"IL CAPPELLO DI PAGLIA": PRESENTATA OGGI IN REGIONE LA QUARTA EDIZIONE E LA MOSTRA INTERNAZIONALE "IL CAPPELLAIO PAZZO".

19/lug/2005 17.50.45 Ufficio Stampa Contatta l'autore

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IL CAPPELLO DI PAGLIA

DAL COVONE AL CAPPELLO RAMMAGLIATO

MARCHE - MONTAPPONE (AP) 23 . 24 LUGLIO 2005 quarta edizione

 

Nel distretto di cappelli più importante d'Europa rivive l'antica tradizione della lavorazione della paglia.

 

Nell’ambito dell’evento:

Mostra Internazionale “Il Cappellaio Pazzo” che resterà aperta dal 23 luglio all’8 dicembre

Una cena da Re con le ricette di Cesare Tirabasso lo chef prediletto del Re Umberto di Savoia e dei membri del governo durante i loro soggiorni nelle Marche.

 

COMUNICATO STAMPA

 

E' stata presentata oggi ad Ancona nella salla della Presidenza del Consiglio Regionale la quarta edizione de "Il Cappello di Paglia". Dal covone al cappello rammagliato. Nel cui ambito verrà inaugurata la Mostra Internazionale “Il Cappellaio Pazzo” che resterà aperta dal 23 luglio all’8 dicembre.

In conferenza stampa erano presenti il Vice Presidente del Consiglio Regionale David Favia che ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa per la valorizzazione del territorio. Una chiara dimostrazione della vitale creatività della nostra regione. Il Sindaco di Montappone Ferruccio Vecchi che ha spegato come nel distretto di Cappelli di Montappone che conta circa 70 aziende si sia già affrontata la concorrenza della cina oltre 25 anni fa, e come si è costituito questo polo industriale importantissimo per l'economia del fermano. Il Consigliere Regionale Marco Lucchetti che ha esoridito dicendo "Con Montappone abbiamo messo il cappello alla Cina. Un iniziativa importante per promuovere la Regione sia dal punto di vista del suo sistema economico il cui modello è studiato in tutto il mondo che da quello della scoperta di un territorio Turistico. Il Presidente della Pro Loco Mauro Ferranti e l'art director dell'evento Giuliano De Minicis che nel presentare la mostra internazionale "Il Cappellaio Pazzo" ha detto "la follia spesso è utile a rappresentare il senso autentico delle cose."

E sarà folle davvero la giornata di apertura dell'evento e dell'inaugurazione della mostra a cui seguirà un concerto pazzo per strumenti ed attrezzi da lavoro di Jack Alemanno e lo spettacolo della "Compagnia dei Folli" di Ascoli Piceno.

 

Nel borgo antico di Montappone (AP) torna a vivere l’antica tradizione della lavorazione della paglia di grano con la quarta edizione del celebre evento promosso dal Comune di Montappone, Pro Loco Montappone e numerose aziende del distretto di cappelli più importante d'Europa (A Montappone, piccolo centro dei colli fermani, che conta appena 1800 abitanti sono presenti ben 45 aziende di cappelli che esportano in tutto il mondo. Nella cittadina dell’entroterra marchigiano, situata a pochi chilometri di distanza sia dal mare che dalla catena dei Monti Sibillini, la coltivazione del grano è una risorsa importante. L’antica lavorazione artigiana del cappello di paglia si è trasformata negli anni in produzione su vasta scala e Montappone, sul finire dell’Ottocento, è stato il primo centro italiano a industrializzarne la fabbricazione).

Per le vie del paese vecchio, fra mestieri e giochi di campagna, musiche, balli, stornelli ad impronta, vino cotto e cucina di un tempo, il 23 e 24 luglio si potrà partecipare ad una fedele ricostruzione storica della quotidianità di una volta.

Molte le novità (tra cui la Mostra Internazionale “Il Cappellaio Pazzo”) della suggestiva manifestazione ideata da Giuliano De Minicis, creativo di professione che qui ha vissuto periodi importanti della sua giovinezza nella casa dei nonni materni, contadini molto legati alla tradizione del cappello, e che ha immaginato tale evento per il grande affetto che lo lega a questa terra e alla sua gente così accogliente ed affabile.

 

La Festa

Al borgo antico ci si arriva percorrendo uno stupendo viale alberato. Per i più piccini c’è un “bus navetta” fatto con un carro trainato da buoi. Giunti in paese ci si potrà immergere in un atmosfera d’altri tempi dove ogni cosa è curata nei minimi dettagli. Partecipare alle attività che si svolgono è d’obbligo se si vuole provare a rivivere lavori che oggi nessuno fa più. Si può provare a “capare” la paglia, intrecciarla, tentando di carpirne l’abilità dalle anziane del paese, stirare il cappello, ma anche fare il sapone come si faceva una tempo, costruire spaventapasseri, osservare come si facevano i materassi, farsi fare un cappello dalle sapienti mani di antichi artigiani, apprezzare il lavoro delle ricamatrici, farsi tagliare i capelli dal barbiere di campagna all’aperto proprio come una volta. Intanto gli stornellatori girano per il paese cantando stornelli in rima baciata ad impronta. I più piccoli potranno partecipare ai “Jochi de ‘naota” nella “piazzetta de lo rammaglià” e nella “camminata dò cala lu sole”, ed ai laboratori guidati di decorazione pittorica del cappello e creatività con la paglia.

L’ideale è arrivare alla festa un po’ prima del tramonto. Dopo essersi lasciati cullare da immagini insolite ed aver girovagato per il paese vecchio è il momento di concedersi una pausa culinaria. L'evento dedica infatti un'attenzione particolare alla gastronomia.

Domenica 24 dal pomeriggio fino a notte inoltrata sarà la giornata tutta dedicata alla festa popolare. A fine serata gli spettacolari fuochi d'artificio dalle mura del Borgo Antico di Montappone. Mentre nella giornata di sabato 23 si svolgeranno anche altre iniziative come l'inaugurazione della mostra ed il convegno.

 

LA MOSTRA INTERNAZIONALE “Il Cappellaio Pazzo” 23 Luglio / 8 Dicembre 2005

Orari apertura mostra:
Dal 23 Luglio al 12 Agosto tutti i giorni dalle ore 20.00 alle ore 24.00 - Dal 13 al 16 Agosto  - chiuso
Dal 17 Agosto al 8 Dicembre apertura il Sabato e la Domenica pomeriggio dalle ore 16,00 alle ore 20,00

 

Sabato 23 luglio alle ore 18 verrà inaugurata la Mostra Internazionale “Il Cappellaio Pazzo” che resterà aperta fino all’8 dicembre.

Verranno esposti pezzi unici contemporanei realizzati appositamente dai maestri cappellai di Montappone e da maestri di diversi paesi europei con cui le aziende del distretto di Montappone intrattengono collaborazioni e rapporti commerciali. Sono opere di grande creatività, “cappelli improbabili”, citazioni, giochi artistici, cappelli pazzi… Insieme a questi verranno esposti i pezzi più preziosi di proprietà del Museo Storico del Cappello, di cui i più antichi risalgono alla fine dell’800 e altri copricapo di pregio come  l’ultimo utilizzato da Federico Fellini, donato al Museo dalla sorella del regista. In totale oltre cento cappelli in mostra, insieme a documenti, fotografie ed immagini storiche appartenenti anch’essi alla raccolta del Museo del Cappello di Montappone. 

Dopo l’inaugurazione della mostra si svolgerà alle 19,30 il “concerto pazzo” di Jack Alemanno per strumenti a percussione ed attrezzi da lavoro del mondo contadino. Poi tutti lungo la “caminata della vella vista” per godersi il tramonto di fronte ai Monti Sibillini dove verrà servita la cena su ciotole e bicchieri (che gli ospiti potranno poi portarsi a casa) di terra cotta come nella antica tradizione contadina.

 

Dalla creatività dei maestri cappellai... 

Il cappellaio pazzo è un personaggio del libro “Alice nel paese delle meraviglie” che ha uno strano rapporto con il tempo. Finalmente il cappellaio ruppe il silenzio: “Se tu conoscessi il tempo come lo conosco io, non parleresti così”. Alice chiese:”Tu te l’intendi col tempo?” Il cappellaio scrollò il capo mestamente: “No, non più. Abbiamo litigato due mesi fa. Da allora il tempo non mi ascolta più”. Era il tempo che non lo ascoltava più perché era pazzo, oppure era impazzito perché il tempo non lo ascoltava più?  Forse si può pensare che, per il cappellaio pazzo, l’orologio si fosse fermato perché lui avesse il tempo di vivere la sua fantasia e la possibilità di esprimersi liberamente senza i vincoli del tempo. Il “Cappellaio pazzo” è il personaggio simbolico che rappresenta il desiderio, nascosto in ognuno di noi, di liberarsi dai vincoli e dalle ristrettezze del tempo per esprimersi come vuole la fantasia più straordinaria. La pazzia sconfina così nella genialità, nella capacità di sorprendere, esagerando o trasformando la funzione di un oggetto come il cappello, che fra gli accessori d’abbigliamento meglio esprime il segno della personalità di ciascuno, trasformato in pezzo unico, magico ed emozionante, vero e proprio oggetto d’arte. Escono da ogni tempo cappelli ideati ed elaborati con assoluta e libera creatività, appositamente realizzati nei materiali più diversi per mostrare la fantasia, l’estro e le capacità dei “maestri cappellai” di Montappone. È come entrare nel “paese delle meraviglie”, fuori dal tempo come ogni opera d’arte; uno spazio originale e unico delle abilità e dell’estro di chi da sempre dedica le migliori energie ai cappelli di ogni tempo per il tempo di ognuno di noi.

 

La cena di sabato sera (solo su prenotazione a differenza della domenica) sarà dedicata al cuoco originario di Montappone Cesare Tirabasso Chef di cucina - Igienista (1888 - 1968). Pubblicò vari ricettari e notizie nutrizionali e dietetiche. Allestì pranzi per Giovanni Leone, Norberto Bobbio, Umberto di Savoia, molti ministri ed altre personalità passate in varie città marchigiane. Grande e riconosciuto professionista, fu autore di diversi volumi di cucina, nei quali sono raccolte le sue migliori ricette e una ricca e dotta quantità di informazioni nutrizionali e dietetiche e consigli per la migliore prelibatezza delle pietanze.

Il menù riproporrà ricette della tradizione grastronomica marchigiana rielaborate dal tirabasso nel 1927.

Dopo la cena ci sarà lo spettacolo della "Compagina Dei Folli", teatro di piazza su trampoli con spettacolari giochi di fuoco e musica, nella piazzetta del borgo antico..

 

La gastronomia

La cucina di un tempo: partendo dal bere è doveroso assaggiare del buon vino cotto (che non si deve confondere con il vin brulè, anche perché il vino cotto si serve freddo. Il “vì cotto” viene bollito per quasi una giornata intera in marmitte di rame e poi viene messo dentro delle botti di legno che contengono il vino degli anni precedenti. Le botti sono rimboccate dunque con il vino nuovo ma dentro hanno un fondo fatto dai vini delle passate stagioni. Così il vino nuovo si mescola al vecchio (madre?). Alcune botti hanno anche cent’anni e se per sbaglio o ingordigia venissero svuotate completamente il loro valore si perderebbe. Durante la festa si potrà vedere come funziona la preparazione del vino cotto.)

Per sbocconcellare si potrà poi passare a  “li caciù co’ la fava”, una sorta di frappa piegata in due con dentro una pasta di fava e ad altre prelibatezze preparate per l’occasione spolverando la cucina di una volta come “lò pà pé na settimana”, pane cotto nel forno a legna che una volta fatto doveva durare una settimana. C’è la “fila tonna” (tonda), “sbilonga” (grande), “ciuca” (piccola). Oltre alla “pizza de’ nonna roscia e bianca a pézzi”.

Per cenare c’è “Lo magnà dé ‘naota” servito sulla “caminata della vella vista” dove si potrà assaggiare la “coratella d’agnéllu co’ l’oe”, i “vincisgrassi dé ‘naota”, i “tagliulì co’ la papera”, il “frecandò” di verdure, le prelibate “patate tonne (tonde) fritte”, i “pummidoro”.

“Lu voccò” al “campu de la merennetta”. Questo è un pasto più frugale e la particolarità è che si mangia per terra sulle tovaglie, dove la vergara porterà il cesto con le vivande: “’do fette de pà co lo salato”: “co le saccicce sotto strutto”, quelle come si facevano in quegli anni. Lo strutto era il frigorifero di una volta e le salsicce sotto strutto sono state riscoperte per l’occasione. Imperdibili. Ma il pane si potrà accompagnare anche “co lu ciausculu”, “co la lonza”, “co lu prisuttu”, l’insalata di campo, e poi certo il “vì cotto” e il “ciambellottu”.

 

Il convegno

Sabato 23 al mattino si svolgerà il Convegno sulla  Produzione e Compatibilità ambientale promosso da: Comune di Montappone, Camera di Commercio di Ascoli Piceno, Provincia di Ascoli Piceno Assessorato alla Cultura, Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo.

 

Le iniziative collaterali

 

Mostra di Ubaldo Bartolini

Oli dedicati al suo paese natale Montappone

Chiesa S. Maria in Castello

Ubaldo Bartolini nato  Montappone nel 1944 vive e lavora a Roma.

 

Mostra dedicata allo Chef  Cesare Tirabasso

Ricettari, foto, biografia, i menù eseguiti per il re, una tavola imbandita per la Casa Reale

Borgo Antico, Confraternita

I visitatori verranno omaggiati di una cartoline con le ricette per un pranzo reale.

Cesare Tirabasso Chef di cucina - Igienista (1888 - 1968). Pubblicò vari ricettari e notizie nutrizionali e dietetiche. Allestì pranzi per Giovanni Leone, Norberto Bobbio, Umberto di Savoia, molti ministri ed altre personalità passate in varie città marchigiane.

 

La vita di un tempo

Ricostruire la vita contadina di una volta per Montappone non è solo un momento di festa ma un modo per riappropriarsi del suo passato, recuperando “una parte di noi che credevamo persa nei meandri della frenetica industrializzazione”, recuperando una tradizione che si sta ovviamente e naturalmente spegnendo, la tradizione del tempo in cui, nelle sere d’inverno, uomini, donne e bambini stavano nel caldo delle stalle a capare ed intrecciare la paglia che poi veniva cucita e messa nella forma.

Si tratta di un’atmosfera che si è vissuta fino a tutti gli anni sessanta, quando ancora le cannucce da bar erano fatte con la parte più grossa della spiga del grano. E siccome in campagna non si butta niente con un’altra parte dello scarto ci si facevano le ventole per i camini. Tutte cose che si potranno rivivere alla festa, testimonianza dell’attaccamento dei “cappellai di Montappone” alle loro colline gialle di grano che riecheggiano ancora della vita contadina e felice di una volta.

Il tipo di cappello dipende dal tipo di paglia da treccia che si può coltivare. Nelle terre di Montappone si poteva fare un tipo di paglia più grossa, la “Iervecella”.

Oggi a Montappone c’è ancora chi coltiva quel tipo di paglia appositamente per la manifestazione e per alcune piccole produzioni artigianali.

“Il Cappello di Paglia” è una festa delle piccole cose dove si possono rivivere lavori ed attività che oggi non fa più nessuno, sentire antichi profumi e ripercorre un tempo ormai lontano.

 

 

Informazioni per i visitatori: Pro Loco di Montappone 333.8258462 . Comune di Montappone (AP) . tel 0734.760426 . web: www.ilcappellodipaglia.it

 

 

 

Montappone

La favola straordinaria della tradizione del Cappello di Paglia

 

Un giorno, tanti secoli fa, si racconta in giro per la campagna, su queste colline viveva un re saggio che aveva una figlia bellissima. Quando la fanciulla giunse in età da matrimonio, la vide un giovane contadino che subito la chiese in sposa.

Il giovane non aveva che un po' di grano: non bastava per procurarsi la corona che il re voleva in regalo dal pretendente della figlia. "Maestà - disse il giovane - io voglio sposare tua figlia, ma non ho né oro né pietre preziose per la corona che chiedi. E poi io sono contadino, e se abbandono i campi per andare pel mondo a cercarle cosa troverò al mio ritorno se non spighe di grano beccate dagli uccelli?" Il re, a cui il contadino era simpatico, decise di aiutare il giovane, ma senza darglielo a vedere. “Affari tuoi - rispose sbrigativo - . Questo ho chiesto e questo voglio. Ricorda, ognuno è ricco per ciò che ha, non per ciò che gli bisogna". Il giovane uscì dal castello sconsolato. Imbruniva. Si diresse verso casa costeggiando un campo. Mentre il sole stava calando, raccolse tre spighe di grano e le sfarò con una mano per vedere se erano già pronte per diventare pane. La pula volò via con la brezza della sera e in quel momento, gli si avvicinarono tre picchi che in un baleno beccarono i chicchi liberati dalla pellicina. Levandosi subito i tre uccelli si diressero verso il tramonto, volando nell'aria uno sotto l'altro, da sinistra a destra e dall'alto al basso. Il giovane li guardò e solo allora comprese le parole del re: con i tre gambi che gli erano rimasti in mano fece una treccia. Durante la notte ne intrecciò molti altri, li cucì insieme e li arrotolò. La mattina seguente il giovane ritornò al castello. Con sé aveva una corona fatta da tante trecce di paglia legate tra loro, impreziosita tutt'intorno da un bordo piatto e molto sporgente per riparare dal sole e dalla pioggia il viso di chi la portava. Vedendola, il re sorrise soddisfatto e indossò proprio quella il giorno in cui la figlia si maritò con l'ingegnoso contadino. Al quale il vecchio e saggio sovrano fu felice di dare anche tutto il suo regno.

Da quel giorno, si racconta, tutti i cittadini di Montappone cominciarono a intrecciare la paglia sperando così di poter godere anche loro di una fortuna pari a quella del compaesano. si sa, le favole contengono sempre qualcosa di vero. In questa c'è che nel tempo a Montappone hanno cominciato a fabbricare cappelli di tutte le fattezze e di tutte le misure con molto ingegno e fantasia. Situato a pochi chilometri di distanza sia dal mare che dalla catena dei Monti Sibillini, Montappone è un piccolo centro dei colli fermani. In questa zona la coltivazione del grano è una risorsa importante. E siccome in campagna non si butta niente si è trovato un utilizzo perfino per il gambo mietuto dopo che è stato separato dalla spiga.

L'antica lavorazione artigiana del cappello di paglia si è trasformata negli anni in produzione su vasta scala e Montappone, sul finire dell'Ottocento, è stato il primo centro italiano a industrializzarne la fabbricazione.
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