Programma settimanale - ZERO - CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE

25/lug/2005 00.22.22 Anomalia Contatta l'autore

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All’attenzione di: Redazione spettacoli
Da: FAB FOETUS

Con preghiera di pubblicazione
Vi prego per quanto possibile di dare il massimo risalto


ZerO
musica dal vivo, cinema, dj, pizzeria, ottime birre, mercatino dell'artigianato, 6 tipi di assenzio .......and more!!!
V.le Dell'Olmatello 2 (angolo v.le Guidoni) - Firenze
info 055 435458 - 055 2469353 e-mail:info@tea4one.com

L'estate, parte da Zero!
il nuovo spazio dell’estate fiorentina, a Novoli


Lunedì: cinema, a seguire rockoteca Hbs dj
Martedì: acustica i migliori live set unplugged, a seguire Daiana dj
Mercoledì: cinema, a seguire Hanzel & Emotional Violence dj
Giovedì: i grandi concerti di Zero, a seguire Pippo "scommettiamo che mangio il centro della pizza" dj
Venerdì: concerti, cinema e spettacoli a seguire Koan dj
Sabato: appuntamenti live, a seguire Selene dj
Domenica: rassegna cinema e musica, a seguire Candyman dj

Programma 25-31 LUGLIO

lunedi 25 cinema “Il Cinema Maledetto: Alejandro Jodorowsky: LA MONTAGNA SACRA € a seguire rockoteca
Un officiante nerovestito compie liturgie esoteriche ed iniziatiche su due giovani donne vestite di bianco in un misterioso santuario dove risuonano sacri mantra. Le lava, le spoglia, taglia loro i capelli, le copre con le sue braccia in una simmetria da trittico. Scorrono, poi, immagini di simboli e collages esoterici. Stacco.
Un uomo, crocifisso al ter
reno, con la faccia ricoperta di api, giace in stato di incoscienza fra aride alture. Lo raggiunge un indio, nano e senza braccia che gli pulisce il viso. Un orda vociante di bambini nudi liberano il corpo dell'uomo che appare poi di nuovo crocifisso ad un tronco. E’ un ladro, il cui aspetto ricorda l'iconografia tradizionale del Cristo. Viene lapidato dai bambini incitati dal freak. Svegliatosi, dopo essere sceso dalla croce lancia un urlo che mette in fuga tutti gli astanti tranne il nano, che, spaventato dall'atteggiamento dell'uomo, gli offre di fumare dell'erba. Stringono istintivamente amicizia e cominciano a ridere insieme. L'azione si sposta in città.
Potrebbe essere una qualunque cittadina latino americana.Fra la piazza del me
rcato ed una chiesa in rovina, i due nuovi arrivati osservano una società militarista e degradata: una parata di soldati che portano in sfilata agnelli scuoiati e crocifissi, ricchi borghesi che avanzano in ginocchio, proletari che vengono fucilati (ma dalle loro ferite escono sangue blu e uccellini vivi). Il tutto viene fotografato con divertito entusiasmo da una comitiva di turisti nordamericani. Uno di loro filma addirittura la violenza carnale di un soldato sulla sua compagna di viaggio. Poi chiede al ladro di immortalare anche lui filmando l'intero trio in cambio di denaro. Sulla piazza, intanto, un cartello pubblicizza lo spettacolo del "Grande Circo dei Rospi e dei Camaleonti" che sta per cominciare. Il tema del giorno è "La conquista del Messico". Ottenuta una parte, il ladro e il freak, si preparano alla rappresentazione. Mentre in sottofondo risuonano musiche popolari indios, la mdp segue su un grande plastico camaleonti e iguane vestite con tradizionali abiti atzechi. Una marcetta nazista accompagna invece l'arrivo delle tre caravelle. Sbarcano stuoli di rospi vestiti con corazze crociate e sai da frate. Attaccano i camaleonti. Cola il sangue, gli animali agonizzano e l'intero set viene fatto saltare in aria.
Finita la rappresentazione il Ladro e il suo compagno, riprendono il cammino passando davanti ad un'insegna recante la scritta "Christ for sale". Un ciccione, travestito da suora
(ma potrebbe essere tranquillamente un richiamo alla iconografia mariana) e tre altrettanto obesi soldati romani, affidano al ladro il compito di portare una croce per uno dei filmini dei soliti turisti. La Via Crucis ha inizio. Il ladro rispetta la parte e si ritrova infine a festeggiare, in compagnia della suora e dei tre soldati romani, a suon di libagioni. Inebetito dall'alcool si addormenta. A sua insaputa i compagni di bevute utilizzano il suo corpo per farne un calco a sua immagine. Ricoperto di gesso liquido, quindi il Ladro/"Cristo" seminudo funge, suo malgrado, da modello. La mdp, con un lentissimo zoom out, lo ritrova pocodopo, in un magazzino di specchi, sommerso dalle centinaia di copie moltiplicate all'infinito. Urla di rabbia, scaccia a frustate i "suoi" mercanti e distrugge le false icone. Intanto, nella cattedrale, dodici prostitute fissano un'immagine votiva del Cristo della passione. Escono dalla chiesa e, con sguardi sensuali, si offrono ai clienti. Una di loro, quasi una bambina, viene corteggiata da un vecchio che le regala il suo occhio di vetro come pegno. Si avviano lungo la strada e incontrano il Ladro/Cristo che, a mò di processione, porta, forse, l'ultima copia del Cristo di gesso rimasta intatta. Le prostitute lo scherniscono deridendolo, tutte tranne una, la quale, invece, fermatasi davanti a lui, con un panno, asicuga prima il simulacro poi i piedi del Ladro. Ripreso il suo "calvario", il protagonista scorge in una chiesa militari che ballano in coppia una musica molto lenta. Entra e, dapprima, scopre una bibbia putrida che germina vermi e poi, in un letto, sotto le coperte, un alto prelato con un crocifisso che, una volta sveglio, comincia a blaterare parole confuse e senza senso ma, a gesti, appare chiaro che vuole scacciare, come eretici, il Ladro e il "suo" Cristo che, messi quindi alla porta, attendono le prostitute. L'uomo si ciba del volto del Cristo e dinnanzi a un nugulo di bambini, del freak e delle prostitute, attacca, poi, il crocifisso a dei palloncini rossi e blu e lo lascia andare su per il cielo. L'"ascensione" viene seguita da tutti gli astanti in religioso silenzio. Mentre il crocifisso scompare all'orizzonte il Ladro si avvia verso la piazza del mercato. Si accorge che tutti volgono il proprio sguardo in alto, verso il centro della piazza. Fissano una torre rossa altissima che sovrasta tutto, dalla sommità della quale, comincia lentamente a scendere una corda con un amo recante dell'oro. Il Ladro, rubato un coltello, abbandona tutti e conquista velocemente l'oro e l'amo che lo issa su per la vertiginosa torre. Giunto in cima, si inoltra attraverso un cunicolo che termina con una membrana bianca e sottile. La recide con il coltello, dopodichè vi si tuffa gridando con animo bellicoso. E’ giunto ormai in un salone policromo: il tempio dell'Alchimista. Vi si avventura sempre più guardingo.
L'alchimista è completamente vestito di bianco e il suo viso è nascosto da un enorme cappello a punta e a tese larghe. Siede su un trono fra due arieti. Due colonne (una bianca e una nera) delineano le quinte dell'inquadratura. Ha accanto un cammello e una ragazza di colore, nuda, con il corpo tatuato con lettere ebraiche e pieno di sigilli argentei. L'Alchimista si alza e accetta la sfida del Ladro
, lo atterra più volte con mosse da arti marziali e alla fine lo immobilizza psico-fisicamente toccandogli sette punti del corpo. Con l'aiuto della muta ancella di colore, l'Alchimista estrae dal collo del prescelto un essere scuro simile ad un viscido anfibio. Dopodichè lo risveglia dallo stato di trance. Si scopre finalmente il volto e gli chiede: "Vuoi l'oro?" - e l'altro fa cenno di sì. La scena si sposta quindi in una piscina, dove è immerso un ippopotamo. Qui l'ex-ladro, ormai discepolo, viene lavato a fondo e purificato dall'Alchimista e dalla sua sacerdotessa. In un laboratorio di alchimia, poi, l'ospite viene rinchiuso in un'ampolla e le sue feci e i suoi umori vengono trasformati in oro attraverso le fasi della pratica alchemica classica. Concluso il processo (in presenza di un pellicano e della negra che suona un violoncello), l'Alchimista invita l'uomo a tramutare se stesso in oro. Gli porge uno specchio. Spaventato dalla sua stessa immagine, l'uomo rompe il cristallo. Subito dopo si ritrovano in una sala di specchi. Questa volta il discepolo dovrà rompere la roccia per scoprirne l'"anima" interna. I suoi tentativi sono vani e allora l'Alchimista con un gesto delicatissimo polverizza la pietra scoprendo una sfera di lucente cristallo. Si passa ad un'ulteriore fase del rito di iniziazione: come crearsi un'anima. In un'altra sala, le cui pareti rappresentano gli arcani maggiori delle carte dei tarocchi, il maestro affida al neofito quattro elementi: un bastone (sapere), una spada (osare), un calice sacro (volere), una medaglia d'oro con incisa una stella a sei punte (tacere). Ancora un cambio di scena. Questa volta sono in un salone sulle cui sette pareti si trovano altrettanti manichini, ognuno associato a un pianeta del sistema solare. "Sono gli uomini più potenti della Terra. Sono ladri come te ma ad un altro livello" lo informa l'Alchimista. A turno costoro si presentano raccontando la loro attività nel contesto sociale che la riguarda.. Rappresentano le sette facce di un prisma che racchiude in sé tutto il Potere consumistico-politico-militare, votato alla più disumana oppressione delle masse.
Il pianeta Venere è incarnato da Fon, un industriale di cosmetici e protesi anatomiche. Il suo potere ha come scopo il trionfo dell'apparenza e dell'edonismo: "Sappiamo che la gente vuole essere apprezzata non per quello che è ma per quello che sembra". Isla domina il pianeta Marte. Ovviamente fabbrica e vende armi, forgiate e concepite in accordo con le mode e le convinzioni religiose di ogni popolo e gruppo sociale. Klen ha per pianeta Giove. E’ un magnate d'arte contemporanea, che sfrutta sesso e body-art per sfornare su scala industriale l'effimero in carne ed ossa. Saturno è dominato da Sel. In appare
nza intrattiene i bambini con le lusinghe del circo, in realtà li condiziona fin dall'infanzia mediante l'ideazione di particolari giocattoli di guerra, elaborati secondo le previsioni di un "computer elettronico per la politica del governo". Urano, invece, è il pianeta di Berg, consigliere economico di un presidente dittatore. Per sanare il deficit dello stato suggerisce di eliminare quattro milioni di cittadini in cinque anni. Vengono così subito attivate le strutture di morte: camere a gas, università a gas, ecc. Nettuno si identifica con Axon, un capo della polizia con vocazioni nazi-fasciste e il culto della personalità di stampo maoista. Per educare le nuove leve promuove il rito della castrazione, conserva i testicoli delle reclute, e fa esercitazione insieme alle giovani squadre reprimendo nel sangue i cortei di protesta. Infine Lut indica Plutone: il suo settore è l'architettura pianificata in senso disumano. L'individualità e il concetto di casa sono sacrificati per risparmiare tempo e denaro. L'ideale proposto per il riposo dell'operaio - in mezzo al ritmo incessante di produzione - è, sostanzialmente, una bara, un abitacolo che insieme ad altri milioni di cellette sarà il formicaio collettivo del futuro.
Una volta terminati i singoli racconti vediamo un elicottero atterrare in prossimità della torre. Ne scendono i sette personaggi appena descritti. Tutti riuniti in una sala assistono alla "lezione" dell'Alchimista che espone loro il suo progetto: "Avete potere e denaro, ma siete mortali. Sapete che non potete sfuggire alla morte. Ma l'immortalità si può raggiungere. In ogni tradizione si parla di Montagna Sacra. (…) Nove uomini immortali abitano in cima alla montagna. Dal picco più alto dominano il mondo. Possiedono il dono di dominare la morte. Hanno più di quarantamila anni. Se altri hanno sconfitto la morte perché noi dobbiamo sopportarla?". Sostiene di aver scoperto l'ubicazione della montagna: l'isola del Loto. Passa poi a spiegare in cosa consiste l'alchimia umana:" Gli elementi dell'alchimia
sono molti, ma finiti. Così le tecniche per trovare la luce. Gli immortali sono un gruppo. Se abbiamo successo dobbiamo rinunciare al nostro io individuale e diventare un essere collettivo". Invita quindi tutti a bruciare il proprio denaro come segno del distacco dai beni materiali (il ladro, che non ha nulla da gettare nel fuoco, tenta di rubare una banconota ma viene ridicolizzato dagli altri). E’ la volta, poi, di bruciare i manichini, simulacri del loro io egoistico, doppelgänger dell'apparenza che avevamo visto nella sala dei tarocchi.
Può finalmente avere inizio il pellegrinaggio dei nove segnato da diverse tappe spirituali, esercizi mentali di ogni sorta, tutti caratterizzati da un unico motivo conduttore: la rimmersione nella Natura. Ritroviamo a questo punto la prostituta in compagnia dello scimpanzè. Innamorata dell'ex-ladro segue il gruppo da lontano. Il primo incontro è con contadino "guaritore", poi con una donna che prepara alla comitiva una pozione a base di erbe selvatiche, poi con maestri indios. Questi utimi insegnano ai nove ad espandere la propria percezione sensoriale, riuscendo a farli comunicare con i fiori e a sentire le voci della Natura. Poi, attraverso l'uso di droghe, li avviano verso l'acquisizione della corporalità collettiva. Un altro passo riguarda l'oblio di sé e viene attuato annegando, in una fossa scavata nel terreno, la ciotola e l'acqua in essa contenuta "colpevoli" di aver riflesso i loro volti. Le r
ovine di un tempio atzeco sono testimoni di un'altra cerimonia purificatrice: quella della morte, durante la quale i nove imparano la rinuncia del proprio involucro terreno. "Ora siamo un gruppo" dice il Maestro. Possono, quindi, imbarcarsi alla volta dell'Isola del Loto. Sul molo, però, il Ladro/Cristo, prova ad accontentare un gruppo di bambini affamati imitando il suo prototipo evangelico, ma, con una visione, l'Alchimista gli mostra l'inutilità del gesto. Sul battello la guida spirituale mostra le forme del pensiero servendosi di una stella marina e di figure volumetriche. Additanto l'ex-Ladro lo esorta a liberarsi del mostro che ha dentro. Il gruppo lo aiuta ad estrarlo e esce fuori, come un aborto mentale, il freak, suo compagno di viaggio iniziale. Invisibile agli altri, il nano viene gettato in mare dal suo reticente "fratello" che si libera con grande dolore dell'anomalo fardello nascosto. Su una piccola imbarcazione la prostituta e lo scimpanzè seguono silenziosamente la spedizione. L'apparizione in cielo di un uccello indica l'arrivo sulla terra ferma. Sbarcati, i nove, si radono i capelli e accettano l'invito di un anfitrione-imbonitore, gestore del "Bar del Pantheon". E’ un cimitero pieno di gente e fracasso da fiera. Sono tutti coloro che hanno provato a scalare la Montagna Sacra ma che non ci sono riusciti. Tre falsi profeti dichiarano di aver raggiunto la meta con i mezzi più disparati: LSD, l'evocazione poetica, il potere di attraversare orizzontalmente la materia solida. Irritati e delusi i nostri protagonisti riprendono il cammino lasciandosi alle spalle le facili seduzioni del gestore. Durante la salita due incidenti richiedono un sacrificio fisico, anche a costo dell'amputazione di un dito. Dalle distese di neve passano, salendo, ad un altipiano assolato, sempre seguiti a vista dalla donna e dall'animale. E’ giunto il momento delle "visioni dei Morti": un'ulteriore pena del contrappasso ma solo per i sette ex-padroni (il Ladro-Cristo ne è, infatti, escluso). Sette inquietanti sketches, in cui ognuno rivive un particolare incubo legato all'inconscio sessuale con tinte più o meno macabre e selvagge.
Il tragitto è ormai concluso, in lontananza si scorgono già i profili dei nove immortali. L'Alchimista suggerisce di aspettare tre ore prima di attaccarli. Nel frattempo coglie l'occasione di dare l'ultima istruzione, riguardo la sua nuova autorità, al discepolo ex-ladro: "Non hai più bisogno di un maestro. Tagliami la testa". Dopo aver ubbidito a malincuore, l'ormai neo-maestro si accorge di aver decapitato un agnello. Quindi gli viene presentata la prostituta e la loro unione viene benedetta: "Unisciti con questa buona donna - gli dice l'Alchimista - che ti ha seguito sin qui solo perché t'ama. Dimentica le vette, raggiungi l'eternità attraverso l'Amore." Il nuovo Alchimista, la sua compagna e lo scimpanzè si allontanano all'orizzonte. Torneranno alla torre rossa e insegneranno alla loro famiglia e al loro popolo. L'ultimo comandamento che ricevono è "Cambiate il mondo".
Intanto i sette rimasti salgono in cima alla montagna e scoprono che i nove immortali attorno al tavolo non sono altro che fantocci, tutti tranne uno, che è proprio l'Alchimista, il quale comincia, fra le risate generali, a fare sberleffi da bambino. Poi, in tono serio, scopre le carte
dell'intera messa in scena: "Vi promisi il Grande Segreto e non vi deluderò. Questa è la fine della nostra avventura? No, niente ha fine. Venimmo alla ricerca dell'immortalità per essere dèi, ed eccoci qui, mortali, più umani che mai. Se non trovammo l'immortalità almeno trovammo la realtà. Incominciammo in una favola, abbiamo trovato la vita. Ma, questa vita è realtà? No è un FILM. Zoom indietro!!" Al suo comando, la mdp allarga l'inquadratura fino a scoprire l'intero profilmico: luci, microfoni, troupe del film. E ancora: "Noi non siamo che immagini, sogni, fotografie. Non dobbiamo restare qui, prigionieri. Romperemo l'iilusione. Questa è Maya. La vita reale ci attende.". Abbandonata la finzione il gruppo si allontana mentre mantra risuonano come da principio.


martedì 26 SCARAMOUCHE in concerto € a seguire rockoteca
Una grande notte di Patchanka e combat folk.

mercoledì 27 cinema “legami!: altre ossessioni” David Lynch: VELLUTO BLU€ a seguire rockoteca
Il giovane Jeffrey denuncia alla polizia di aver trovato un orecchio nel prato vicino a casa; insieme a Sandy, la figlia del tenente per la quale ha preso una cotta, si immischia un po' troppo di faccende che non lo riguardano. Finisce per trovarsi nel letto di Dorothy, cantante di night ricattata dal perfido Frank, e poi viene preso in ostaggio dagli scagnozzi del gangster. Lynch lavora con intelligenza sugli stereotipi del genere per sovvertirli dall'interno; il tutto all'insegna della sgradevolezza premeditata e di una narrazione che scivola progressivamente verso l'incubo. Il riusltato è una visione sulla perdita dell'innocenza, in cui bene e male non si distinguono.
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giovedì 28 a venti anni dal primo concerto dei CCCP a Firenze lo ZERO celebra lo storico evento: CCCP 20 YEARS night party!!! SOCIALISMO E BARBARIE in concerto proiezione di video ufficiali ed inediti. € a seguire PIPPO dj.
Esattamente ventanni fa presso “Radio Splash” spazio estivo all’interno dello spazio FLOG si teneva il primo storico concerto dei CCCP.
Un esiguo numero di curiosi che aveva ascoltato nei negozi di dischi o nella conduzione della mitica controradio il primo singolo era presente alla serata, al termine del concerto la sensazione che niente sarebbe stato uguale a prima era tangibile. Anche in toscana era arrivato il Punk Filosovietico, dopo tutto questo tempo lo zero tenterà di evocare lo spirito di quei giorni...... Il Punk Filosovietico è di nuovo tra noi!!!


Novembre 1984

Reggio Emilia. Il gruppo punk “CCCP Fedeli alla linea” si costituisce a Berlino nel 1982 ed è formato da Giovanni Ferretti,Massimo Zamboni e Umberto Negri.Hanno suonato prevalentemente nell’Europa del Nord : Amburgo,Stoccarda,Friburgo,Amsterdam (Paradiso,De Vergulde Koevet) e naturalmente Berlino (Kukuk,Spectrum,K.O.B.,Punkehallen). A Reggio Emilia,dove ora risiedono,hanno proposto la Prima Parata di Moda Filosovietica al “Tarnatola Club”. Chiamano le loro esibizioni Concerti-Comizi.. Il loro 45 giri si intitola “Ortodossia” e contiene 3 brani assasi differenti tra loro : Live in Pankow,Spara Jurij e Punk Islam.
Siete stati i primi a lanciare in Italia la linea del filosovietismo. Quando più di un anno fa amici del “Mittel Club”,qui a Reggio Emilia,mi parlarono di tutto ciò,non credevo di essere di fronte a un fenomeno già in piena espansione…
Noi abbiamo fatto solo l’inizio.Il resto l’ha fatto l’URSS.
Vorrei conoscere questo inizio.
Eravamo stanchi di tutto questo vivere all’americana,di mode americane e cose del genere.Credi di vivere in America ma è ovvio che non è vero.Noi ci sentiamo europei dall’intelligenza più piena all’ignoranza più bestiale.
Europei d’accordo, ma perché lo schieramento dell’Est?
Scegliamo l’Est per ragioni etiche ed estetiche. All’effimero occidentale preferiamo il duraturo; Alla plastica l’acciaio.Che futuro per un’Europa che non può ammettere che Pankow, Varsavia, Praga sono città europee a tutti gli effetti? Allora live in Pankow, live in Mosca…
Live in Ost Berlin…
A Berlino la dolcezza del vivere esce a un livello puro: la violenza più grande, la dolcezza più estrema. I punk e i turchi. Kreuzberg (quartiere abitato prevalentemente da turchi) è il cuore della nuova Europa.
Vuoi dire che la vostra Europa passa attreverso l’Islam?
Dovresti essere a Berlino per capire. A Berlino sei un turco a tutti gli effetti,mangi turco,puzzi turco,sei circondato da turchi. Le culture arabe e asiatiche sono a noi vicine e la cultura europea si scontra e incontra con queste due civiltà da sempre. Questo è il nostro retroterra culturale e fisico . Noi facciamo quindi punk filosovietico.
E cosa c'entra la Russia ?
Siamo filosovietici e non filorussi. Amiamo le Repubbliche asiatiche,amiamo l’Islam…non esiste un punto centrale del filosovietismo che ci affascina,i fascini sono molteplici
Vivreste in URSS ?
Se i Cccp non esistessero chiederemmo asilo politico in qualsiai Stato dell’URSS.
Dove volete arrivare ?
In Cina. Attraverso la Siberia.
 
L'intervista è stata realizzata da Pier Vittorio Tondelli e pubblicata su L'Espresso del 18 Novembre 1984 ed in seguito, nel 1990, sul libro "Un weekend postmoderno" dello stesso Tondelli.
 

Chiariamo allora e innanzitutto le ragioni del 'filo sovietismo'
Quando abbiamo iniziato,volevamo fare della musica e della cultura che nascessero dal luogo in cui stiamo. La storia del filo-sovietismo è saltata fuori perché noi viviamo in un posto filo-sovietico. Se hai presente Reggio Emilia...un tentativo di socialismo reale o qualcosa del genere.

Detto questo occorre aggiungere che la metamorfosi che il gruppo sta compiendo di questi tempi permette meno ancora di prima l'identificazione meccanica tra CCCP e 'rock filosovietico'
I CCCP si sono moltiplicati : eravamo in tre,ora siamo in sei . E sono cambiati anche i nostri rapporti personali,che naturalmente influiscono sulla musica ,perché i CCCP sono un gruppo vero. Non c'e un 'cantante',un 'bassista' e un 'batterista',ma Giovanni,Umberto,Massimo. Prima le persone e poi i musicisti.Questo,in un certo senso,rende le cose molto più complicate. Cambiare una persona vuol dire che i CCCP non esistono più. E ora le persone sono sei,metà di loro usano solamente il corpo per esprimersi. Per questo ti dico che i vecchi CCCP sono finiti,anche se non so ancora immaginare cosa succederà d'ora in poi.

Chiedo a Giovanni cosa ne pensa del gran parlare che si fa e si è fatto su di loro.
Vivendo in Occidente,siamo abituati e consapevoli dell'uso abnorme che viene fatto delle notizie. Se gli anni '70 sono stati quelli della politica,questa invece è l'epoca della moda e della pubblicità. Ogni avvenimento,ogni fatto,deve sottostare a queste regole.

La scelta di lavorare con l'Attack Punk Records dei RAF PUNK è stata fatta per restare il più estranei possibile a quel genere di meccanismo ?
Guarda,quando l' Attack Punk ci chiese di fare un disco per loro,noi prendemmo un po' di tempo per decidere,anche perché capitò quando noi non avevamo ancora intenzione di registrare nulla. Poi quando ci siamo convinti a incidere,ci siamo informati e abbiamo cercato di capire quale era la situazione delle etichette indipendenti del cosiddetto giro 'alternativo'. Alla fine abbiamo optato per l'Attack punk perché ci sembrava senz'altro la più seria,l'unica che non fosse ossessionata dal managerialismo improvvisato.

Cosa ne pensate della cosiddetta nuova scena rock italiana, spesso ancora pesantemente influenzata dai modelli anglo-americani?
Non un gran bene,certamente. Preferisco ancora Patty Pravo! La scena italiana è malata di provincialismo. E' prigioniera di un modo di sentirsi ai confini delll'Impero,il cui centro è altrove,a New York,Londra,Parigi. In realtà noi siamo al centro del mondo come chiunque altro,perché il centro del mondo non esiste più,e quindi nemmeno la provincia non esiste più,se non nella testa della gente. La musica italiana è condizionata da quello che accade da qualche altra parte. In realtà se non c'e una dimensione culturale autentica che sorregge il fenomeno, non ci può essere nemmeno una dimensione musicale. E' musica di riporto,che non ha un suo immaginario legato a quello che accade qui. Noi diciamo che Reggio Emilia è il centro del mondo,perché ci sono i CCCP e c'è una dimensione culturale prima ancora che musicale da cui i CCCP nascono.

Vi sentite un gruppo italiano che suona per il pubblico italiano ?
Non proprio : il nostro pubblico potenziale e generico è in Europa, Nord Africa e Asia ; è questo il nostro pezzo di mondo. In futuro magari faremo un disco cantato in arabo, molto più probabilmente che in inglese. L'italiano, in ogni caso, è un'ottima lingua per cantare, ha potenzialità enormi ed è una cosa risaputa dai tempi del melodramma.

E' una "favola",allora,che sia difficile scrivere testi in italiano ?
Sì, perché generalmente ci si salva dallo scrivere brutti testi in italiano scrivendo brutti testi in inglese. L'inglese è una lingua orribile per cantare, ci vuole un sacco di malafede nel sostenere il contrario.

Frasquelo.Chi sarà mai costui : scarponi e 'guepieres', 'machismo' e plasticità. Da dove arriva? Chi è? Che fa?
Si chiama Danilo,è un nostro amico del periodo del Tuwat. Attualmente fa il facchino. Due anni fa ha coronato il suo sogno di esibirsi come ballerino e spogliarellista, iniziando a dar spettacolo facendosi chiamare Josè Lopez 'Macho' Frasquelo. Quando vedemmo la sua prima performance,gli chiedemmo se voleva lavorare con noi, e scoprimmo che la sua vera ambizione era quella.

Suonando in ambiti così diversi tra loro, i CCCP non hanno problemi d'immagine pubblica ?
No. I CCCP hanno un'immagine che non cambia significativamente, sia che li si veda in discoteche alla moda che al Leoncavallo di Milano. Quello che cambia è tutto il resto: il modo di essere del pubblico, la situazione ambientale, non i CCCP.
Noi facciamo musica convinti, nel nostro piccolo, nella nostra miseria, di fare della cultura moderna.

 venerdì 29 luglio EASY CURE – CURE tribute band in concrto  € a seguire KOAN dj.
 
biografia


cinque ragazzi immaginari (by easycure)
.
quello che vi state apprestando a leggere viene chiamata, nel titolo,“biografia” forse in maniera un po’ pretenziosa, infatti, non è nient’altro che una cronologia molto sintetica di questi anni di amicizie, delusioni, allegria, piccole-grandi soddisfazioni ed insoddisfazioni. voler riportare in alcune pagine le molte vicende che ci sono capitate dall’inizio ad ora non è cosa facile dal momento che ognuno di noi ha vissuto gli eventi secondo la propria sensibilità e avrebbe perciò da raccontare tante cose.
In ogni caso, ecco a voi la nostra storia in poche parole.

 

biografia  

ragazzi immaginari, ecco in definitiva cosa sono: ragazzi che nemmeno immaginavano cosa stava loro accadendo.
la decisione di far nascere una cover band è sempre dettata dalla passione che una o più persone hanno verso le atmosfere musicali e visive di un gruppo.
nel caso degli easy cure sono state “più persone” e precisamente luca (voce, chitarra) e francesco (basso, ma bello). i due furono fatti incontrare nel lontano 1996 da un amico comune (marchino dj conosciuto dal riccioli in una certa cantina scabrosa).
incontratisi, luca e francesco, decisero di far partire le ricerche degli altri membri della band che nel frattempo fu battezzata con il nome, non felicissimo, di oblivion.
quasi come un presagio di quello che sarà il succedersi di musicisti nel futuro della band anche le prime prove furono segnate da incontri con personaggi stravaganti che per un motivo o per l’altro decisero di abbandonare il progetto.
ad un certo punto, però, la richiesta di una formazione stabile divenne impellente in quanto gli oblivion riuscirono a procurarsi la loro prima serata in una bizzarra manifestazione nei dintorni di arezzo… il talla rock festival.
furono reclutati nicola (chitarra), lorenzo (chitarra, perché luca in quel periodo cantava soltanto) e davide (tastiere).
dopo una prima prova a casa di francesco (furono provati pezzi come primary e a forest), l’intesa sembrava abbastanza buona. rimaneva un solo problema… il batterista!

luca, come sempre ammanicatissimo, riuscì a trovarne uno che, però, non sembrò molto felice di suonare le canzoni dei cure. le cose non continuarono bene dal momento che il concerto a talla  saltò e il batterista non perse l’occasione per andarsene.
dopo molto peregrinare, e dopo batteristi heavy-metal, jazz acid-cyber-punk, ska e pure progressive, nicola decise di chiamare un ex-compagno delle superiori (sandrone) con il quale aveva suonato in passato.
anche per sandrone i cure non erano il gruppo preferito ma sembrò in prima istanza che l'intesa fosse buona e che i pezzi fossero suonati volentieri. furono provati molti brani tra cui: the figurehead, a night like this, close to me, three imaginary boys ed in between days.
dopo un discreto numero di prove, la quantità di pezzi pronti era sufficiente per sostenere un concerto di circa un’ora.

lorenzo rimediò le serate in due centri sociali che frequentava: la baracca e ex-emerson. le due serate sono ricordate dai membri tuttora presenti negli easy cure (luca, francesco, nicola) con divertimento ma anche con vergogna (memorabile la versione di a forest dove a causa di un black-out elettrico rimase solo la batteria a scandire il tempo della canzone: alla fine il pezzo risultò lungo quasi 20 minuti).
avevamo provato a rilassarci con l'alcool ma i risultati non si sono visti.
dopo questi due episodi abbastanza disastrosi, sandro decise di abbandonare ed insieme con lui anche davide.

non perdendosi d’animo i ragazzi decisero di affrontare l’ennesima difficoltà utilizzando il vecchio metodo dell’annuncio sul giornale.
rispose all’annuncio soltanto il batterista, un argentino di nome marcelo (il ciavòn). quest’ultimo dotato di grandissima tecnica colpì subito i ragazzi che decisero di “arruolarlo” in formazione.
il problema del tastierista fu risolto da luca che chiamò un suo amico di origine greca che rispondeva al nome di vuli.
visto gli inconvenienti tecnici che avevano accompagnato i primi due concerti, e volendo evitare di spendere milioni in talismani anti-sfortuna, il gruppo cercò di raggirare la jella trasformando semplicemente il loro nome in quello attuale.

la formazione adesso contava sei elementi: luca (voce), francesco (basso), nicola (chitarra), lorenzo (chitarra), vuli (tastiere), marcelo (batteria).
furono fatte diverse prove per rimettere in piedi un repertorio accettabile..
la pace era ancora lungi da essere trovata così che si crearono nuovi problemi tra i membri della band e questa volta furono lorenzo e vuli ad andarsene. nel frattempo il central park di firenze aveva chiamato gli easy cure per sostenere un concerto nell’ambito della propria programmazione estiva.
il tastierista fu reclutato tramite annuncio su una rivista specializzata.
rispose all’appello massimiliano (massi). al posto di lorenzo, come chitarrista, si propose luca. con la nuova formazione si tenne il concerto al central park che annoverava in scaletta pezzi come the hanging garden, cold, shake dog shake.

con l’arrivo di massi, gli easy cure cominciarono ad avere molta più cura del look in scena. sono suoi, infatti, tutti i tipi di trucco usati dal gruppo fino a poco tempo fa e per i quali il gruppo lo ringrazia tuttora.
questa formazione fece con alti e bassi, diverse serate tra cui possiamo ricordare la notte di capodanno al condor di modena dove i nostri dovettero suonare quasi ininterrottamente fino alle cinque del mattino, interrotti solo da qualche "eco-punk" di qualche ubriaco, i due emozionantissimi concerti al tenax di firenze, al 5150 di firenze dove è stata suonata una versione di the kiss di circa 15 minuti con ripetuti quanto toccanti assoli di batteria.

dopo quasi un anno il gruppo, però, si trovò di nuovo con il problema della defezione di uno dei suoi membri.
questa volta fu marcelo ad andarsene.
con diversi concerti in vista il sostituto doveva essere trovato abbastanza velocemente. fortunatamente questo avvenne dal momento che si presentò come candidato filippo (pippo).
dopo alcune prove pippo diventò parte integrante del gruppo ed anche con lui si contano alcuni concerti memorabili della storia degli easy cure come al babylonia di biella, al gothic di genova, al deep blue di montecatini (con ripresa televisiva) ecc. di quel periodo fu anche l’apparizione nel programma televisivo vertigine su tmc2.
purtroppo anche pippo dovette abbandonare il gruppo e fu sostituito da lorenzo (beavis). dopo un breve periodo di rodaggio, lorenzo s'integrò benissimo nel gruppo. con questa formazione gli easy cure vivono molti momenti belli, tra i quali si ricordano i concerti all’alcatraz di milano, magic bus di marcon, new age di roncade (treviso).

arriviamo al 2000, anno in cui si è tenuto il dream tour dei cure.
gli easy cure seguono molte date tra le quali alcune anche all’estero.. durante un memorabile appostamento davanti all’albergo dei cure a milano fu consegnato il cd demo del gruppo a perry bamonte. durante il concerto di firenze lorenzo e francesco furono riconosciuti da roger o’donnell come membri degli easy cure.

inaspettatamente, massi, il tastierista, si è allontanato dal gruppo.. il periodo del suo allontanamento è stato abbastanza travagliato dal punto di vista delle esibizioni live, dal momento che trovandosi senza tastiere il gruppo era costretto a ridurre notevolmente il suo repertorio.
non bisogna dimenticare il concerto che gli easy cure tennero al mephisto di lu monferrato nell’ambito di una manifestazione di cover bands (suonarono anche pearl pusher e kissexy). la peculiarità di questa serata è che i nostri suonarono in tre. dal momento che francesco non era  presente, nicola suonò il basso. ne risultò una serata molto anni 80' tutto sullo stile pornography... indimenticabile!

il problema del sostituto di massi si risolse con l’arrivo del grande maestro emiliano bugatti (zubatt, bugazz... etc.) anche con lui sono state fatte delle bellissime serate tra le quali  si contano il new age a roncade nel quale è stato il pubblico a tracciare le sorti della serata, un pubblico trascinante, che si prestava a cori e che ha saputo  donarci l’energia giusta pezzo dopo pezzo... indimenticabile anche il concerto del binario zero di milano. la sala era gremita di fan in delirio per canzoni anche un po’ più particolari... questo è
quello che vorremmo sempre...!!!

il 2001 è iniziato alla grande, i locali dove abbiamo suonato sono diventati sempre più grandi, famosi e sempre più professionali accanto ai nostri manifesti abbiamo visto passare grandi nomi e grandi gruppi e siamo onorati di calcare gli stessi palchi in tutta italia...



come avete visto la nostra storia non è stata delle più tranquille...
d’altronde anche la storia dei cure è costellata da abbandoni e sostituzioni...!
il futuro che il destino riserva agli easy cure nessuno lo sa ma una cosa è certa:
"finchè ci sarà qualcuno su questa terra che avrà voglia di emozionarsi all'ascolto di a forest i cinque ragazzi immaginari saliranno sul palco per accontentarlo".
a inizio lo spettacolo, ha inizio lo show:
all'inizio del nuovo millennio hanno girato l'italia in lungo e in largo come famose rockstar. ma immutato è il loro lucido pessimismo, che continua ad affermare: " la realtà è malata, occorre trovare una cura"...

in quest’ avventura abbiamo incontrato tante persone che ci hanno dimostrato il loro affetto e questo è il nostro unico modo per dimostrarglielo:

 
  grazie!!!
 
 
sabato 30 KILL BILL PARTY –  ASTROPHONICS in concerto proiezione dei due atti del film di TARANTINO, sorprese, gradito l’abbigliamento in tema € a seguire SELENE dj.
UNA SERATA IMPERDIBILE TUTTA DEDICATA ALL’ULTIMO DOPPIO CAPOLAVORO DI TARANTINO!!
     "Non riesco ad andare avanti nella scrittura di un film se non so quale sarà la musica d'apertura. È la musica che fa entrare la gente nella giusta atmosfera di un film     
     Mal Jankovic     
"Non riesco ad andare avanti nella scrittura di un film se non so quale sarà la musica d'apertura. È la musica che fa entrare la gente nella giusta atmosfera di un film. Una delle prime cose che ho capito su "Kill Bill" è che la musica d'apertura doveva essere "Bang Bang (My Baby Shot Me Down)". Poi ho pensato al flamenco per la scena del combattimento in giardino, prima ancora di scriverla. È la musica che mi aiuta a trovare il ritmo del film". Inutile dire chi stia parlando.

Se qualcuno non ricordasse la potenza della colonna sonora di "Pulp Fiction", ci sarà tempo, a partire dal ventiquattro ottobre (data di uscita in Italia di "Kill Bill"), per abituarsi a un nuovo capolavoro musicale. Quentin Tarantino, con il suo quarto film, continua a stupire. A sei anni da "Jackie Brown" molti lo davano per disperso. Disperso dietro al successo che non avrebbe mai potuto riconquistare. E invece lui aspettava. Aspettava il capolavoro.

Chiunque andrà a vedere sul grande schermo il primo episodio di "Kill Bill" (il secondo uscirà a febbraio) e arriverà (ma chi potrebbe abbandonare prima?) alla scena del combattimento finale – la neve, il silenzio giapponese, i samurai e una incredibile "Don't Let Me Be Misunderstood" -, chiunque, appunto, sarà costretto a togliersi il cappello e inchinarsi. Ecco il film. Il film. E la sua musica. La musica.

Tarantino attinge alla sua rarissima collezione - come sempre. Sono pezzi provenienti dalla sterminata raccolta di un cinefilo musicofilo doc, che sa mettere insieme colonne sonore estratte da migliaia di film: Sinatra, il grande rockabilly Charlie Feathers, il punk giapponese (soprattutto il trio "The 5.6.7.8" cha appare anche come band nella House Of Blue Leaves di Tokio della mastodontica scena madre in cui Uma Thurman, the Bride, stermina una marea di nemici), la band tedesca neo-lounge Neu. Eppoi Luis Bacalov (per lo spaghetti western "The Grand Duel", il tema sentimentale del film sui gangster yakuza di Kinji Fukasaku, "Battles Without Honor or Humanity", "Run Fay Run" di Isac Hayes. Tanto per dare un'idea…

Per la musica originale, Tarantino si è rivolto a The RZA, produttore di vari album del gruppo hip-hop Wu-Tang Clan, che si è ispirato ai film di arte marziale cinesi. Ma sterminate sono le allusioni, le citazioni (in primis il Morricone del Clint Eastwood targato Sergio Leone) come innumerevoli sono le citazioni che il film di per sé contiene. Una vera gioia per cinefili e musicofili. Insomma per chi è affine a quest'uomo che afferma: "Se la musica che scelgo sembra adatta ai miei film, questo dipende dal fatto che si tratta di roba molto personale. Non è musica scelta per inserirla in un cd. È come se facessi una selezione della mia musica preferita per costruirci un film e consegnarla al pubblico".

domenica 31 Cinema: a luce rockOliver Stone: THE DOORS € a seguire rockoteca.
Biografia di Jim Morrison, leader e cantante dei Doors, e spaccato dell'attività del gruppo e della società anni 60 in cui si è mosso. Il film segue la vita del "poeta del rock" dai suoi giorni da studente, fino alla morte nel 1971 a Parigi.



AGOSTO:


Martedì 2 NORGE - LED ZEPPELIN cover band (acoustic set) in concerto
Giovedì 4 ZEYDECO in concerto
Venerdì 5 L’ANIMALE in concerto TBC
Venerdì 12 LE TECHNOSTORIE TBC
Giovedì 18 ALANO - RAMONES cover band in concerto
Sabato 20 MALASUERTE FISUD in concerto TBC
Giovedì 25 PURPLE SUCKERS - DEEP PURPLE cover band in concerto
Venerdì 26 ENFANT PRODIGE in concerto
Sabato 27 CAYO ROSSO in concerto

SETTEMBRE:

Giovedì 1 DI MAGGIO CONNECTION in concerto
Venerdì 2 ATMAN in concerto TBC
Sabato 3 TEEN SPIRIT - NIRVANA cover band in concerto
Martedì 6 GAS GAS in concerto
Mercoledì 7 PARTITA DI CALCIO DI BENEFICENZA DELLA TNT - in campo PIERO PELU’, ORLA (Bandabardò), GIANNI MAROCCOLO e molti altri....
Giovedì 8 SLIMBOY in concerto
Venerdì 9
GLI ATROCI in concerto
Martedì 13 PECKSNIFF in concerto TBC
Giovedì 15 HOLYLAND in concerto TBC
PORTOBELLO MARKET mercatino delle pulci e dell’usato fai da te!! I privati aprono le loro soffitte, le cantine e gli armadi portando con fantasia le loro cose in piazza. Info e iscrizioni: 055/2469353 TBA



Zero V.le Dell'Olmatello 2 (angolo v.le Guidoni) info
info 055 435458 - 055 2469353
musica dal vivo, cinema, dj, pizzeria, ottime birre, mercatino dell'artigianato.......and more!!!
Aperto tutte le sere dalle ore 19
e-mail:info@tea4one.com




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