Dalla Dama Bianca al Machu Pichu: suggestioni archeologiche

24/mag/2012 17.47.56 Sara Borsari Contatta l'autore

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Ci sono due Paesi molto distanti, per cultura, lingua, storia e religione eppure accumunati dalla presenza di siti archeologici di grandissimo interesse storico e culturale in grado di stupire, incuriosire ed appassionare storici e turisti di tutto il mondo. Il primo è il Perù, in Sud America, con i suoi 34 siti archeologici su cui spicca, per importanza e popolarità, il Machu Pichu.

 

Il Machu Pichu è la testimonianza della popolazione inca sopravvissuta a più di 2000 anni di storia, collocato a metà strada tra le Ande e l’Amazzonia, il Machu Pichu è l’orgoglio e l’identità della popolazione autoctona del Perù. Non è un caso che gran parte degli itinerari dell’America Latina passino per il Machu Pichu, dichiarato nel 2003, Patrimonio dell’Umanità. (Viaggi in Perù)

 

 

Le rovine si estendono in una superficie di più di 325 km quadrati e rappresentano le spoglie mortali dell’Imperatore Pachacutec che qui stabilì il centro del suo Impero.

 

La Namibia è situata invece nell’Africa Meridionale, nata nel 1990 come Repubblica, è una delle nazione al mondo meno popolate. Fin dal XIV ùù colonizzata da popolazioni nomadi come i San. Presenta un clima desertico è la lingua più diffusa è l’afrikans, seguito dal tedesco e dall’inglese. In tutto convivono 11 etnie mentre la religione più diffusa è il cristianesimo.

 

Ma cosa spinge a visitare un luogo di questo tipo? Sicuramente i suoi reperti archeologici, primo fra tutti la “Dama Bianca”: 45.000 pitture rupestri (figure antropomorfe e zoomorfe) risalenti a 16.000 anni fa. Fra interpretazioni e suggestioni sciamaniche la Dama Bianca è il centro attorno a cui ruotano tutti i viaggi in Namibia

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