Volo Libero: mille lanterne per ricordare Angelo D¹Arrigo al tramonto del 26 marzo

Volo Libero: mille lanterne per ricordare Angelo D Arrigo al tramonto del 26 marzo.

Persone Gabriele, Laura Mancuso, Luca Zuppelli, Arrigo D, Leonardo, Vitali
Luoghi circolo artico, Mar Caspio, America del Sud, Sicilia, Parigi, Catania, Etna, Deserto del Sahara, Il Cairo, catena dell'Himalaya, Everest, Nicolosi, Comiso, Strait of Sicily
Organizzazioni Nazionale Italiana Volo Libero, Angelo D, Silvestri
Argomenti sport, aeronautica, ornitologia, internet

23/mar/2016 22.29.29 Gustavo Vitali Contatta l'autore

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Comunicato stampa

Al tramonto del 26 marzo centinaia di lanterne si alzeranno in volo da tutte
le montagne che conobbero le imprese di Angelo D¹Arrigo, a partire dall¹Etna
a due passi da casa sua, fino all¹Everest ed all¹Aconcagua.
D¹Arrigo, nato a Catania e cresciuto a Parigi, fu pilota di deltaplano e di
parapendio, mezzi con i quali si pratica il volo libero, cioè senza motore,
ma apprese anche a pilotare il deltaplano a motore. Stabilì diversi record e
vinse titoli mondiali. Fu un pilota particolare, curioso, attratto più dalla
lotta per il superamento dei propri limiti, che non dalla competizione. In
un suo libro si legge: ³Spingendo quotidianamente i nostri limiti,
riusciamo, a piccoli passi, a superare le paure che ci vietano il possesso
della nostra esistenza.²
Così, rientrato adulto a Catania, si mise in cielo per mettere in pratica i
suoi principi, ma non fu un percorso facile. Racconta in un libro di momenti
tristi, come l¹incidente nel corso di una gara e la prigione di Gheddafi
dove fu rinchiuso per aver violato lo spazio aereo libico durante una
traversata dalla Sicilia al Cairo in deltamotore.
Amò i rapaci, i grandi veleggiatori ed il loro volo istintivo sui quali
compì approfondite ricerche. Condusse una nidiata di gru siberiane dal
Circolo Polare Artico al mar Caspio, reintrodusse specie a rischio
estinzione nell¹Himalaya e in Sud America, aquile e condor allevati,
³imprintati², da lui stesso.
Nella galleria del vento studiò il primo deltaplano della storia, la ³Piuma²
di Leonardo. Percorse il Sahara ed attraversò il Canale di Sicilia, sfiorò
la vetta dell¹Everest e volò fino a 9000 metri di quota sopra l¹Aconcagua.
Mezzo preferito per le sue maggiori imprese il deltaplano senza motore,
un¹ala che si regge in aria sfruttando le correnti ascensionali.
Poi il fatale 26 marzo 2006 a Comiso. Angelo s¹imbarca come passeggero su un
piccolo aereo con un pilota esperto ai comandi. Dopo alcune evoluzioni
acrobatiche il velivolo si schianta al suolo. Aveva 45 anni ed ancora tanto
da dare al mondo del volo libero.
Nel decimo anno dalla scomparsa, sul vulcano siciliano teatro delle prime
imprese di Angelo D¹Arrigo, nella zona dei monti Silvestri, gli sarà
dedicata una scultura in pietra lavica, opera dell¹artista Luca Zuppelli. La
cerimonia è stata voluta dalla Fondazione Angelo D¹Arrigo che ha coinvolto
il Parco e la Funivia dell¹Etna, l¹area metropolitana di Catania ed il
comune di Nicolosi che ospiterà il monumento. Ci saranno amici, parenti,
autorità, la moglie Laura Mancuso, il figlio Gabriele e decine di
associazioni culturali, sportive e d¹ambientalisti a ricordare il campione.
Ci saranno migliaia di lanterne nei cieli di tutto il mondo.

Gustavo Vitali - Ufficio Stampa FIVL
Associazione Nazionale Italiana Volo Libero (registro CONI n. 238227)
il volo in deltaplano e parapendio
http://www.fivl.it - 335 5852431 - skype: gustavo.vitali

Foto
http://www.gustavovitali.it/pagine/comfivl/darrigo-23-03-2016.html

foto di repertorio deltaplano
http://www.gustavovitali.it/pagine/comfivl/foto-repertorio.html

per ulteriori informazioni contattare:
Fondazione Angelo d'Arrigo - tel/fax 095 7805694
Laura Mancuso - 335 8254092 - laura.mancuso (AT) angelodarrigo.com
sito ufficiale ed altre foto di Angelo D¹Arrigo: http://angelodarrigo.com/
pagina facebook: https://www.facebook.com/groups/52908265408/?fref=ts

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