Al via il 'Carpino folk Festival'

31/lug/2005 10.08.17 Ufficio Stampa Antonio Piccëninnë Contatta l'autore

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"CARPINO FOLK FESTIVAL"
                   Il Festival della Musica Popolare e delle sue Contaminazioni
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CARPINO, Domenica 31 luglio 2005
Al via il 'Carpino folk Festival'
Con l'inizio dei corsi di ballo e di musica popolare domani apre i battenti la Xª Edizione del "Carpino folk Festival" seguirà la presentazione del libro biografico su Sacco Andrea di Enrico Noviello "“Sacco Andrea, Sonë e Cantë” e in serata il concerto dei Malicanti.
Tante le novità previste per quest'anno:
Un'intera settimana dedicata alla musica popolare e alla sue contaminazioni. In Piazza del Popolo si alterneranno molte presenze di prestigio del panorama musicale nazionale e internazionale.
Il festival si chiuderà il 7 agosto con l'esibizione dei Cantori di Carpino.
Per notizie più dettagliate, si può visitare il sito internet: www.carpinofolkfestival.com
Associazione Culturale Carpino Folk Festival
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LA STORIA
1954 -Nel pieno boom economico degli anni Cinquanta del secolo scorso avviene una svolta importante negli studi sulle tradizioni musicali del Gargano e dell’Italia in generale.
Il Gargano viene interessato per la prima volta da tali studi nel 1954, da Alan Lomax e Diego Carpitella, nell’ambito di una ricerca sistematica su tutta la penisola commissionata dalla Columbia World Library and Primitive Music, che li porterà a registrare circa 3000 documenti. La raccolta conservata presso gli Archivi di Etnomusicologia, in Roma, comprende 53 documenti sonori, con vari organici vocali e strumentali, registrati nei comuni di Sannicandro  Garganico, Cagnano Varano,  Carpino e Monte Sant’Angelo.
Senza saperlo, Alan Lomax e Diego Carpitella il 23/24 Agosto di quell’anno riesumano la Tarantella del Gargano.
1966 - Il 10 dicembre dello 1966  Diego Carpitella e Roberto Leydi, che stanno preparando uno spettacolo a Milano con cantori e suonatori tradizionali,  si recano a Carpino  per effettuare una raccolta di canti del paesino garganico. È importante rilevare che in quest’occasione viene registrata la cosiddetta Accomë j’èja fa’ p’amà ’sta donnë, che tanto successo ha avuto presso i gruppi di riproposta, in realtà un sonetto (sunèttë) nella forma di tarantella alla mundanarë.
1967 - Dopo questa raccolta il gruppo di Carpino (Rocco Di Mauro, Andrea Sacco, Gaetano Basanisi, Giuseppe Conforte, Angela Gentile e Antonio Di Cosmo) viene invitato a Milano, nel  marzo del 1967, a partecipare allo spettacolo “Sentite buona gente ” presso il Teatro Lirico, con un notevole successo di pubblico.
1970 - Roberto Leydi pubblica: Folklore Musicale Europeo (Serie di 3 LP, Albatros/Vedette Records).
1972 - L’iniziatore di una lunga operazione di riproposta della Tarantella del Gargano è invece Roberto De Simone che con la Nuova Compagnia di Canto Popolare pubblica LP lo guarracino (Ricordi, SMRL 6151).
Negli anni Settanta/Ottanta del secolo scorso, altri ricercatori, prevalentemente locali, si cimenteranno nella raccolta di documenti di tradizione orale. Ricordiamo tra i più importanti: Francesco Nasuti di Monte Sant’Angelo, Raffaele Cera di San Marco in Lamis, il gruppo che opera all’interno del Centro di Studi Garganici di Monte Sant’Angelo, Eugenio Bennato e Carlo d’Angiò e Giuseppe Michele Gala.
1976 - Eugenio Bennato e Carlo d’Angiò con i Musicanova pubblicano Garofano d’ammore (Philips-Phonogram), LP che farà conoscere al pubblico di massa i sonetti di Carpino.
CARLO D’ANGIO’ - Cominciammo a ricercare a Giugliano (nord Napoli) avendo il primo contatto con la tarantella, che poi avremmo continuato a ricercare in tutto il sud, fino ad individuarne quella che, a mio parere, è l’espressione più alta, mitica: quella del Gargano. Arrivammo a Carpino, con Roberto De Simone, nel ’70, e fummo i primi a raccogliere le “Tarantelle del Gargano”.
EUGENIO BENNATO - Pescammo nel patrimonio di queste zone alcune canzoni che ci avevano profondamente impressionato. La gente di Milano pensava che fossero gospels americani non canti del Gargano.
In questo periodo vengono pubblicate varie raccolte di canti popolari, encomiabili per l’aspetto letterario, ma di dubbia scientificità nella trascrizione e nell’analisi delle musiche e dei comportamenti musicali.
A partire dai primi anni del 1980, ad opera del Centro Studi di Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata, che collabora con la cattedra di Etnomusicologia dell’Università degli Studi di Bologna, vengo iniziate le prime ricognizioni etnomusicali eseguite con sistematicità e rigore scientifico, sotto la supervisione di Roberto Leydi.
1996 - ROCCO DRAICCHIO (musicista del gruppo Al Darawish), nativo di Carpino, concepisce l'idea di un folk festival in omaggio alla tradizione musicale popolare. Fin dall'inizio il favore riscosso tra il pubblico e tra gli addetti al settore dimostra la validità dell'intuizione di Draicchio. Viene quindi fondata l'Associazione Culturale Carpino Folk Festival per ripetere negli anni quell'iniziale felicissima esperienza.
Da questo momento, le serenate contadine e le tarantelle escono dai sotterranei di Carpino e grazie anche ai suoi Cantori valicano i confini locali e nazionali per divenire le musiche tradizionali tra le più belle al mondo.
Apprezzato per le sue tradizioni, i suoi suoni e la sua cultura, Carpino costituisce una delle capitali della musica popolare e tradizionale italiana ed europea.
2005 - CARPINO FOLK FESTIVAL REUNION
CORSO DI BALLO POPOLARE
Le tarantelle del Gargano e della Murgia, i balli della Campania
Docenti: Pino Gala e Tamara Biagi. Durata totale: 27 ore
Repertorio: tarantella di Carpino, S. Giovanni Rotondo e Ischitella, valzer fiorato, tarantella della Murgia dei trulli, scozio, tarantella del Pollino, tarantella figurata lucana, quadriglia.
CORSI DI MUSICA POPOLARE
Corso di chitarra battente (repertorio Garganico) ins. Roberto Menonna Durata totale: 12 ore
Corso di organetto: ins. Massimiliano Morabito.  Durata totale: 12 ore
Corso di tamburello (stile Pollino): ins. Domenico Alagia. Durata totale: 12 ore
Corso di zampogna a chiave lucana e surdolina: Leonardo Riccardi. Durata totale: 12 ore
PROGRAMMA
Lunedì 1 agosto 2005
mattino: arrivo dei partecipanti e sistemazione logistica
h. 17: Visita ai laboratori artigianali di musica a Carpino
h. 21,30: Presentazione del libro biografico su Sacco Andrea “Sacco Andrea, Sonë e Cantë” di Enrico Noviello.
h. 22,30: FESTAFESTA: musica e tarantelle tra vicoli e piazze
 
Martedì 2 agosto 2005
h. 10: presentazione dei corsi - lezioni di ballo e di musica
h. 12: Antropologia della danza e della musica
pranzo - siesta
h. 16-18: lezioni di musica
h. 17-19: lezioni di danza
h. 20: cena
h. 21,30: CarpinoEtnoCinema - presentazione di pubblicazioni discografiche
h. 22,30: FESTAFESTA: musica e tarantelle tra vicoli e piazze
Mercoledì 3 agosto 2005
h. 10: lezioni di ballo e di musica
h. 12: Antropologia della danza e della musica
pranzo - siesta
h. 16-18: lezioni di musica
h. 17-19: lezioni di danza
h. 20: cena
h. 21,30: CARPINO FOLK FESTIVAL : concerto di tradizione
- SUONI DEL POLLINO, musica della Lucania (con Leonardo Riccardi)
- TRADERE, musica della Murgia dei trulli (con Massimiliano Morabito)
- I CANTORI DI CARPINO, serenate e tarantelle alla carpinese
Giovedì 4 agosto 2005
h. 10: lezioni di ballo e di musica
h. 12: Antropologia della danza e della musica
pranzo - siesta
h. 16-18: lezioni di musica
h. 17-19: lezioni di danza
h. 20: cena
·         Piazza del Popolo Ore 21.00
Apertura del Festival con La Banda Popolare di Carpino Progetto Speciale
Reunion 2005 con: Cantodiscanto, Radicanto, Rosapaeda, I Tamburi del Vesuvio, il Parto delle Nuvole Pesanti.
 
Venerdì 05 Agosto 05
·         Piazza del Popolo Ore 21.00
Reunion 2005 con: Terza Moresca, Phaleg, Tarantula Garganica Popolaria Cilentana, Opa Cupa.
 
Sabato 06 Agosto 05
·         Piazza del Popolo Ore 21.00
Reunion 2005 con: Argentovivo, Carlo Faiello, Ariacorte,Folkabbestia,Bag Ensemble con Nico Berardi.
Domenica 07 Agosto
·         Piazza del Popolo Ore 21.00
Reunion 2005 con: Faraualla, Abbes Boufrioua, Alfio Antico, Indaco feat Raffaello Simeoni, Cantori di Carpino.
L’EVENTO FESTIVAL
Un’unica direzione artistica per un cartellone ricco di eventi: laboratori, musica, mostre, azioni innovative, performance e turismo. L’obiettivo dichiarato della decima edizione è quello di festeggiare il festival che negli ultimi anni più di altri ha saputo stimolare la gente a riappropriarsi della propria identità e a riconoscere le proprie radici in una cultura ormai quasi scomparsa, ma certamente degna di essere rivalutata. Quale modo migliore per festeggiare se non invitando tutti coloro che in questi anni hanno condiviso con noi questa esperienza unica e inimitabile, festeggiare insieme a chi c’è già stato ma anche a chi al Carpino Folk Festival non ha potuto esserci, insieme a chi c’è stato vicino ed insieme a chi nel corso degli anni si è allontanato, insieme a tutti i gruppi che si sono separati e vogliono tornare a suonare uniti.
Molti hanno dato il loro assenso e molti lo stanno facendo in queste ore.
IL PROGETTO DELL'ASS. CULT. cARPINO FOLK FESTIVAL
Il progetto del CarpinoFolkFestival è partito dall’esigenza di restituire valore alle diverse espressioni dei saperi, degli usi e costumi, delle pratiche tradizionali che caratterizzano la quotidiana esistenza delle nostre comunità e dei nostri territori.
Attraverso questa azione maieutica di riscoperta è apparso chiaro come questo patrimonio culturale rappresenti oggi un valore capace di ribaltare l’uso improprio di “provinciale”, come aggettivo riduttivo e subalterno rispetto alle proposte culturali metropolitane. Anche perché le tradizioni e le manifestazioni delle cultura popolare del territorio si sono perpetuate, attraverso il tempo storico, come insieme di beni e di valori tutt’altro che sterilmente imbalsamati e immutabili ma, al contrario, come materia duttile e plasmabile, attenta al mutare dei tempi e delle sensibilità, pronta ad essere rielaborata senza sosta per costruire i progetti del futuro delle comunità, affermandone l’autonoma identità. Identità da aprire agli altri, al confronto, al dialogo.
Prendendo avvio da queste constatazioni, l’Associazione Culturale Carpino Fok Festival ha ideato e realizzato una rete di contatti con tutte quelle realtà pubbliche e private che determinano il ricco panorama delle tradizioni popolari italiane.
Nel 2005 il Festival, alla decima edizione, si è trovato al centro di una riflessione importante, dove le realtà performative che hanno saputo trasmettere i principi della tradizione del proprio territorio chiedono di essere protette, valorizzate e comunicate al pubblico del futuro.
Il progetto si articola su un piano scientifico e divulgativo con l’obiettivo della creazione di un anfiteatro della musica popolare; di un centro di documentazione; di una banca dati; di una news-letter con distribuzione presso tutti gli enti, le associazioni e i comitati del settore; lo sviluppo di un turismo sostenibile culturale legato ai siti di provenienza delle tradizione individuate; favorire progetti didattici per la conoscenza delle peculiarità culturali delle tradizioni popolari; sollecitare le istituzioni nazionali ad una maggiore attenzione nei loro confronti; mettere in rete il nostro progetto con altre iniziative nazionali ma soprattutto in un orizzonte che guarda alla nuova Europa.
CARPINO
La piccola Carpino, sulla costa nord del Gargano, fra il lago di Varano e la Foresta Umbra, è un gioiello di architettura con il suo suggestivo centro storico dislocato su ripide stradine.
Il suo nome appare per la prima volta in una Bolla Papale del 1158 emessa dal pontefice Adriano IV, come ”Castellume Capralis” forse dalla presenza di caprioli nei dintorni o dai carpani, alberi di fusto alto diffusi in questa parte del territorio.
Agricoltura e pesca erano e rimangono le principali attività del paese. Carpino produce circa 20.000 quintali di olio, fra i più pregiati e rinomati d’Italia. Numerose occasioni di degustazione sono organizzate durante la raccolta e spemitura delle olive.
Attirati dalla bellezza del suo centro storico e dal clima più secco e fresco rispetto alla costa, i turisti hanno scoperto la grazia di questo centro contadino.
Di notevole valore i manufatti lavorati all’antico telaio che vengono ancora usati dalle donne del paese riproducendo i disegni caratteristici ed i colori usati sin dai tempi dei saraceni.
Da visitare: Chiesa della S. Croce, di S.Cirillo, di S.Nicola di Mira e il complesso archeologico delle Grotte di Minutillo.
Alla scoperta del Borgo antico e delle antiche tradizioni artigianali.
Una passeggiata fra le viuzze del borgo antico con sosta alla Chiesa di San Cirillo e alla Chiesa Madre situata appena fuori il tracciato delle antiche mura, in un luogo fra i più panoramici del paese.
Attraversando il centro storico si incontrano anche i laboratori artigianali dove è possibile osservare le tessitrici di Carpino all'opera con i vecchi telai.
LA CULTURA POPOLARE
Quello che la cultura popolare rappresenta nel mondo unico della globalizzazione coincide con un’idea di resistenza all’omologazione acritica ed indifferenziata, agli stilemi indotti dall’industria culturale di massa.
La cultura popolare, con la sua tenace vitalità, i suoi modi e i suoi tempi è sopravvissuta, in maniera carsica agli stravolgimenti indotti dalle trasformazioni spesso violente del modernismo, il recupero di questa voce è spesso il recupero della voce delle classi subalterne. Riascoltare questa cifra “altra” non vuole essere una reazione sciovinistica di ritorno alla “piccola patria” ma una scelta informata dalla necessità di integrare le radici ad un cultura attuale sempre più disorientata ed alla continua ricerca di segni e stimoli.
Il sapere legato ad una ascendenza tradizionale ha necessariamente il proprio presupposto nella trasmissione orale, non stupisce affatto, quindi, che sia stata proprio la musica ad assumere una grande valenza testimoniale. I suoni antichi e le danze ad essi correlati ci hanno raggiunti con tutto il loro potenziale evocativo.
Ci raccontano una quotidianità ormai quasi scomparsa e ci aiutano a recuperarne una dimensione coniugata nei tempi della festa e del riposo. Rintracciando le mille culture del nostro paese si offre alle comunità dell’oggi una chance di arricchimento e si creano i presupposti dell’accoglienza delle mille alterità culturali che oggi ci raggiungono da molto lontano.
Valorizzando la cultura dal basso spesso si torna ad un linguaggio poco mediato da filtri culturali e quindi più orizzontale e accessibile, per chiunque, è una  preziosa chiave di convivenza e comunicazione che prescinde dai vincoli sociali, etnici e religiosi, una  possibilità che l'Ass.Cult. Carpino Folk Festival ogni anno tenta di offrirvi.
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