Lettera alla FE scandaloso sipario sugli Atleti Paralimpici

10/ott/2010 21.55.09 Horseason.com Contatta l'autore

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ATTENZIONE:

La seguente lettera ha lo scopo di essere inviata alla FEI, nonchè spedita per conoscenza alle Riviste competenti ed alla FISE.

Si tratta di una PETIZIONE tesa suscitare interesse e, auspicabilmente, suscitare una reazione nella Federazione.

Se condividete il nostro parere siete quindi calorosamente invitati a

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oppure anche solo la vostra firma

per dismostrare la vostra adesione a questa protesta educata ma ferma in relazione all'oltraggiosa decisione da parte della FEI di non trasmettere le prestazioni degli atleti Paralimpici al WEG.

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GRAZIE DI CUORE A VOI TUTTI

________________________

 

Spett. Dirigenza FEI,

 

mi permetto di disturbare con questa mia lettera essenzialmente per porre un quesito a cui non ho saputo dare risposta.

Vi scrivo in qualità di amazzone italiana iscritta FISE ma soprattutto in qualità di Amministratrice di un portale dedicato al mondo equestre (www.horseason.com) che raccoglie un bacino di utenza di diverse migliaia di appassionati, tra aree informative, blog, forum e social networks.

Questo canale di comunicazione vuole essere per me non solo un’occasione di scambio e di divulgazione, ovvio compito di uno spazio in rete, ma anche e soprattutto un mezzo di sensibilizzazione dell’anima equestre di tanti appassionati che praticano o scoprono l’equitazione non solo come sport, ma anche come metafora di pulizia morale e di evoluzione personale.
Esistono ancora infatti, sorprendente scoperta per i businessmen dell’agonismo equestre, Donne e Uomini che sanno intendere quest’attività come sincera intenzione quotidiana di scoprire un dialogo con il compagno quadrupede e di reinventare se stessi ed i propri limiti con il suo aiuto. Talvolta si tratta di limiti apparentemente invalicabili che invece possono essere superati con la stessa tecnica  con cui si affronta un ostacolo di campagna: determinazione, tenacia, coraggio e testa alta. Che meravigliosa metafora di vita.

Amo poter raccontare ai miei lettori di un’equitazione che dà speranza, che offre una seconda opportunità, che ci rende tutti uguali. Perché i cavalli sono così: non si curano di ciò che potrebbe eventualmente mancare al nostro corpo.. si interessano solo di quello che esiste nella nostra mente e nella nostra anima.

Una lezione di vita preziosa ai giorni nostri.

Una lezione che io stessa, insegnante alle scuole superiori, vorrei poter in qualsiasi modo veicolare per scuotere le coscienze stordite di nuove generazioni dai confini indistinti.

 

Quando lessi che quest’anno il Para Dressage sarebbe stato incluso nei WEG di Lexington sentii un senso di profonda stima verso i vertici che avevano ritenuto finalmente di voler dare a questi atleti, di cui tutti siamo immensamente orgogliosi, la possibilità di gareggiare all’interno della competizione mondiale che tutto il mondo equestre segue con trepidazione. Improvvisamente ebbi l’impressione che le parole, umili ma appassionate, che ero abituata a scrivere riguardo al mondo dei cavalli come opportunità di uguaglianza nella sostanza dell’essere umano, avevano un senso più alto.

Ho creduto che questi atleti avrebbero potuto finalmente essere orgogliosamente elevati ad esempi, nei limiti della scarsa visibilità che il nostro sport può purtroppo permettersi nel panorama dei media nazionali in Italia.

C’è infatti bisogno di esempi del genere. Dio sa quanto ce ne sia. Lamentiamo ogni giorno rabbia o costernazione di fronte a giovani che lasciano andare la propria vita senza lottare, di fronte a uomini e donne che addirittura una ragione per combattere proprio non la trovano. Non esistono molte parole per insegnare loro la dignità del non voler rinunciare a se stessi.

Ma gli esempi, ogni insegnante lo sa bene.. quelli funzionano quasi sempre.

 

A questo punto arriverò al quesito per il quale Vi scrivo, dopo essermi permessa di sottrarVi qualche minuto - me ne scuso - solo nella speranza di poter dare una testimonianza di umana verità alle parole che Vi sottopongo.

 

Ebbene.. le prestazioni degli atleti Paralimpici non verranno trasmesse.

Silenzio.

Scende il sipario su questo pezzo di teatro che racchiudeva il senso della vita. Scende prima ancora che si recitino le prime battute.

La domanda che mi sorge dal cuore è tanto semplice: per quale motivo è stata presa una decisione tanto oltraggiosa da chi, con intenzioni a quanto pare più ipocrite che idealiste, ha deliberatamente scelto di includere un ambito paralimpico all’evento del WEG?

Perché improvvisamente suonano false e ipocrite anche le parole di speranza che io stessa, nel mio microscopico cosmo, mi sono sentita di divulgare sull’argomento? Per quale motivo improvvisamente mi ritrovo a considerare la schiera di noi ingenui idealisti come semplici visionari?

E’ una brutta malattia quella che colpisce la nostra epoca, le nostre televisioni.. Si tende spesso ad esibire ciò di cui ci dovremmo vergognare e, per contro, a nascondere ciò di cui dovremmo essere immensamente orgogliosi. E proprio di quest’ultima colpa si è macchiata, a parere mio e di molti, la Federazione in questo frangente.

Chiedo rispettosamente a Voi, Spettabili Dirigenti dell’Organo per eccellenza dell’Equitazione dei Grandi, se non provate un’intima indignazione nel concedere con il contagocce a chi già si è dovuto sudare tutto oltre qualsiasi giustizia? Non trovate quasi irridente, oltre che eccessivamente discriminatorio, invitare una categoria di atleti ad una manifestazione mondiale per poi scegliere di nasconderli?

Esistono alcune scelte che, si sa, o vengono fatte fino in fondo oppure, forse, sarebbe più rispettoso non fare del tutto.

 

Ai nostri Ragazzi della squadra Italiana di Andrea Piccolo, a Mauro Carredda, Antonella Cecilia, Sara Moranti e Andrea Vigon, noi esprimiamo tutto il nostro orgoglio ed il ringraziamento sentito per aver rappresentato la nostra Nazione eccellentemente e soprattutto per incarnare i valori che rendono grande un essere umano.

 

Alla Federazione Equestre Internazionale domandiamo rispettosamente di poter porre riparo al danno provocato, offrendo visibilità alle discipline Paralimpiche che, si spera, al più presto, potranno veramente dare per scontata una parità di trattamento, senza doversi umiliare ad elemosinarla.

Da parte nostra, per quel che può valere, saremmo lieti di poter sentire delle scuse formali oppure delle ragionevoli giustificazioni da parte dei Rappresentanti della Federazione stessa nei confronti degli atleti impegnati nel Para Dressage.

 

Tengo infine a sottolineare che questa mia lettera sarà accompagnata dai consensi di numerosi appassionati che hanno vissuto questo silenzio come una ferita e che hanno unito le loro voci alle nostre per poter giungere con il massimo rispetto ma anche con molta amarezza fino ai lontani vertici della Vostra Dirigenza.

 

Ringraziando per il Vostro tempo e la Vostra attenzione porgo distinti saluti

 

 

 

Sara Albanese

www.horseason.com

horseason@yahoo.it


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