Partiti politici e corruzione: il giudizio del Nordest

La fiducia nei confronti della politica italiana, almeno per quanto riguarda gli abitanti dei Nordest, sembra sia sempre più in calo.

Persone Francesca Tessarollo
Luoghi Italia, Padova, Veneto, Friuli Venezia Giulia, provincia di Trento
Organizzazioni Prima Posizione Srl, Lega, Democratici di Sinistra, Italia dei Valori, Udc, Partito Democratico, Popolo delle Libertà, Futuro e Libertà
Argomenti politica

07/dic/2011 12.13.13 Francesca Contatta l'autore

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La fiducia nei confronti della politica italiana, almeno per quanto riguarda gli abitanti dei Nordest, sembra sia sempre più in calo.

Che i politici italiani, a torto o a ragione, non godessero di una grande considerazione da parte del popolo italiano, ma anche degli stati esteri, non è una grossa novità nella storia della politica del Belpaese, ma un recente sondaggio ci permette di quantificare in modo concreto a quanto arrivi la sfiducia degli italiani nei confronti della sua classe politica. Il sondaggio in questione, realizzato da Demos & Pi e Demetra per il Gazzettino ha preso in considerazione solo alcune regioni d’Italia, più precisamente il Nordest (Veneto, Friuli Venezia Giulia a provincia di Trento) cercando di capire come vengano giudicati i politici della cosiddetta Seconda Repubblica mettendoli anche a confronto con la classe politica della Prima Repubblica.

In particolare, ai partecipanti al sondaggio è stato chiesto se il sistema politico attuale sia reputato migliore, peggiore o uguale a quello precedente, e se la corruzione politica, a parere degli intervistati, sia aumentata, diminuita o rimasta sostanzialmente immutata rispetto a quella che caratterizzò la Prima Repubblica e gli scandali legati a Tangentopoli.

Dal sondaggio emerge un giudizio a dir poco severo dei cittadini del Nordest nei confronti della Seconda Repubblica: più della metà degli intervistati (il 59%, per la precisione, mentre nel 2007 “solo” il 32% si era espresso in tal senso), considera i politici attuali peggiori rispetto ai politici della Prima Repubblica, mentre quando si parla di partiti, la disaffezione dei Nordestini arriva a livelli ancora più elevati. Il 67%, infatti, giudica i partiti moderni in modo negativo (nel 2007 la percentuale era del 35%). Veniamo alla corruzione, altra nota dolente della politica italiana: più della metà degli intervistati (il 54%), infatti, crede che la corruzione sia più diffusa oggi che in passato, un dato che risulta ancora più significativo se si considera che nel 2003 questa percentuale era molto più bassa (22%).

Sia gli attuali partiti che i singoli politici sono quindi giudicati in modo negativo dalla maggioranza dei residenti del Nordest, e tale giudizio sembra coinvolgere tutti gli elettori senza sostanziali differenze tra ex democratici di sinistra e pidiellini, anche se i simpatizzanti di PD, di IDV e SEL sembrano più critici rispetto a quelli di PDL, Lega Nord e FLI. Considerando il profilo degli intervistati dal punto di vista anagrafico, emergono invece delle differenze tra giovani tra i 15 e i 24 anni e anziani oltre i 65 anni da una parte e gli adulti tra i 55 e i 64 anni dall’altra: mentre questi ultimi sono particolarmente critici nei confronti dei partiti, giovani e anziani dimostrano una maggiore disaffezione nei confronti dei leader partitici.

Per quanto riguarda la corruzione della classe politica, ancora una volta i più critici sono gli elettori di PD e IDV (insieme a quelli di UDC), ma anche i simpatizzanti degli altri partiti (Partito delle Libertà e Movimento 5 stelle in primis) non esprimono certo dei giudizi più teneri.

Un quadro di sicuro poco allettante, quello che emerge dal sondaggio, e che dà una prova concreta della disaffezione degli italiani nei confronti di una classe politica che, soprattutto negli ultimi anni, sembra aver perso la fiducia degli elettori. Visti i cambiamenti politici in atto in questo periodo, c’è da chiedersi se tutto questo porterà a dei mutamenti anche per quanto riguarda le opinioni degli elettori. Ai posteri l’ardua sentenza!



Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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