La consulenza finanziaria indipendente nella MiFID Review

È attesa infatti nel corso dell'anno l'introduzione della nuova normativa sui mercati degli strumenti finanziari, la revisione appunto della MiFID 1, la direttiva europea del 2004 adottata in Italia nel 2007.

Luoghi Italia, Regno Unito
Organizzazioni commissione UE
Argomenti economia, diritto, finanza, impresa, commercio

31/mag/2012 12.07.21 BIZCOMIT.IT Contatta l'autore

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MiFID Review. Sarà questa una delle parole chiave del 2012 nel complesso panorama della consulenza finanziaria. E’ attesa infatti nel corso dell’anno l’introduzione della nuova normativa sui mercati degli strumenti finanziari, la revisione appunto della MiFID 1, la direttiva europea del 2004 adottata in Italia nel 2007. Lo scorso ottobre la Commissione europea ha pubblicato la proposta di revisione nella quale il maggior cambiamento riguarda l’introduzione della consulenza indipendente, dettando alcune caratteristiche che i consulenti devono avere.

In particolare la direttiva si preoccupa di fissare ulteriori disposizioni a garanzia degli investitori. Pertanto si prevede che l’intermediario, quando presta il servizio di consulenza finanziaria in materia di investimenti, deve specificare se tale servizio è fornito su base indipendente; nel qual caso esso è tenuto a:

(i) valutare un numero sufficientemente ampio di strumenti finanziari disponibili sul mercato, diversificati con riguardo al tipo e all’emittente o al produttore e non limitati agli strumenti finanziari emessi o prestati da società strettamente legate all’intermediario;

(ii) non accettare o ricevere compensi, commissioni o altri benefici monetari pagati o prestati da un terzo ovvero da una persona operante per conto di un terzo rispetto alla prestazione del servizio al cliente.

Inoltre, l’intermediario è tenuto a specificare al cliente o al potenziale cliente se la consulenza finanziaria si fondi su un’analisi del mercato ampia o più ristretta e se fornirà al cliente la valutazione continua dell’idoneità degli strumenti finanziari consigliati (cfr. art. 24(3) della MiFID Review).

E’ evidente che ciò punta a favorire un sistema di remunerazione fondato solo sulla parcella pagata dal cliente. Il divieto di percepire le commissioni sulle retrocessioni era già in parte previsto dalla Mifid, ma la Mifid2 intende rafforzare questo principio. Non dimentichiamo che in Gran Bretagna è in atto la cosiddetta Retail distribution review, invocata dalla Financial services authority britannica nel 2006 per riformare il mercato dei servizi finanziari retail britannici, che sarà effettiva a partire dal gennaio 2013 e che prevederà forti limitazioni alla struttura degli inducements come esistono oggi.

La Commissione europea lascia correttamente alle imprese la libertà di scegliere le modalità di prestazione del servizio di consulenza finanziaria, purché le dichiarino in maniera chiara ai clienti e, con trasparenza, rende più concreto il diritto dei clienti di selezionare nel mercato il soggetto al quale richiedere consulenza sulla base anche delle distinte modalità con cui questa viene prestata mirando ad un punto di equilibrio tra esigenze di mercato e tutela degli investitori.

Alla luce di questi cambiamenti, in Italia è stata avviata una riflessione sulla consulenza finanziaria che ha coinvolto anche la consulenza nei confronti degli enti previdenziali, dei fondi pensione e delle casse di previdenza, settori molto caldi dopo la riforma delle pensioni varata dal governo Monti.


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