Tanti ringraziamenti dal carpino folk festival

23/mar/2006 14.02.21 Ufficio Stampa Antonio Piccëninnë Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
A tutti coloro che in questi giorni ci hanno tempestato di messaggi di
cordoglio per la scomparsa del Cantore del Gargano, Andrea Sacco,
vogliamo redervi noto di aver provveduto a farli pervenire alla famiglia
Sacco e a loro nome, a nome dell'Associazione Culturale Carpino Folk
Festival e di Carpino tutta vi ringraziamo per esserci stati vicini.

Tutti i vostri messaggi sono stati pubblicati sul Blog dell'associazione
raggiungibile al seguente indirizzo :
http://carpinofolkfestival.splinder.com

Riprendento le parole di Carlo Trono di Pizzicata, vi inviamo i pensieri
di Enrico Noviello, musicista dei Malicanti e autore del libro su Andrea
Sacco, di fronte alla scomparsa del Grande Maestro di Carpino. Come uno
spioncino su una porta, questa lettera ci permette di intravedere com'era
bello il rapporto che Andrea Sacco era in grado di avere con le persone,
e come era grande la statura umana di questo indimenticabile cantore.


siamo scesi come al solito, io e elia, da roma, ma questa volta sapevamo
che non ci avresti detto più come al solito: “io sto qui, quando volete
venire, io sto qui”, perchè eri morto, zì andrea, gia alle 8.30 della
mattina di un venerdì 17, che di numero faceva 17/3/2006, e tu te ne
andavi finalmente, dopo averlo chiesto già al destino da almeno un paio
d’anni, e ora di anni ne avevi 94 compiuti

mentre viaggiavamo, pensavo che avevi avuto amici di tutti i tipi:

i buoni, i malandri, quelli sensibili, i figli di puttana, quelli
sinceri, quelli che ti hanno cavalcato

dicevi tu: “come mi trattavano, così io pure li trattavo”

di tutte le classi politiche o sociali, quelli famosi, quelli che non
avranno mai nome, contadini, commilitoni, musicisti, e con quelli più
cari ti chiamavi “compagno”

così ti diceva tua figlia maria, stamane, mentre tu eri nella bara
aperta: “tata, sono arrivati i compagni tuoi”

e pensavo che questo faceva la differenza, di chi sa stare sulla faccia
della terra, e chi no

avevo paura di trovare un funerale di personaggi pubblici che si
scambiavano il microfono per tessere le tue lodi, e, attraverso te, le
loro

forestieri più o meno famosi

invece abbiamo trovato la tua famiglia, la tua splendida famiglia, che
vorrei nominarli a uno a uno, i tuoi splendidi figli, ma ho paura di
invadere quel dolore intimo

e qualche compagno, di suonate intendo, come dicevi tu, gente magari un
pò mediocre come me e elia, che noi amici di tutti i tipi non ce li
abbiamo, e spesso ci ingelosiamo per niente

e poi c’erano i carpinesi, che a carpino un funerale così - mi chiedevo -
chissà se c’è mai stato

c’era tutto il paese, un fiume lunghissimo, verso il cimitero, che
sembrava una manifestazione dei sindacati, ma i contadini come te, zì
andrea, i sindacati non ce li hanno mai avuti

hanno avuto tanti compagni, che tu eri compagnone, solitario non sei
stato mai

poi è arrivato a casa stamane a darti un ultimo saluto antonio picininno,
ha detto ai presenti che voleva bene a te e tutta la famiglia tua, e poi
ti ha rimproverato, con un affetto dolce, che tu avevi sempre detto,
anche nel film, che “chi balla non muore mai”, “e invece Andrè mo sei
morto”, e si dispiaceva di cuore

una volta mi hai detto che tu chi ti andava cercando qualcosa, tu gliela
davi: una canzone, una suonata, un sonetto, che non bisognava essere mai
gelosi

a tutti quelli che te lo avevano chiesto avevi dato le tue canzoni,
semplicemente, e con passione

sapevi che nessuno le avrebbe mai potute cantare belle come facevi tu, ma
gliele davi col cuore

e se qualcuno ti andava cercando una storia, un abbraccio, una battuta,
tu c’eri, sempre, “io sto qua, quando volete venire, io sto qua”

da oggi zì andrè nessuno ti può più cercare niente, e questo è il vuoto
che chi ti ha voluto bene davvero, zì andrè, e sono stati tanti, da oggi
non può più colmare

in chiesa mi veniva in mente che tu non ci credevi alla vita eterna:
“dopo la morte - dicevi - non ci sta niente. morto che è, uno, è finito,
e se lo mangiano i topi”

ma non avevi paura di morire, eri pronto, già da tanto tempo

hai vissuto la bellezza fino in fondo, hai fatto SEMPRE quello che
desideravi, con umiltà però, cuore generoso e testardo, compagno, non hai
mai perso la voce finchè eri vivo, nè l’amore, nè la vita che vive

a noi lasci l’onere di non poter dimenticare che tu ce l’avevi fatta, a
vivere come la vita meriterebbe, e con il tuo esempio, puro e scanzonato,
ci inchiodi:

si può fare

si può vivere come sacco andrea

magari cantare, come te, zì andrè, proprio no....

il bacio di sempre, con tutto il mio affetto, enrico. e con me elia,
monica, raffaella, luciano, michele, valentino, roberta, sabrina,
vincenzo, roberto, zì giannino, simona, debora, raffaella, giancarlo,
valerio, francesca, daniele, roberta....

Enrico Noviello
___________________________________________
Per tutti coloro che non intendono più ricevere email da questa
newsletter preghiamo di utilizzare i moduli presenti al seguente
indirizzo :
http://www.carpinofolkfestival.com/html/modulodiiscrizione.htm


-------------------------------------------------------
Questo messaggio è stato inviato con www.MailPlanet.it

http://www.mailplanet.it/





blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl