Hyundai e l'exploit delle coreane in Europa

Una delle case automobilistiche protagoniste di questa prima parte dell'anno è sicuramente la coreana Hyundai.

Persone Francesca Tessarollo, Winston Churchill
Luoghi Europa, Padova, Germania, Londra, Seul
Organizzazioni Prima Posizione Srl, Hyundai Italia, Hyundai, Partito Democratico, SANYO
Argomenti autoveicoli, economia, industria automobilistica, commercio

11/lug/2011 16.03.07 Francesca Contatta l'autore

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Una delle case automobilistiche protagoniste di questa prima parte dell’anno è sicuramente la coreana Hyundai.

Negli ultimi mesi la Hyundai automobili ha riempito le pagine dei giornali e delle riviste specializzate con notizie relative al lancio di nuovi, innovativi modelli, alle vendite a dir poco positive e a molto altro ancora. La casa automobilistica coreana, presente sul mercato europeo da relativamente poco tempo, sta inanellando successo dopo successo, dimostrando di poter stare al passo con le altre celeberrime case automobilistiche.

Una prova dei passi avanti che l’azienda sta facendo è data dalla notizia che vorrebbe l’insegna della casa automobilistica svettare, insieme a quelle di altri famosissimi marchi, dall’alto del luminosissimo pannello di Piccadilly Circus, a Londra. Un onore concesso a pochi, e un’occasione unica per farsi pubblicità e ribadire l’importanza del proprio marchio: uno dei simboli della capitale britannica, le insegne luminose di Piccadilly Circus, che si sono spente solo in casi veramente eccezionali (la Seconda Guerra Mondiale e la morte di Churchill, per dire), sono viste ogni anno da milioni di persone. Secondo l’Economist l’insegna luminosa della Hyundai andrà a sostituire quella della Sanyo, presente a Piccadilly sin dal 1978. Un bel colpaccio per la casa automobilistica, che sembra pagherà questa visibilità circa 2 milioni di sterline l’anno.

La misura del successo della Hyundai non è data però solo dalla sua ammissione nella gloriosa piazza di Piccadilly Circus, ma anche da dati più concreti e inconfutabili. Nel primo trimestre dell’anno l’azienda coreana, pur dovendo far fronte ad un andamento non proprio ottimale per quanto riguarda il mercato interno, ha fatto registrare degli ottimi risultati per quanto riguarda le concessionarie Hyundai all’estero, con un giro di affari che si aggira intorno ai 18.230 miliardi (ossia un 21,4% in più rispetto ad un anno fa). Le immatricolazioni Hyundai all’estero, nei primi tre mesi dell’anno, hanno avuto un incremento dell’11,6% (mentre in patria c’è stato un calo dello 0,8%), e le previsioni per il prossimo futuro sono positive.

Nella sola Europa è stato raggiunto il numero di 5 milioni di auto vendute, un traguardo eccellente se si pensa che le prime Hyundai apparvero in Europa solo nel 1977, anno in cui nel Vecchio Continente debuttò la Pony. Il paese europeo che sembra maggiormente apprezzare la casa coreana è la Germania, dove sono state immatricolate oltre 700.000 vetture Hyundai, ma anche l’Italia sembra gradire molto i modelli di auto della casa automobilistica orientale. Nel primo trimestre di quest’anno, i concessionari Hyundai Italia hanno immatricolato oltre 11.000 vetture, un risultato che anche se non stupefacente è comunque da interpretare in modo positivo alla luce del calo generalizzato del mercato nazionale.

E sembra che l’azienda coreana sia ben intenzionata a non perdere terreno, viste le novità che ha in serbo: sarà disponibile da settembre la nuova i40, un modello di quasi circa 5 metri di lunghezza con il quale la casa coreana mira a conquistare il segmento D; l’obiettivo della Hyundai è piazzarsi tra le prime cinque case automobilistiche del settore entro il 2012. Ma la Hyundai guarda ancora più in là, come dimostra la nuova Hyundai Floauto, modello realizzato da uno studente dell’università di Seul che per dare vita a quest’auto ha tratto ispirazione dagli yacht di lusso. Pensata come modello innovativo di auto ecologica, la Floauto, per la quale una produzione seriale non è ancora ipotizzabile, è alimentata da un motore elettrico che si ricarica tramite dei pannelli solari posti sul tettuccio.



Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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