A Senigallia arriva Marco Cavallo, giovedì pomeriggio l'inaugurazione dell'evento per capire il disagio mentale

16/mar/2005 18.29.47 Ufficio Stampa Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

 

A Senigallia arriva Marco Cavallo, giovedì pomeriggio l’inaugurazione dell’evento per capire il disagio mentale

 

 

Alle 18 di giovedì 17 arriverà a Senigallia (Rocca Roveresca), in mezzo a tanti aquiloni colorati ed un clima di festa, Marco Cavallo per dare inizio al suo lungo viaggio. Marco Cavallo è il grande cavallo azzurro di cartapesta alto più di quattro metri, realizzato da Vittorio Basaglia  (cugino del più noto Franco che diede origine alla 180), recentemente scomparso,che nel gennaio del '73 con Giuliano Scabia ed i giovani dell'Accademia delle Belle Arti di Venezia, diede inizio ad una singolare esperienza di animazione nell'ospedale psichiatrico di Trieste, culminata con la costruzione del grande cavallo azzurro, simbolo della radicalità dei bisogni degli internati. L'uscita del cavallo rappresentò il punto di arrivo di un grande lavoro collettivo che aveva coinvolto tutti: internati, studenti, operatori, amministratori, cittadini. Marco Cavallo era il simbolo di un processo di liberazione in atto per tutti quelli che soffrono della vita manicomiale.

Prende così il via, dopo l’anteprima di domenica con il concerto di Giovanna Marini, “il Lungo Viaggio di Marco Cavallo”,  arte cultura spettacolo gastronomia per capire il disagio mentale. “Marco Cavallo” e Franco Basaglia, visionari e sognatori, diedero origine alla legge 180, fonte di dibattito aspro e controverso fino ai nostri giorni. Il processo avviato dalla riforma psichiatrica non è affatto compiuto. A seguito della profonda trasformazione culturale avvenuta dopo la chiusura dei manicomi, non è stata realizzata infatti nel territorio quella rete di servizi che avrebbe dovuto rappresentarne l’alternativa. Così sono spesso le famiglie a sopportare la sofferenza ed il peso della gravosa assistenza.

L’evento è promosso dal Comune di Senigallia Assessorato ai Servizi alla Persona con la partecipazione di Regione Marche Assessorato ai Servizi Sociali, Provincia di Ancona Assessorato ai Servizi Sociali, Dipartimento di Salute Mentale Zona Territoriale n.4, in collaborazione con Studio Zelig e Associazione PrimaVera  di Senigallia, con il patrocinio  della Direzione Generale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche e Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Marche.

La giornata di giovedì prevede dopo i saluti del Sindaco di Senigallia Luana Angeloni, l’insediamento dei laboratori interattivi alla Rocca Roveresca a cura di cooperative sociali, associazioni, e servizi di salute mentale italiani. Si tratta di realtà nate sulla scia del pensiero basagliano che hanno portato avanti quello spirito, lavorando non solo sull’aspetto farmacologico ma sulle arti-terapie. Attività manuali creative immaginifiche che vanno dalla pittura alla danza, dove si lavora sui vari sensi. La realtà dei laboratori per disabili viene presentata come possibilità formativo-esperenziale per i visitatori della manifestazione che potranno partecipare attivamente. Esperienza diretta, visione delle tecniche di lavoro, reciprocità. Uno sguardo dal di dentro al lavoro e al percorso culturale di associazioni, laboratories, case alloggio in un percorso storico sociale dei figli ed amici di Marco Cavallo.

Alle 21 si svolgerà la “Cena dei Ciechi” (il ricavato verrà devoluto all’Associazione Primavera) curata da Moreno Cedroni, presso la Sala dell’ex Ostello. Per prenotarsi 071.63271 . 071.6629242. Una cena al buio. Una cena dove ad essere stimolati saranno tutti i sensi tranne la vista. Con scatole da aprire, piatti che si possono riconoscere ad “occhi chiusi”, pacchetti da scartare, bocconcini infilzati ad uno spiedino, “i cucchiai” della Madonnina del Pescatore, ed altre prelibatezze. Saranno piatti che stimolano gli altri sensi piuttosto che la vista quelli del maestro Cedroni. Il tatto, l’olfatto, l'udito e il gusto saranno esaltati e potranno godere di stimolazioni accentuate. Un gioco e un'occasione per percepire la realtà attraverso percorsi meno immediati. Un modo per comprendere. Le uniche cose che si riusciranno a vedere alla "Cena dei ciechi" saranno i passaggi a terra lievemente illuminati per segnare il percorso del personale di sala ed i guanti bianchi dello stesso.

 

 

Ufficio Stampa

Alessandro Piccinini

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