Volano i prezzi del tungsteno

19/mar/2012 12.45.44 BIZCOMIT.IT Contatta l'autore

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tungsten_graphLa Cina, dominando il mercato mondiale, taglia le esportazioni e i profitti della compagnie minerarie si apprestano a crescere. Le quote cinesi sul mercato mondiale saranno sempre meno e le compagnie che producono tungsteno al di fuori della Cina si crogiolano pensando ai loro profitti.

Il tungsteno è conosciuto per essere impiegato nei filamenti delle lampade ad incandescenza. Ma essendo il materiale più duro, dopo il diamante, più della metà della produzione è impiegato per strumenti di taglio, foratura e resistenti all’usura delle parti. Il tungsteno è commerciato in polvere, nota come paratungstato di ammonio (APT).

La Cina, che rappresenta circa l’86% della produzione mondiale di tungsteno (2011), ha ridotto sia la produzione che le esportazioni e ha fatto strappare i prezzi verso l’alto. Nel 2011 sono cresciuti circa del 35% e la crescita sta proseguendo nel 2012: nel grafico i prezzi del tungsteno APT dal 2003 al 2011.

Poichè non esistono contratti futures sul tungsteno, gli investitori possono comprare le azioni di imprese minerarie come MALAGA e NORD AMERICA TUNGSTEN (entrambe quotate alla borsa di Toronto) per approfittare della contrattura delle fornitre e della crescente domanda. Per l’acquisto di metallo fisico, l’unica azienda che vende metalli rari anche a investitori privati, ci risulta essere Swiss Metal Assets (per il mercato italiano Ab4trade).

tungsteno APT

La Cina è diventata la dominatrice sul mercato del tungsteno all’inizio dello scorso decennio, grazie ai prezzi molto economici con cui vendeva il metallo, spingendo molti produttori fuori mercato. Dopodichè, i cinesi rappresentavano nel 2004 il 91% della produzione di tungsteno a livello mondiale. Ma i crescenti fabbisogni di metallo di Pechino per alimentare le proprie industrie e il ruolo cruciale del tungsteno nel settore militare, ha spinto la Cina ad accaparrarsi sempre più metallo. Durante lo scorso anno, la Cina ha accellerato i propri sforzi per limitare la produzione e le esportazioni, tagliando progetti di espansione mineraria e imponendo dazi più alti sul tungsteno spedito all’estero.

La produzione mondiale di tungsteno è crollata del 21% l’anno scorso, a 72.000 tonnellate dalle 90.800 tonnellate del 2006. “La domanda sta crescendo ad un ritmo dal 6 al 7% da alcuni anni, mentre l’offerta è rimasta piatta, perchè la Cina ha ridotto la produzione e fermato alcune miniere”, spiega Pierre Monet, CEO di MALAGA, che produce il tungsteno in Perù.

Molti operatori al di fuori della Cina vorrebbero approfittare di questo mercato e ampliare l’estrazione. Ma aprire una nuova miniera può richiedere dai tre ai cinque anni, mentre riavviare vecchi impianti pùò essere troppo costoso. Nel 2012 la crescita della domanda di tungsteno dovrà essere soddisfatta dai produttori esistenti ed esterni alla Cina.


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