Inquinamento indoor: con il Catas monitorata la qualità dell’aria dell’istituto Malignani 2000 di Cervignano del Friuli

13/mar/2012 18.24.54 BIZCOMIT.IT Contatta l'autore

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San Giovanni al Natisone (Udine), 12 marzo 2012 – Conclusa la prima indagine sull’inquinamento indoor a scuola, condotta dal reparto Ambiente del Catas, in collaborazione con l’Indirizzo Chimico dell’Istituto Tecnico Industriale Malignani 2000 di Cervignano, con il quale è stato avviato il progetto “Aria pulita”.

L’indagine ha coinvolto nello specifico gli studenti di una classe V dell’indirizzo chimico dell’ISIS, che hanno effettuato campionamenti ed analisi assieme a personale esperto nei laboratori, nelle aule e negli uffici della scuola. Effettuato il monitoraggio dei parametri che determinano la percezione di comfort termico e il controllo puntuale della presenza e concentrazione di inquinanti chimici e biologici.

Per valutare l’inquinamento indoor sono stati individuati e selezionati alcuni ambienti specifici (aule, uffici e laboratori) che fossero rappresentativi di tutti gli ambienti presenti nell’Istituto scolastico. Gli ambienti da monitorare sono stati identificati consultando una planimetria e con il supporto del Dirigente Scolastico dell’Istituto e del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).
In ogni ambiente scelto sono stati ricercati e verificati alcuni tipi di inquinanti: nei laboratori chimici e nell’officina meccanica l’attenzione si è focalizzata sulla ricerca degli agenti chimici, mentre in ambienti come aule e uffici sono stati monitorati principalmente gli inquinanti biologici (batteri, miceti) e i parametri microclimatici.

L’indagine ha fatto emergere che in alcune aule si è riscontrato un minimo superamento dei valori limite di contaminazione microbiologica dell’aria, mentre nei laboratori chimici sono stati individuati degli agenti chimici causati prevalentemente dall’utilizzo delle sostanze necessarie allo svolgimento delle prove didattiche.
L’indagine sull’inquinamento indoor, effettuata in due periodi stagionali diversi (primavera e inverno), ha inoltre messo in evidenza come l’innalzamento della temperatura degli impianti di riscaldamento nel periodo invernale abbia causato un aumento della proliferazione batterica all’interno degli ambienti. Considerati i risultati, per migliorare la qualità dell’aria sono in corso degli interventi atti a migliorare il benessere termico (temperatura, umidità, ricambi d’aria) percepito dagli utenti e lavoratori, mentre per quanto la contaminazione microbiologica l’RSPP ha sensibilizzato i collaboratori scolastici ad un’accurata pulizia dei locali.

“Per l’analisi degli inquinanti biologici in ambiente scolastico – ci spiega il direttore del Catas Andrea Giavon – esistono delle linee guida con le indicazioni dei valori di riferimento dell’INAIL e del Ministero della Salute, mentre per gli inquinanti chimici si fa riferimento agli stessi valori indicati per un ambiente di lavoro, in quanto lo studente, durante l’attività di laboratorio chimico o meccanico, viene equiparato ad un normale lavoratore. Per quanto riguarda il benessere microclimatico, invece, i valori limite sono indicati dalla norma tecnica UNI EN ISO 7730:2006. Attualmente, non avendo ancora disponibili specifici limiti di legge per gli ambienti scolastici – sottolinea Giavon – l’indagine condotta può sicuramente rappresentare un primo riferimento per una futura regolamentazione in questo particolare ambito. Per questa ragione l’intento è di proporre questo tipo di indagine anche ad altri Istituti scolastici e amministrazioni presenti in Regione”.

La pubblicazione di questa prima relazione è disponibile presso gli uffici del Catas di San Giovanni al Natisone che saranno prossimamente impegnati sempre con L’Istituto Malignani 2000 di Cervignano in una seconda campagna di monitoraggio.

Parametri climatici (Microclima)
Comprendono la temperatura dell’aria ambiente, l’umidità e la ventilazione intesa come corrente d’aria e come numero di ricambi d’aria nell’ambiente di lavoro.
Il benessere termico evidenziato dagli operatori all’interno di un ambiente di lavoro considerato “moderato” è quella condizione in cui il soggetto non solo non avverte sensazioni di caldo o di freddo, ma contemporaneamente esprime una sensazione psichica di gradimento nei confronti delle condizioni microclimatiche ambientali.
L’integrazione di tutti i parametri fisici e fisiologici in un unico numero in grado di stimare il grado di benessere, cioè l’utilizzo di indici termici, è risultata in pratica un tentativo estremamente opportuno per fornire criteri di riferimento validi nell’identificazione e realizzazione di condizioni microclimatiche di benessere.

Inquinanti Chimici
Esiste un’ampia varietà di sostanze chimiche che possono rappresentare dei fattori di rischio per la salute del personale delle scuole. Essi possono derivare da sorgenti interne o esterne all’ambiente di lavoro. Tra le fonti interne di inquinanti vi è innanzitutto la presenza umana che può contaminare l’ambiente principalmente con prodotti dell’attività metabolica (CO, CO2, NH3, odori, ecc.). Particolarmente importanti sono le strutture dell’edificio che possono liberare fibre minerali e artificiali, polveri, radon; gli arredi e gli impianti (per esempio mobili, fotocopiatrici, ecc.) sono sorgenti di polveri, formaldeide, sostanze organiche volatili, ozono, ecc. Infine l’insufficiente ricambio d’aria dei locali aumenta la concentrazione di inquinanti nell’aria ambiente.

Inquinanti Biologici
I contaminanti atmosferici di origine biologica includono i bioaerosol, particelle aerodisperse composte da organismi viventi e loro derivati. Per ambienti di lavoro indoor (uffici, aule) è sufficiente la valutazione della carica microbica totale (batteri e miceti), poiché la presenza di agenti potenzialmente patogeni può essere considerata accidentale.


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