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12/lug/2005 15.30.34 Ufficio Stampa Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

L’INAUGURAZIONE DELLA RASSEGNA DEDICATA A MARIO CARAFOLI, che celebra un doppio anniversario: i 20 anni della scomparsa dello scrittore corinaldese e i 20 anni della nascita del concorso fotografico a lui dedicato.

 

Giovedì 14 luglio a Corinaldo, nell’antica Sala del Costume e delle Tradizioni popolari si inaugurerà la rassegna “Il Paese più bello del mondo - Immagini dal nostro futuro“ dedicata allo scrittore-fotografo corinaldese Mario Carafòli (1902-1985). L’inaugurazione, che coincide con l’aprirsi  delle manifestazioni per  la XXVII  Contesa del Pozzo della Polenta, è preceduta alle 17,30 nella Sala Grande del  Palazzo municipale, dal convegno di studi sulla dinastia senigalliese degli Arsilli: “La fiamma onde il mio nome ha luce: gli Arsilli” che vedrà la presenza del sindaco di Corinaldo Livio Scattolini e dei presidenti delle Associazioni Pozzo della Polenta e Pro Loco, Francesco Spallacci e Giuseppe Falcinelli . Dopo gli interventi di Flavio Solazzi, Donato Mori e Antonio Maddamma, seguirà alle 19,30, sempre nella Sala comunale, l’inaugurazione della mostra, aperta dai giornalisti Terenzio Montesi e Domizia Carafòli.

La rassegna dedicata a Mario Carafòli celebra un doppio anniversario: i vent’anni della scomparsa dello scrittore corinaldese e i vent’anni della nascita del concorso fotografico a lui dedicato e che porta lo stesso nome: “Il Pese più bello del mondo”.

Quale significato attribuire a questa frase, tratta da un libro datato 1979 dello stesso Mario Carafòli “Ricerca del Paese più bello del mondo”? Si tratta di un atto d’amore che lo scrittore, tornato al suo paese natale negli anni Settanta dopo una vita spesa a documentare, come giornalista e come fotografo, il volto e le tradizioni di tutte le regioni d’Italia, rivolge alla sua piccola patria della Marca d’Ancona, mai dimenticata durante una vita ricca di impegni e di riconoscimenti letterari quanto combattuta e sofferta sul piano delle vicende personali. La rassegna allestita nella Sala del Costume e curata da Giuliano De Minicis, vuole essere una sintesi di questo doppio rapporto - verso la grande patria italiana e verso la piccola patria  corinaldese, documentata attraverso grandi pannelli a colori con immagini di città italiane  e marchigiane (da Roma a Venezia, da Treviso a Macerata a Camerino a Fossombrone) sui quali spiccano le fotografie (in un rigoroso bianco e nero) di Corinaldo, del suo antico e miracolosamente preservato tessuto urbano, delle sue chiese e del suo meraviglioso paesaggio (per la cui difesa, invece, c’è ancora molto da fare).

Al visitatore che  si sarà soffermato su queste immagini, apparirà allora chiaro il significato della frase (divenuta negli anni una sorta di sorridente slogan) “Il Paese più bello del mondo”, che è poi Corinaldo. Non perché Corinaldo, ancorché riconosciuto fra i borghi d’eccellenza d’Italia, sia in assoluto il più bello, ma perché ha rappresentato per Mario Carafòli il centro della propria vita, dei propri affetti, dei propri interessi di studioso, in una commovente fedeltà ai valori umani, civili ed estetici da lui coltivati nel corso di una intera esistenza.   

 

Ufficio Stampa

Alessandro Piccinini

 

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