20, 28 aprile - 6, 10, 12 maggio - Serate di racconti sui "LADRI DI PESO" al Museo della Bilancia.

08/apr/2006 04.16.02 Museo della Bilancia Contatta l'autore

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SPETTACOLI, CINQUE SERATE DI RACCONTI SUI “LADRI DI PESO”
In aprile e in maggio il narratore Simone Maretti porta in scena al Museo della Bilancia di Campogalliano pagine di Böll, Shakespeare, Roth, Tolstoj e Rodari tratte dall’antologia “La mala misura” di Roberto Alessandrini


Bilance ingannevoli e pesi falsi, astuzie e ingiustizie, frodi e imbrogli saranno gli ingredienti di “Ladri di peso”, le cinque serate di lettura e narrazione in programma al Museo della bilancia di Campogalliano giovedì 20 aprile alle 21, venerdì 28 aprile alle 21, sabato 6 maggio alle 18, mercoledì 10 maggio alle 21 e venerdì 12 maggio alle 21 (ingresso libero, prenotazione obbligatoria al numero 059 527133 o all’indirizzo di posta elettronica museo.bilancia@cedoc.mo.it).
Al primo piano del Museo, tra antiche e moderne bilance a forma di penna, a pendolo e con il piatto richiudibile, l’attore e narratore Simone Maretti darà voce, per un pubblico che non supererà i venti spettatori a serata, alle pagine dell’antologia “La mala misura”, curata da Roberto Alessandrini, pubblicata da Mobydick, in collaborazione con il Museo della Bilancia, e in vendita nelle tre serate con lo sconto del 20 per cento (9,6 euro invece di 12). Sempre nelle sale del Museo è previsto nel corso delle tre serate un servizio di animazione e intrattenimento per bambini da 5 a 10 anni.
Per ognuna delle cinque serate, in un’ora e 15 minuti Simone Maretti alternerà momenti di lettura e momenti di narrazione facendo rivivere racconti, commedie e favole come “La bilancia dei Balek” del premio Nobel Heinrich Böll, “Il mercante di Venezia” di Shakespeare, “Il peso falso” di Joseph Roth, “Il peso specifico” di Tolstoj e la fiaba di Gianni Rodari “Pesa-di più e Pesa-di-meno”.
Le serate si aprono con un racconto di Böll dedicato alla bilancia ingannevole dei signori Balek, che in un villaggio tedesco tra Otto e Novecento possiedono l’unico strumento per pesare i funghi, le erbe e i fiori del fieno. Poiché nessun altro, per legge, può avere in casa una bilancia, i Balek approfittano del privilegio e ingannano i contadini.
Un mercante e un usuraio sono invece i protagonisti di una delle commedie più popolari di Shakespeare, “Il mercante di Venezia”. L’ebreo Shylock presta ad Antonio tremila ducati chiedendo come garanzia una libbra della sua carne e, quando il mercante si dimostra incapace di onorare il prestito, la controversia viene portata al cospetto del doge. Shylock prepara la bilancia, ma la bella Porzia, travestita da avvocato, difende Antonio e vince la causa dimostrando che l’usuraio può prelevare una libbra di carne, ma non deve versare una sola goccia di sangue del mercante, pena la morte.
Nel vasto distretto di Zlotogrod, all’estremo lembo orientale della monarchia austroungarica, il severo verificatore Anselm Eibenschutz, protagonista del “Peso falso” di Joseph Roth, controlla botteghe e mercati con l’amara consapevolezza che tutti i pesi sono falsi, che tutti si derubano l’un l’altro e che “nessuno è onesto”.
Anche il matematico e fisico greco Archimede – narra Tolstoj in un breve racconto sulla bilancia idrostatica - si era trovato a risolvere un problema di frode e di peso: il re Ierone di Siracusa, infatti, si era fatto ingannare dall’orefice Demetrio, che aveva rubato l’oro e l’aveva sostituito con l’argento nella realizzazione di una corona per la statua di Giove.
Le serate al Museo di Campogalliano si concludono con il racconto di una fiaba di Rodari che narra di un mago e di un re che – incapaci di distinguere tra massa e volume – si lasciano ingannare dall’apparenza di un nanerottolo pesantissimo e di un gigante leggerissimo sfidati a salire sui piatti della bilancia.



 
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