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12/lug/2006 10.05.00 Ufficio Stampa Antonio Piccëninnë Contatta l'autore

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L’ Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con
Birra Peroni
presenta

LA FESTA IN PIAZZA, MUSICA GRATIS ALL’ APERTO TUTTI I GIORNI
Il Carpino Folk Festival è tradizionalmente un festival molto eclettico,
che offre al suo pubblico differenti opportunità di approccio alla musica.
Ci sono concerti per la tradizione in piccoli spazi e grandi spettacoli in
piazza. La musica in piazza, dove non si paga nessun biglietto, è una
tradizione antica per una manifestazione che non ha i tratti snobistici
dell’esclusivismo e che non respinge nessuno. Il Carpino Folk Festival
dopo tutto è nato così, come una grande festa popolare a ritmo di
tarantelle. E la tradizione continua anche se da allora molto è cambiato.
Quello che si suona nella piazza ovviamente non è la musica popolare degli
studiosi. È la musica popolare degli interpreti: è la musica
dell’allegria, del ballo, dell’amicizia. Ogni anno il Carpino Folk
Festival allestisce un cartellone ricchissimo per i suoi concerti in
piazza, un cartellone generoso con decine di artisti che vanno in scena
fino a notte fonda.
Cominciamo dall’evento musicale molto caro al pubblico del Carpino Folk
Festival. Il doveroso omaggio all’identità spirituale di Carpino, ma anche
alla storia del festival, è il concerto dei Cantori che rappresenta la
tradizione della musica popolare di tutta la comunità del Gargano. Antonio
Piccininno e Antonio Maccarone accompagnati dai giovani Cantori di Carpino
sono considerati tra i migliori rappresentanti della tarantella del
Gargano in attività. Questo anno li potremo assaporare in versione
acustica durante “la notte di chi ruba donne”, il 2 agosto, insieme agli
altri esponenti della tradizione, ospiti di questa edizione - ossia I
Suonatori e Cantatori di Colliano - I Suonatori tradizionali della
Calabria - Li Santandunjree.
In versione concerto, quando si alterneranno sul palco con un altro grande
veterano di Puglia, il personaggio più in ascesa dello show business degli
ultimi anni, e non, dal Salento, prima della Notte della Taranta Uccio
Aloiso e la sua band, a Carpino per venire a curare non i pizzicati ma
bensì gli “innamurati”.
Protagonisti del film Craj di Davide Marengo, premiato alla mostra di
Venezia lo scorso anno, daranno prova di tutta la loro maestria creando un
evento nell’evento, vedere per credere.
I concerti in piazza cominciano con Lucilla Galeazzi. La voce drammatica e
possente dell’indiscussa protagonista della canzone folk italiana
illuminerà di luce intensa il viaggio nella tradizione popolare che
diventa anche motivo di reinterpretazione “colta”. Nel suo percorso
Lucilla Galeazzi rileggerà canzoni tradizionali italiane accanto
all’esecuzione di brani originali, scritti con i suoi partner francesi,
mantenendo quel raro equilibrio tra memoria e sperimentazione.
Si continua con Gianluigi Trovesi e la sua musica fatta di tante musiche,
dichiaratamente saccheggiate e spesso irriverentemente tradite e deformate
in grande equilibrio tra colto e popolare. Una musica di qualità dominata
dall’enorme talento di questo grande improvvisatore e fiatista. Trovesi
sarà accompagnato da Gianni Coscia per dare luogo a due favolosi
affabulatori di fiabe, suoni, fiati, tasti ed atmosfere… che incanteranno,
siamo sicuri, il pubblico con un concerto in cui proporranno la propria
musica, una musica che parte dalle radici più popolari di Italia ed
Europa, per divenire un genere universale - capace di toccare le corde di
chiunque - imbevuto di improvvisazione e d’una buona dose di jazz.
Quindi, Andrea Parodi, l’ex leader di Sole Nero, Coro degli Angeli e
Tazenda, attuale voce e forza importante della musica etnica italiana,
proteso in questi anni verso la ricerca e la sperimentazione attraverso lo
strumento della collaborazione tra le diverse culture del mondo e della
lingua sarda. Dalle trascorse esperienze etno-rock ha voltato pagina per
dedicarsi alla musica mediterranea. Canzoni in lingua sarda, le più belle
melodie popolari della Sardegna e del Mediterraneo, rielaborate da lui con
nuovi ed originali arrangiamenti, a partire dal progetto speciale ed
interamente acustico “Abacada”, che lo ha portato ad arricchirsi di
esperienze in ambito jazz e world-music, fino al live “Armentos” (greggi),
la sua ultima produzione artistica dalle sonorità sarde e jazz che evoca
le migrazioni, avvenuta insieme al newyorkese Al Di Meola.
Non poteva mancare una serata in omaggio alla musica partenopea, in
Piazza del Popolo, sarà di scena il “Rhythm and blues” all’italiana, con
le sue forti tinte tra il jazz e il rock, di James Senese. Musicista
sassofonista, compositore e cantante, è quello che gli americani
comunemente definiscono “Brother in soul”, cioè “fratello nell’anima”.
Il programma prosegue con Marcello Colasurdo & Spaccanapoli. Un gruppo di
musicisti da lungo tempo impegnati nello studio e nella riproposta della
musica popolare. Tutti provengono da un esperienza comune, il Gruppo
Operaio ‘E ZEZI di Pomigliano D’Arco, storica band nata ai cancelli
dell’Alfasud negli anni settanta che ha contaminato la tradizione orale
dell’entroterra napoletano con la canzone politica e i rumori delle
fabbriche. Spaccanapoli (il nome viene da un’antica e popolare strada di
Napoli) cerca di sviluppare una profonda e consapevole ricerca sulla
musica, e più in generale sulla tradizione popolare (non solo napoletana)
e sul suo senso nella società di massa, assorbendo e sintetizzando le
influenze sonore e culturali, che storicamente sono pervenute dal bacino
del Mediterraneo. Frontman del gruppo, come per venti anni lo è stato nei
Zezi, è MARCELLO COLASURDO cantante e attore di formazione popolare.
E adesso la Calabria. Viene da Joggi (CS) Massimo Ferrante e Cumpagnia
Briscula (‘U gruppu) in groppa al “Ciucciu” dal 2005 hanno intrapreso un
viaggio che li porterà a suonare in piazza del popolo. Ferrante è uno dei
­non pochi- validi musicisti di quel meridione che ci tiene ancora a
mantenere buona memoria di una tradizione popolare che sia autentica, da
non svendere come souvenir in formati da cartolina finto-romantica. Forte
del sostegno di Daniele Sepe, ci farà ascoltare il suo ultimo lavoro
assolutamente degno di nota, dedicato a canzoni che attingono in larga
parte al repertorio di Otello Profazio, “cantastorie” tradizionale, come a
brani della memoria storica popolare, che ripescano con precisione e
trasporto atmosfere da osteria ma anche versi di Pasolini o frammenti di
poesie di varia provenienza, tra cui vale la pena di citare un sacerdote
che ha avuto più di un problema con la chiesa, come si evince facilmente
dai versi “e spiegami lu misteru di sta minchia: picchì prima si stenna e
pu’ s’arrunchia”.
Ma non finisce qui, le altre novità on line su www.carpinofolkfestival.com


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