META STORICA PER I “BAA-BAAS”!
Twickenham (Londra) - Ha impiegato sei minuti Andrea Lo Cicero ad
entrare nella storia del rugby italiano ed internazionale, andando a
schiacciare al di là della linea di meta della Nuova Zelanda con
indosso la maglia dei Barbarians, il più famoso club a inviti della
storia della palla ovale: solo Paolo Rosi, storica “voce” dello sport
italiano e Azzurro negli Anni ’50, aveva violato - selezionato per il
Resto d’Europa - le aree di meta del tempio londinese con una maglia
diversa da quella dell’Italia in un match contro Rosslyn Park.

E poco conta, per il pilone catanese e per i 60.000 spettatori che
hanno affollato oggi gli spalti di Twickenham, che il risultato finale
sia stato di 19-47 per gli All Blacks di Graham Henry che concludono
così da imbattuti la propria campagna europea 2004: gli scalpi che
riportano in Nuova Zelanda sono quelli dell’Italia, del Galles, della
Francia travolta la scorsa settimana a Parigi e, appunto, dei Baa-Baas.

Per il 28enne numero 1 della Nazionale Italiana di John Kirwan e del
Conad L’Aquila resta la soddisfazione, enorme, di aver aver iscritto
negli annali della palla ovale, nel tabellino della più classica delle
partite, il proprio nome.

Doveva essere, quella di oggi pomeriggio, una partita spettacolare: lo
è stata, anche se chi si aspettava degli All Blacks in versione
ridotta, una Nuova Zelanda pronta ad abbassare la guardia, è rimasto
presto deluso.
Perché i tuttineri hanno da subito fatto capire di essere intenzionati
a non fare sconti nemmeno oggi, di voler proseguire quella serie
positiva che, contro i Barbarians, li vede imbattuti da 31 anni.

Pronti via - con Andrea Lo Cicero in panchina con la maglia bianconera
numero 17 - era il flanker neozelandese Marty Holah ad aprire le
marcature dopo appena 4’, andando con la propria percussione a sfondare
una difesa dei Barbarians non ancora perfettamente registrata.
La trasformazione di Mauger portava il risultato sullo 0-7. I
Barbarians incassavano e poi, con il capitano Justin Marshall - 77 caps
e 120 punti con la maglia di quegli All Black che oggi ha ritrovato da
avversari -partivano finalmente alla carica, rubavano la scena alla
Nuova Zelanda, strappavano applausi a ripetizione a un pubblico che, in
mancanza dei propri beniamini dell’Inghilterra, riversava
sull’invitation club il proprio calore: la meta arrivava al 14’, con un
altro neozelandese chiamato ad affrontare il proprio passato, il terza
linea Xavier Rush.
A centrare i pali e a riportare il risultato in parità era Matt Giteau,
il 22enne trequarti dei Wallabies australiani che oggi, ce ne fosse
ancora stato bisogno, ha dimostrato ancora una volta le proprie qualità
come mediano d’apertura dopo essere approdato come centro sulla scena
internazionale.

Tre minuti più tardi, però, la Nuova Zelanda tornava al comando del
match per non lasciarlo più sino al fischio finale: Rico Gear
concludeva schiacciando alla bandiera - dopo un’accelerazione che
rendeva impotente la difesa Barbarian - una lunga azione alla mano.

Sotto di una meta, Marshall e compagni tornavano ad entusiasmare il
pubblico con il proprio gioco semplice ma al tempo stesso spettacolare,
premevano per 20’ la Nuova Zelanda nella propria metà campo, andavano
vicini alla meta in più occasioni ma al 38’, su un contrattacco All
Black, si facevano trovare ancora una volta impreparati in difesa: ad
approfittarne, con un break che strappava le maglie della linea dei
trequarti bianconera, il centro Ma’a Nonu.
Era lui a mettere a segno la terza meta All Blacks, traasformata da
Aaron Mauger per il 7-19 con cui il direttore di gara, il sudafricano
Andy Turner, mandava le squadre negli spogliatoi.

Quando Nuova Zelanda e Barbarians tornavano a calcare il prato di
Twickenham, dieci minuti più tardi, in campo c’era anche Andrea Lo
Cicero, entrato in sostituzione dell’australiano Bill Young.

Barbarians che - nello spirito del club - davano spazio a tutti i
giocatori a disposizione di coach Dwyer giocando ogni pallone
disponibile senza mai cercare i pali; Nuova Zelanda che, per archiviare
la pratica il più in fretta possibile, presentava nuovamente in campo
la stessa squadra che aveva concluso la prima frazione di gioco. E,
dopo 120’, era ancora l’ala tuttanera Rico Gear a colpire volando in
mezzo ai pali. Pali ancora centrati da Mauger, 7-26 e vittoria
neozelandese ormai a un passo.

Quattro minuti più tardi, però, era Andrea Lo Cicero a raccogliere
l’ovazione della folla di Twickenham: la maul Barbarian trascinava
rapidamente la Nuova Zelanda nella sua area di meta e, quando il
raggruppamento bianconero andava a terra al di là della linea, era
proprio il pilone del Conad L’Aquila a schiacciare l’ovale.
Un momento di certo indimenticabile per Lo Cicero, e una segnatura che
riportava temporaneamente in gara i Barbarians.

Ma era solo un momento, perché al 10’ il centro Casey Laulala segnava
il 12-31 e la successiva trasformazione di Mauger porvata il risultato
sul 12-33. Chiusa la partita, restavano comunque ancora 30’ di
grandissimo spettacolo, 30’ in cui tanto gli All Blacks che i
Barbarians facevano scattare in piedi i 60.000 presenti in un continuo
susseguirsi di giocate emozionati. Su tutte, lo splendido intercetto
sulla propria linea dei ventidue che il seconda linea sudafricano Van
den Bergh realizzava per poi percorrere in solitudine tutto il campo
inseguito senza successo dai velocissimi trequarti della Nuova Zelanda.

Una meta tanto bella quanto inutile, arrivata dopo che il giovanissimo
flanker Jerome Kaino - votato domenica scorsa Giocatore dell’Anno Under
21 e oggi alla prima presenza con gli All Blacks - aveva al 27’
spezzato ancora una volta la difesa avversaria portando la Nuova Zeland
sin sul 12-40.

Gli ultimi minuti, per i Barbarians, diventavano i più duri: la
naturale mancanza di amalgama del club, di fronte alla perfetta
organizzazione di gioco degli uomini di Henry, portava a una meta del
21enne mediano di mischia Piri Weepu. Sulla trasformazione dello
stesso, che fissava il risultato sul 19-47, Turner fischiava la fine
dell’incontro regalando alla Nuova Zelanda la gioia per aver completato
la propria tournèe autunnale nell’emisfero nord con quattro successi in
altrettanti incontri disputati.

Twickenham, sabato 4 dicembre
Test Match Internazionale
BARBARIANS - NUOVA ZELANDA 19-47 (7-19)
BARBARIANS: 15 Mat ROGERS; 14 Chris LATHAM (1’ st. Aisea TUILEVU), 13
Lote TUQIRI, 12 Morgan TURINUI (23’ st. Gcobani BOBO), 11 Sireli BOBO;
10 Matt GITEAU (1’ st. Werner GREEF), 9 Justin MARSHALL (capitano); 8
Xavier RUSH (dal 29’ st. Phil WAUGH), 7 Phil WAUGH (1’ st. Radike
SAMO), 6 Schalk BURGER (dal 37’ pt. al 4’ st. Radike SAMO); 5 Albert
VAN DEN BERGH (1’ st. AJ VENTER), 4 Daniel VICKERMAN (25’ st. Albert
VAN DEN BERGH); 3 Faan RAUTENBACH (Sudafrica), 2 Brendan CANNON (1’ st.
Gary BOTHA), 1 Bill YOUNG (dal 1’ al 32’ st. e dal 34’ st. Andrea LO
CICERO)

NUOVA ZELANDA: 15 Mils MULIANA; 14 Doug HOWLETT, 13 Casey LAULALA, 12
Ma’a NONU, 11 Rico GEAR; 10 Aaron MAUGER (capitano), 9 Jimmy COWAN (28’
st. Piri WEEPU); 8 Steven BATES (14’ st. Mose TUIALI’I), 7 Marty HOLAH,
6 Jerome KAINO (36’ st. Reuben THORNE); 5 Ali WILLIAMS, 4 Reuben THORNE
(14’ st. Chris JACK); 3 Greg SOMERVILLE, 2 Keven MEALAMU (dal 14’ al 25
st. e dal 33’ st. Anton OLIVER), 1 Saimone TAUMOEPEAU (18’ st. Carl
HAYMAN)

Arbitro: Andrew TURNER (Sudafrica)

Marcatori: p.t. 4’ m. Holah tr. Mauger (0-7); 14’ m. Rush tr. Giteau
(7-7); 17’ m. Gear (7-12); 38’ m. Nonu tr. Mauger (7-19); s.t. 2’ m.
Gear tr. Mauger (7-26); 6’ m. Lo Cicero (12-26); 10’ m. Laulala tr.
Mauger (12-33); 22’ m. Kaino tr. Mauger (12-40); 29’ m. Van Den Bergh
tr. Rogers (19-40); 39’ m. Weepu tr. Weepu (19-47)

Spettatori: 60.000

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