Che mondo sarebbe senza musica?

23/giu/2010 10.24.42 Francesca Contatta l'autore

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Tutti dicono di amare la musica, che come nessun’altra cosa al mondo riesce a dare espressione a ciò che teniamo dentro di noi.

La musica è una delle più grandi espressioni dell’animo e della mente umana, connubio perfetto tra razionalità e sentimento, precisione formale e libera espressione. La musica coniuga e riassume in sé alcune delle caratteristiche dell’essere umano, ed è forse per questo che nessuno di noi riesce a farne a meno. C’è chi si accontenta di ascoltarla nella propria stanza o in una sala da concerti, e chi invece la musica vuole suonarsela da solo, affinando la propria tecnica frequentando una scuola musicale. In ogni caso, e in qualunque modo ci si avvicini alla musica, lo si fa perché essa riesce ad accompagnare momenti diversi della nostra esistenza, consolandoci quando ci sentiamo tristi, facendoci ballare e saltare con i nostri amici quando siamo felici, permettendoci di esprimere la nostra rabbia urlando a squarciagola o aggredendo le corde di una chitarra. Sia che la si suoni o che la si ascolti, la musica riesce a penetrarci dentro, e a tirare fuori anche le nostre parti più segrete, quelle che nascondiamo agli altri, e talvolta a noi stessi. Un mondo senza musica sarebbe come un mondo senza libri o un mondo senza immagini: un mondo incompleto, e manchevole di quello che esprime al meglio l’animo umano.

La musica è sempre stata di tutti, e anche se c’era - e c’è ancora - una divisione tra musica colta e popolare, musica commerciale e arte, tutti sentono il bisogno di avere un qualche contatto con essa. Si comincia sin da piccoli, quando la mamma canta al proprio pargolo delle ninna nanne per farlo addormentare, come a dire “non ti lascio solo, c’è la musica nelle tue orecchie e nel tuo cuore”, e si va avanti tutta la vita, con il primo corso di chitarra o di basso elettrico, con l’acquisto del primo disco, con il primo, atteso, concerto dal vivo. Come all’inizio della nostra esistenza la musica dimostra subito di saper alleviare le nostre sofferenze, di conferirci serenità e calma, così nel corso della nostra vita ci accorgiamo, in varie occasioni, come nulla meglio delle nostre canzoni preferite sappiano capirci e avvolgerci, quasi che avessero il potere di uscire dal lettore per venirci ad abbracciare.

Il potere della musica si sprigiona anche ascoltandolo, ma imparare a suonare uno strumento, o a cantare, significa trovare un mezzo espressivo ancora più personale. Se il mondo dell’industria discografica sembra ormai invaso da gruppi cloni, che creano canzoni tutte uguali, solo per rispondere alle esigenze di mercato e per fare soldi, è pur vero che la maggior parte delle persone che inizialmente decidono di frequentare un laboratorio musicale o un corso di sax o di qualsiasi altro strumento, si avvicina in modo del tutto disinteressato alla musica, e pensa soprattutto all’ebbrezza che può dare il tenere uno strumento in mano, e ad acquisire la capacità di esprimersi tramite la musica. Purtroppo i “musicisti contabili” esistono eccome, ma questo non deve inficiare il mondo della musica, che è innanzitutto espressione di sé e del proprio mondo interiore.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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