Pianoforti e tastiere nella storia

Dal primo "fortepiano" (questo era il nome originario del pianoforte) ai più moderni modelli di piano digitale, questo strumento ne ha fatta veramente molta di strada, attraversando varie epoche e riuscendo sempre a restare al passo con i tempi.

08/giu/2010 15.07.58 Francesca Contatta l'autore

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Il pianoforte è sicuramente uno degli strumenti più conosciuti e suonati nel mondo, e nel corso della storia ha subito molte evoluzioni.

Dal primo “fortepiano” (questo era il nome originario del pianoforte) ai più moderni modelli di piano digitale, questo strumento ne ha fatta veramente molta di strada, attraversando varie epoche e riuscendo sempre a restare al passo con i tempi.

Il pianoforte è il fratello minore di strumenti più antichi, quali il clavicordo e il clavicembalo, con i quali condivide alcune caratteristiche (la presenza di una tastiera e di corde), ma è diverso da essi per quanto riguarda il meccanismo di produzione del suono. Mentre nel clavicembalo le corde vengono pizzicate da un plettro, e il volume del suono prodotto non può variare, nel pianoforte le corde vengono colpite da dei martelletti, e a seconda della forza impressa dal pianista il volume può mutare. È proprio da questa capacità di produrre note a diversi volumi che deriva il nome pianoforte.

Il primo modello di pianoforte, che come ricordato sopra era chiamato “fortepiano”, venne realizzato alla corte di Ferdinando II de’ Medici da Bartolomeo Cristofori nel 1698, ma non riscosse un grande successo in Italia. Qualche anno più tardi, più precisamente nel 1720, il costruttore di organi Gottfried Silbermann ricostruì in Germania una copia dello stesso strumento, ottenendo numerosi consensi. Iniziò così la diffusione di questo arcinoto strumento, che nei secoli ha dato vita ad una discendenza vasta e variegata. Uno dei nipotini più giovani del pianoforte è la tastiera master, ma esistono innumerevoli tipi di pianoforti e tastiere. I più conosciuti sono probabilmente il pianoforte orizzontale e quello verticale, ma esistono anche piani rettangolari, a giraffa e a piramide, cabinet e pianini. E non è finita qui: tra i parenti del pianoforte ci sono anche la pianola, un apparecchio musicale automatico, il pianoforte elettrico, inventato nel 1931 e diffusosi moltissimo negli anni Sessanta e Settanta, il pianoforte da viaggio, risalente al XVIII secolo (ormai non viene più utilizzato), il pianoforte per fanciulli nécessaire, particolarmente adatto ai bambini piccoli, che però ormai non viene più usato, e il pianoforte arabo, utilizzato dai musicisti arabi solo per pochi anni, tra il 1920 e il 1940.

La tastiera elettronica è uno strumento che si rifà al pianoforte, mantenendo però delle funzioni proprie, completamente diverse da quelle del progenitore. La tastiera elettronica, dotata di un sintetizzatore, riesce a riprodurre i suoni di diversi strumenti musicali, non solo del pianoforte, e a creare degli effetti particolari, quali il riverbero, il tremolo, il pitch shift, il chorus e il flanger. Il sintetizzatore viene azionato premendo i tasti della tastiera, che sono simili a quelli di un normale pianoforte. In molti casi la tastiera elettronica è dotata anche di altoparlanti interni, mentre in altri casi la si può collegare a cuffie o amplificatori esterni. Le tastiere di ultima generazione sono arricchite anche da lettori per leggere i file midi e strumenti quali l’interfaccia MIDI esterna.

Quali siano le prossime evoluzioni del pianoforte e della tastiera non ci è ancora dato sapere, ma sicuramente questi strumenti continueranno a conservare il loro fascino anche in futuro, accompagnando musicisti e musicofili ancora per molto tempo.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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