Caramelle e fantasia: il caso di Roald Dahl

29/mar/2012 09.45.02 Francesca Contatta l'autore

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Colorate, incartate, di diversa forma … le caramelle, e i dolciumi in generale, forse piacciono tanto ai bambini perché, oltre all’appetito, stimolano anche la fantasia!

Vi siete mai chiesti perché i bambini impazziscono o rimangono ipnotizzati quando si ritrovano davanti delle caramelle miele o un altro tipo di dolciume? Certo il sapore dolce fa la sua parte, ma l’appeal delle caramelle sui più piccoli non può dipendere solo dal loro gusto, dato che solitamente i bambini, solo guardandole, concentrano tutta la loro attenzione su di esse. D’altro canto anche gli chef più importanti sanno bene che, quando si serve un piatto, la disposizione degli ingredienti è molto importante, e la presentazione del piatto gioca un ruolo fondamentale nell’apprezzamento del cibo. Perché, dunque, per i bambini dovrebbe essere diverso? Le caramelle, poi, e lo sanno bene i produttori e venditori di dolciumi, hanno un aspetto davvero allettante – e in molti casi non solo per i consumatori più piccoli – tanto da sembrare dei giocattoli e da riuscire a stimolare la fantasia dei bambini.

Eh sì, potremmo davvero dire che le caramelle stimolano non solo l’appetito dei bambini, ma anche – o soprattutto - la loro fantasia! Cioccolatini personalizzati, caramelle a forma di animali o di denti da mettere in bocca fingendo di essere un lupo mannaro, o confezionate con carta luccicosa, o ancora colorate con tinte sgargianti che mettono subito allegria … nemmeno il bambino più disciplinato potrebbe resister di fronte a cotanta grazia. E se uno scrittore come Roald Dahl, l’autore de La fabbrica di cioccolato e di molti altri libri per l’infanzia, ha preso ispirazione proprio dal mondo dei dolciumi per dar vita ad alcune bellissime storie, c’è da credere che davvero le caramelle riescano a scatenare la fantasia di grandi e piccini. Il caso di Roald Dahl, in questo senso, è davvero emblematico: leggendo il romanzo La Fabbrica di cioccolato si ha certamente l’impressione di avere a che fare con uno scrittore dotato di una ricchissima fantasia, che sa bene come attirare l’attenzione dei suoi piccoli lettori ambientando la sua storia in una fabbrica in cui vengono prodotti dolciumi e caramelle di tutti i tipi e a dir poco fantasiosi. Ma l’autore di questo arcinoto romanzo altro non è che il bambino che molti anni prima fantasticava sui barattoli di dolciumi che facevano bella mostra di sé nell’emporio vicino a casa. Basta leggere Boy, una sorta di raccolta di racconti autobiografici scritti da Dahl per riallacciare le fila del discorso e collegare l’infanzia di un bambino goloso e già pieno di fantasia con la realtà di uno scrittore di successo, uno dei più amati dai bambini. Roald Dahl spiega in modo molto vivido e colorito come, lui e i suoi compagni di giochi, credessero che dietro alle caramelle del negozio si nascondessero storie incredibili, a volte persino raccapriccianti, come quando spiega come fosse convinto che la liquirizia fosse fatta di sangue di topo pressato.

Un esempio lampante di come comprare caramelle possa avere un effetto davvero prorompente sulla fantasia dei bambini, e di come le caramelle riescano a rimanere impresse anche nella mente degli adulti, oltre che un caso emblematico che spiega molto chiaramente che ai bambini delle caramelle e dei dolciumi non interessa solo il sapore, ma spesso anche l’aspetto e la possibilità che danno di mettere in moto l’immaginazione.


Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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