Manifesto per autonomia e terzietà fondazioni origine bancaria

È stato presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Roma presso l'Istituto Luigi Sturzo, il manifesto promosso da VITA, società editoriale di riferimento per il non profit italiano: "Le Fondazioni di origine bancaria: una risorsa delle comunità".

Persone Teresa Selva, Leonardo Becchetti, Aldo Bonomi, Marco Vitale, Angelo Bazzarri, Giorgio Vittadini, Gerry Salole, Felice Scalvini, Stefano Zamagni, Carlo Borzaga, Carlo Secchi, Mauro Magatti, Marco Mancini, Vittorio Cogliati Dezza, Stefano Leoni, Ilaria Borletti, Luigi Ciotti, Graziano Delrio, Giorgio Guerrini, Paolo Beni, Giuseppe Guzzetti, Riccardo Bonacina, Andrea Olivero, Giuseppe De Rita, Bonino
Luoghi Roma, Italia, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Trento
Organizzazioni Foundation Centre, Università Cattolica, Università Italiane, Acri, Vita Società, Gruppo VITA, Luigi Sturzo, WWF, CENSIS, Confartigianato, Legambiente, Corte Costituzionale, ACLI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, Arci, Fondo Ambiente Italiano, Bocconi
Argomenti economia, politica, sociologia, finanza

30/mag/2012 17.11.57 BIZCOMIT.IT Contatta l'autore

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È stato presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Roma presso l’Istituto Luigi Sturzo, il manifesto promosso da VITA, società editoriale di riferimento per il non profit italiano: “Le Fondazioni di origine bancaria: una risorsa delle comunità”.

Presenti alla conferenza stampa Roberto Mazzotta, presidente dell’Istituto Luigi Sturzo, Giuseppe De Rita, presidente del Censis, Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo settore, Riccardo Bonacina, presidente di Vita Società editoriale, Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, Paolo Beni, presidente dell’Arci e Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato: alcuni tra gli oltre 60 autorevoli firmatari del manifesto, tra presidenti di organizzazioni della società civile, accademici, editorialisti, economisti e sociologi.

Unanime l’appello della società civile, affinché le fondazioni di origine bancaria rimangano autonome e terze rispetto a Stato e mercato.

Nel presentare il manifesto, Riccardo Bonacina ha spiegato le ragioni che hanno spinto VITA a promuoverlo: “Come giornalisti specializzati nell’osservare e riportare i movimenti e sommovimenti della società civile, siamo testimoni di un processo di innovazione ancora in corso che ha dato importanti frutti a livello di trasparenza nel sistema delle fondazioni d’origine bancaria. Questo avviene oggi attraverso bandi, rendicontazioni puntuali e restituzioni di patrimoni ai territori in forma di erogazioni e investimenti. Qualcuno dovrà pur chiedersi come mai l’Italia sia stato l’unico Paese della zona euro a non aver speso un centesimo per salvare banche in default, a fronte degli oltre 4600 miliardi di euro spesi dagli altri Stati dell’Unione tra il 2008 e il 2011”. Bonacina ha quindi sottolineato l’importanza di avere degli azionisti di minoranza come le fondazioni, “investitori di lungo termine e interessati non già al rendimento a breve ma alle condizioni di crescita dei soggetti investiti e dell’economia reale nel complesso, in coerenza con la loro finalità di accrescimento del patrimonio e del bene comune”.

Andrea Olivero ha chiesto di “considerare con serietà e stima il mantenimento, in anni complicati, di una capacità erogativa che supera i 1300 milioni di euro annui”. Una proposta da coniugare con progetti ben orientati e innovativi come quelli di “social housing o di infrastrutturazione sociale nel mezzogiorno”. A questo proposito Olivero ha menzionato in particolare la Fondazione con il sud, promossa proprio dal sistema delle fondazioni in partnership con il terzo settore.

Giuseppe De Rita, tra i primi firmatari del manifesto, ha sottolineato da parte sua come le fondazioni, nei propri territori, grazie alla loro alla terzietà e autonomia, concorrano “al rafforzamento della nostra democrazia e alla promozione dello sviluppo economico e sociale, sostenendo, in forma sussidiaria, l’autorganizzazione dei cittadini e la loro capacità di risposta ai problemi”.

Roberto Mazzotta, presidente dell’Istituto Luigi Sturzo, ha ricordato le due sentenze della Corte Costituzionale del 2003 (la n. 300 e la n. 301) in cui, dopo la Finanziaria del 2001 che mise in discussione la legge Ciampi, venne scritto che le fondazioni sono “persone giuridiche private dotate di piena autonomia statutaria e gestionale da iscrivere tra i soggetti dell’organizzazione delle libertà sociali”, sottolineandone tutta l’attualità.

Graziano Delrio, presidente Anci e sindaco di Reggio Emilia, ha aderito alla manifestazione con questo messaggio: “Nella mia esperienza di sindaco ho potuto constatare l’efficacia dell’apporto delle fondazione bancarie, soprattutto quando si lavora con una governance condivisa per il bene comune, superando per esempio la logica del contributo a pioggia, a favore di una maggiore condivisione con le istituzioni e la società civile dei progetti necessari per una comunità. In un momento di grave carenza di risorse pubbliche, le fondazioni possono fare la differenza sia per un welfare di comunità, sia per il sostegno all’educazione e alla cultura”. E a tal proposito ha sottolineato come “l’indipendenza delle fondazioni bancarie, cioè l’autonomia da ogni condizionamento economico o di parte, sia imprescindibile per poter dialogare al meglio con le comunità locali”.

Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, accogliendo il manifesto ha espresso la sua soddisfazione per l’iniziativa di VITA e per il successo con cui è stata recepita dal mondo della cultura, del volontariato e dal terzo settore. “È una testimonianza a favore delle nostre fondazioni particolarmente importante, perché arriva innanzitutto da un mondo che ci può testare ogni giorno sul campo. Un mondo, quello di chi opera quotidianamente per la qualità della vita sociale e civile del nostro Paese, che sa per esperienza diretta quanto sia importante il ruolo delle fondazioni di origine bancaria nel sostegno e nello sviluppo in Italia di un welfare sussidiario, non sostitutivo di quello pubblico, ma ad esso complementare e sinergico”. Guzzetti ha concluso il suo intervento riconoscendo “una consapevolezza diffusa in tutto il privato sociale della propria terzietà e di quanto sia importante salvaguardarla per contribuire insieme, pubblico e privato – quest’ultimo costituito da fondazioni di origine bancaria, altre fondazioni, associazioni e organizzazioni non profit – perché nessuno in questo momento di difficoltà per il Paese sia dimenticato o lasciato indietro. Ringrazio loro, i firmatari del manifesto, e ringrazio VITA, per questa iniziativa”.

Tra i firmatari per le organizzazioni della società civile: don Luigi Ciotti, presidente di Libera, Ilaria Borletti, presidente del Fai, Stefano Leoni, presidente del WWF, Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo settore e presidente Acli, Vittorio Cogliati Dezza presidente di Legambiente. Per il mondo accademico adesioni dal presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, prof. Marco Mancini, Mauro Magatti, preside di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano, Carlo Secchi dell’Università Bocconi, Carlo Borzaga dell’Università di Trento e Stefano Zamagni dell’Università di Bologna. Firme anche dal mondo delle Fondazioni private: Felice Scalvini, presidente dell’Associazione delle Fondazioni di erogazione Assifero, Gerry Salole, direttore dell’Europea Foundation Centre, Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà e Angelo Bazzarri presidente della Fondazione don Gnocchi. Tra gli editorialisti, le firme di Giuseppe De Rita, Marco Vitale, Aldo Bonomi  e Leonardo Becchetti.

Gruppo VITA – Via Marco d’Agrate, 43 – 20139 Milano   Tel 02 552291
Per info: Teresa Selva Bonino 02 552298362 cell.3452616655
www.vita.it

 


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