Pneumatici: TPMS obbligatori a partire da novembre 2012

A partire dal primo novembre 2012 entrerà in vigore, nei paesi dell'Unione Europea, la normativa che prevede l'obbligo di installazione dei sistemi TPMS sulle nuove vetture.

Persone Francesca Tessarollo
Luoghi Europa, Padova, Manchester, Stati Uniti d'America
Organizzazioni Prima Posizione Srl, TPMS, Unione Europea, Partito Democratico
Argomenti autoveicoli, economia, commercio, trasporti, strada

30/apr/2012 09.52.53 Francesca Contatta l'autore

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A partire dal primo novembre 2012 entrerà in vigore, nei paesi dell’Unione Europea, la normativa che prevede l’obbligo di installazione dei sistemi TPMS sulle nuove vetture.

I TPMS (Tyre Pressure Monitoring Systems) diventeranno obbligatori, come sancito da una normativa europea, a partire dal prossimo novembre per tutte le nuove vetture omologate. La funzione di questi strumenti è quella di avvertire il conducente nel caso in cui la pressione delle gomme per pick-up o per qualsiasi altra vettura sia inferiore a quella ottimale, il che potrebbe causare dei problemi anche molto seri e minacciare la sicurezza di chi guida, oltre che causare un sensibile aumento dei consumi. Si calcola infatti che una vettura che abbia degli pneumatici sgonfi consumi fino al 4% in più di carburante. Non solo: la durata stessa degli pneumatici, se non presentano una pressione ottimale, può ridursi addirittura del 45%, rendendo quindi necessario sostituire le gomme con una maggiore frequenza, e causando quindi delle spese più ingenti. Riduzione dei costi e dei consumi a parte, gli pneumatici sgonfi costituiscono una delle cause di molti incidenti stradali. Ed è stato soprattutto per scongiurare alcuni incidenti stradali che negli Stati Uniti, nel 2008, è stata introdotta la legge TREAD, che prevedeva l’obbligo di installazione dei sistemi TPMS sulle nuove vetture. Alla fine degli anni Novanta, infatti, negli Stati Uniti si erano verificati numerosi incidenti e ribaltamenti proprio a causa di pneumatici non ottimali.

Ora tocca all’Europa: la decisione di rendere obbligatorio il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici Bridgestone o di altre marche, nel Vecchio Continente, è stata dettata da questioni di sicurezza ma soprattutto da questioni ambientali. Come detto, infatti, gli pneumatici sgonfi comportano un maggiore consumo di carburante, il che si traduce in tonnellate su tonnellate di CO2 immesse nell’atmosfera.

Oltre ai vantaggi in termini ambientali, di costi e di sicurezza sulla strada, l’introduzione del TPMS obbligatorio potrebbe favorire anche i gommisti, che da questa normativa potrebbero ricavare una nuova, interessante, fonte di guadagno. Di questo si parlerà anche nel corso del Brityrex International 2012, a Manchester dal 9 all’11 ottobre 2012. Naturalmente per trarre dei fruttuosi vantaggi dall’entrata in vigore della normativa, i gommisti dovranno attrezzarsi e investire nella formazione e nell’attrezzatura necessaria, ma si calcola che la spesa non dovrebbe essere eccessiva. In particolare, i gommisti e chi si occupa di vendita pneumatici potrebbero trarre benefici dall’installazione del TPMS in tre modi: con la sostituzione della batteria del TPMS, con la manutenzione delle valvole e, infine, con la riparazione e sostituzione delle valvole danneggiate.

Considerando che nei prossimi anni il numero di vetture dotate di TPMS aumenterà in modo esponenziale (al momento una vettura su 10 è dotata di questo sistema), è facile dedurre che questo potrebbe portare delle nuove opportunità ai gommisti e rivenditori che sapranno cogliere questa occasione.

In conclusione, a partire da novembre 2012 la nuova legislazione europea in fatto di TPMS porterà a dei cambiamenti, cambiamenti che però si preannunciano positivi da diversi punti di vista: dal punto di vista degli automobilisti, che guideranno in maggior sicurezza limitando i consumi; dal punto di vista dei gommisti, che potranno trarre dalla normativa ulteriori possibilità di guadagno; ultimo ma non meno importante, dal punto di vista ambientale, visto che limitando i consumi di limiteranno anche le emissioni nocive.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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