Monti salva le banche, e il costo del lavoro è sempre in aumento

Monti salva le banche, e il costo del lavoro è sempre in aumento.

Luoghi Europa, Portogallo, Germania, Francia, Spagna, Austria, Regno Unito
Organizzazioni Eurostat
Argomenti lavoro, economia, impresa

24/mag/2012 18.53.45 BIZCOMIT.IT Contatta l'autore

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Ormai è evidente agli occhi di tutti che se le banche sono private e al governo ci mettono i banchieri, qualcosa di strano prima o poi salterà fuori.

E’ il caso del costo del lavoro che anziché diminuire sta aumentando. Rispetto al resto d’Europa siamo i più costosi per imprese e privati: la media europea delle tasse applicate ad un lavoratore è de 34%, noi a breve avremo più del 47%.

In periodi come questi il debito pubblico è l’ultima cosa a cui pensare, invece, per non far fallire le proprie banche, i governanti non fanno altro che chiedere più soldi agli italiani. Questo si ripercuote inevitabilmente anche sul costo del lavoro.

Le indagini Eurostat hanno confermato che nel 2010 il peso fiscale italiano era del 42,6%, in Germania del 37,4%, in Francia del 41%, in Spagna del 33%, in Austria al 40%, in Portogallo al 23,4%, nel Regno Unito al 25,7%.

All’atto pratico accade che se un imprenditore deve assicurare il suo operaio e dargli 1000 euro al mese di stipendio, in realtà dovrà sborsare in tutto circa 1900 euro (stipendio + tasse). Lo stesso vale per gli impiegati. Non c’è da stupirsi se poi a mettersi in fuga non sono solo i cervelli ma aziende intere che preferiscono investire centinaia di miglia di euro in nazioni più povere perché lì la manodopera e le tasse sono molto inferiori.

Redazione StoriediLavoro.it
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