Si è svolto sabato scorso a Parma il convegno "Lo sport responsabile"

Si è svolto sabato scorso a Parma il convegno "Lo sport responsabile" Parma 22 gennaio 2007 Grande adesione di pubblico e molti spunti di riflessione chiudono il convegno "Lo sport responsabile" Sono stati molti gli spunti di riflessione emersi durante il convegno "Lo sport responsabile: dal marketing alla rendicontazione sociale", che si è svolto a Parma sabato 20 gennaio a Palazzo Soragna.

22/gen/2007 17.00.00 Press Office Studio Ghiretti Contatta l'autore

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Parma 22 gennaio 2007

 

  

Grande adesione di pubblico e molti spunti di riflessione chiudono il convegno “Lo sport responsabile”

 

Sono stati molti gli spunti di riflessione emersi durante il convegno “Lo sport responsabile: dal marketing alla rendicontazione sociale”, che si è svolto a Parma  sabato 20 gennaio a Palazzo Soragna.

Il Convegno è stato organizzato dall’Università di Studi di Parma, dal Cus Parma, da Studio Ghiretti, in collaborazione con l’Unione Industriale di Parma e con il patrocinio del Comune di Parma, della Provincia e delle Fondazioni “Sport Parma”, “Panathlon” Parma e “Veterani dello sport” Parma.

Ad aprire il convegno è stato il moderatore Marco Brunelli, responsabile scientifico  del Master in Management dello Sport dell’Università di Bologna e San Marino, che ha illustrato la situazione in cui versa lo sport italiano: da un lato, soprattutto per quello che riguarda i risultati agonistici, si trova in posizione di vertice ma dall’altro sempre più necessita di figure con competenze manageriali che riescano a conciliare i valori economici che lo sport esprime con i valori di cui dovrebbe farsi carico.

Che i risultati vadano ridimensionati nel loro significato è stata la posizione anche di Paolo Andrei, Professore di Economia aziendale all’Università di Parma. Il confronto con la società e la realtà in cui esso si inserisce è stato invece il punto di partenza dell’intervento di Roberto Ghiretti, presidente dell’omonimo studio specializzato in marketing e comunicazione dello sport. “Lo sport deve essere concepito come un vero sostituto si socialità, un generatore di valori e cultura. E’ un elemento importantissimo - ha sottolineato Ghiretti - di cui le aziende hanno bisogno di nutrirsi, è un vero e proprio veicolo formativo”.

Da queste premesse si è partiti per parlare di rendicontazione sociale nelle società sportive, di cui l’avvocato Guido Martinelli ha dato un quadro esaustivo “Sino al 31 dicembre 1996 non vi era nessuna normativa che imponesse la redazione di un bilancio economico finanziario nelle associazioni sportive. Dal 1997 con il decreto 460 si impone che le associazioni sportive che vogliono usufruire di agevolazioni fiscali devono invece redigerlo. Per quello che riguarda la rendicontazione sociale a livello sportivo si necessita di un know how e di competenze non così scontate e facile da trovarsi tra le società sportive e sempre di più diventa necessario che organizzazioni come Cio, Coni e Federazioni possano dare strumenti e format alle società sportive in questo senso”.

Al pubblico presente è stata poi portata la testimonianza della Federazione Motociclistica Italiana che ha redatto il primo bilancio sociale di una Federazione Sportiva. “Il nostro bilancio sociale è stato strutturato in cinque sezioni - ha spiegato il Presidente della FMI Paolo Sesti - identità aziendali, determinazione e distribuzione del valore aggiunto, programma di rappresentazione ed efficacia aziendale, prospetto e valutazione degli indicatori sociali ed infine prospetto di calcolo degli indici di responsabilità sociale”.

A metà convegno è intervenuto sull’argomento Giancarlo Abete che ha parlato dell’etica come pre-condizione dello sport. “Quando si parla di sport - ha spiegato Abete - non si può non parlare di etica. Sono necessarie delle condizioni normative a supporto dello sport per convalidare l’etica come pre-condizione. Non dimentichiamoci poi - ha sottolineato Abete - che lo sport rappresenta un mezzo di comunicazione importantissimo, un occasione unica per comunicare l’Italia nel mondo e per cogliere questa opportunità è necessario avere un sistema di regole idonee e condivise”.

A completamento del “punto di vista dello sport” - la seconda delle tre sezioni in cui è stato organizzato il Convegno - hanno poi preso parlo l’ex campione di volley, Andrea Zorzi, ed il Direttore Generale dell’Inter FC, Ernesto Paolillo.

“Zorro”, oggi apprezzato giornalista, con buona dialettica ha portato la sua storia personale ad esempio per dimostrare il ruolo socializzante e formativo dello sport. “La famosa “generazione di fenomeni” di cui ho avuto la fortuna di far parte - ha detto - ha saputo ottenere grandi vittorie perché ha vissuto lo sport con emozione, naturalezza e professionalità: la pallavolo ci ha insegnato a rinnovare in continuo le sfide e le imprese”.

Paolillo ha condiviso con la platea in sala le innumerevoli iniziative promosse dal club milanese nella dimensione della responsabilità. “Dal nostro territorio al mondo - ha riportato il D.G. meneghino - abbiamo cercato di impegnarci in progetti socialmente rilevanti”.

I contributi conclusivi dell’intensa mattinata di lavori sono giunti da Alessandro Pinto, direttore generale per i rapporti istituzionali con lo sport di Unicef Italia, e dai rappresentanti di quattro aziende vicine al mondo sportivo: Angelo Zomegnan, direttore ciclismo RCS Sport, che ha portato l’esperienza di “Biciscuola”, Mauro Pizzigati, presidente Casinò di Venezia, Luca Turchi, Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato, e Anna Segatti, neo presidente Avon Germania, che con trasporto ha parlato del progetto di cause related marketing “Avon Running”.

  

 

 

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Cristina Cantoni

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