MAX BLARDONE E LA SUA PASSIONE PER LA CHUONISBAERGLI

13/gen/2009 12.19.38 Ufficio stampa Max Blardone Contatta l'autore

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Max Blardone ha certamente un debole per la Chuonisbaergli di Adelboden, località svizzera poco distante dalla Val d’Ossola, terra dove è nato e cresciuto. Lo si vede  subito quando il campione si affaccia al cancelletto di partenza, che questo pendio non lo tradirà mai. Troppo feeling, troppe belle sensazioni percorrono l’azzurro mentre  sfreccia nel tempio del gigante mondiale alla ricerca del traguardo. Difficile per lui non onorare al meglio questo pendio immacolato, preparato appositamente in occasione del passaggio del Circo Bianco dall’Oberland bernese.

 

La storia agonistica di Max Blardone sulla Chuonisbaergli parla chiaro:

2001: 6 posto

2002: 4 posto

2003: 8 posto

2004: 2 posto

2005: vittoria, 1 posto

2006: 11 posto

2007: 2 posto

2008: 18 posto

2009: 2 posto

 

Dall’inizio di carriera in Coppa del Mondo, sono passati ormai nove anni, nei quali Max, ad Adelboden, ha centrato sette risultati nelle prime otto posizioni, classificandosi all’undicesimo posto solo nel 2006. Nel 2008 un virus intestinale lo debilita al punto tale, di non avere riserve di energie sufficienti per affrontare la competizione.

Il 2009 si apre come l’anno precedente. Max viene colto da una forma influenzale che lo costringe a letto per tre giorni, ma la sua infinita voglia di riscatto per il diciottesimo posto ottenuto nel 2008, lo lancia alla ribalta dell’impresa che rimarrà nella storia dello sci mondiale.

Ieri 10 gennaio 2009 ad Adelboden ha avuto luogo un gigante unico, nel quale pendenze da capogiro si fondono a piani in contropendenza che conducono gli atleti al muro finale, uno strapiombo di ghiaccio sul traguardo.

 

Max soddisfatto per l’eccellente continuità di risultati dichiara: ”Sono felice e soddisfatto per il secondo posto di ieri ad Adelboden. Ero certo di potere fare una bella gara nonostante l’influenza, mi sentivo bene il giorno prima della competizione, anche se mi era rimasto un leggero raffreddore, che curerò bene in questi giorni. La sola incognita era che non sapevo quanta energia mi fosse rimasta nelle gambe. Quello, dopo un malessere, si può capire solo in gara. I due fatti certi sui quali ho ragionato sono stati: stavo meglio e dovevo riscattarmi dal diciottesimo posto del 2008, quando un virus mi aveva messo k.o.”.

Il gigantista azzurro prosegue nel suo racconto:”La Chuonisbaergli non è una pista che va aggredita solo di potenza. Occorre capirla, saperla interpretare con fini intuizioni tecniche che permettono di guadagnare ad ogni metro centesimi di secondo preziosi. Qui non ci si inventa la vittoria o il podio. La fortuna non aiuta nessuno. Occorre solo capire la pista ed interpretare al meglio il tracciato che ieri presentava porte una diversa dall’altra. Il muro finale per me è pura adrenalina. Quando so che devo buttarmi sullo strapiombio che mi porta al traguardo, mi esalto e non sento più la fatica. E' davvero esaltante e divertente, al di la del risultato, sciare su piste difficili come questa.”

 

Max Blardone chiude con un pensiero speciale:”Tengo a ringraziare, come sempre, le persone che mi permettono di sciare a grandi livelli, senza le quali oggi non sarei qui. Un grazie particolare va al mio ski-man Dynastar Gianera, al mio tecnico Lange Paganoni ed ai miei sponsor Pocket-Coffee, Dynastar/Lange, Leki, Regione Piemonte ed Audi. Un grazie di cuore al mio Fanclub, ai miei tifosi ed al grande pubblico presente ieri al parterre. Le belle emozioni di noi atleti, esistono solo grazie a voi.”

 

Ora qualche giorno di riposo e di cure per Max, la ripresa degli allenamenti e magari la sorpresa di vederlo cimentarsi in Slalom Speciale, disciplina che lo ha incoronato, il 14 marzo 1999, Campione Mondiale Juniores.

 

Il podio del gigante di Adelboden, 10 gennaio 2009:

1. Raich (AUT)       2’24”95

2. Max   (ITA)        a 24 centesimi

3. Jansrud (NOR)   a 72 centesimi

 

www.maxblardone.it
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