Intimo Sportivo ASA sui ghiacci dell’Islanda con gli alpinisti dell’Iceland Ice Tour 2012

Un tour concepito come viaggio di esperienza ed esplorazione dove la componente sportiva è rivolta esclusivamente alla scalata sulle cascate di ghiaccio.

Persone Francesco Cappellari, Intimo Sportivo ASA, Peter
Luoghi Alpi, Italia, Montagne Rocciose, Canada, Colorado, Florida, Cadice, Pirenei, Islanda, Arcipelago delle Azzorre
Argomenti alpinismo, meteorologia

09/feb/2012 19.14.41 BIZCOMIT.IT Contatta l'autore

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Mancano pochi giorni alla partenza dell’Iceland Ice Tour 2012, programmata per il 17 febbraio p.v. che avrà come sponsor tecnico Intimo ASA, il marchio di capi sportivi della Tessitura Florida di Carpi che verranno testati in condizioni estreme di utilizzo. Un tour concepito come viaggio di esperienza ed esplorazione dove la componente sportiva è rivolta esclusivamente alla scalata sulle cascate di ghiaccio. E dopo i due viaggi in Canada, quello in Colorado e l’ultimo sui Pirenei, sarà la volta dell’Islanda, la terra dei ghiacci, ad impegnare gli otto alpinisti italiani guidati da Francesco Cappellari, alpinista, scrittore ed editore di Idea Montagna.

L’arrampicata sul ghiaccio, nata sulle Montagne Rocciose del Colorado alla fine degli anni ’60, si è sviluppata in seguito anche sulle Alpi e in altre catene montuose trovando migliaia di appassionati. La terra d’Islanda invece è stata esplorata, sotto il profilo delle cascate di ghiaccio, solo nell’ultimo decennio. Grandiosa è certamente la zona di Kaldakinn, dove opererà la spedizione dell’Iceland Ice Tour 2012, costituita da un largo fronte ghiacciato che da sopra una spiaggia nera si spinge a lambire le acque dell’oceano impetuoso. Un luogo impressionante, addolcito (e riscaldato) solo dalla fattoria Hlodover di Peter e Konny a Bjorgum, dove alloggerà la spedizione (www.bjourgum.is). Le cascate, tutte di notevole difficoltà, sono in balìa dei venti del nord e di un clima piuttosto bizzarro, dal freddo artico alla mitezza dell’anticiclone delle Azzorre che improvvisamente può mettere a repentaglio la robustezza delle esili strutture ghiacciate.

Gli alpinisti opereranno in questo luogo per più di una settimana (il rientro in Italia è stato fissato per il 26 febbraio 2012) e dell’intera esperienza saranno prodotte numerose fotografie ed un video che verrà proiettato nelle sedi del CAI e delle Associazioni di montagna. Verranno scritti anche diversi reportage  per le riviste specializzate e i siti web riguardanti l’alpinismo e la montagna.


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