ENTRA NEL VIVO IL CAPPELLO DI PAGLIA: a Montappone domenica rivive l'antica tradizione della lavorazione della paglia.

Si può provare a "capare" la paglia, intrecciarla, tentando di carpirne l'abilità dalle anziane del paese, stirare il cappello, ma anche costruire spaventapasseri, farsi fare un cappello dalle sapienti mani di antichi artigiani, apprezzare il lavoro delle ricamatrici, farsi tagliare i capelli dal barbiere di campagna all'aperto proprio come una volta.

22/lug/2006 15.11.00 Ufficio Stampa Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

IL CAPPELLO DI PAGLIA: a Montappone domenica rivive l’antica tradizione della lavorazione della paglia.

Entra nel clou la quinta edizione dell’evento. Alle 22,30 lo spettacolo piromusicale nel borgo antico.

 

 

A Montappone, capitale del cappello, domenica rivivrà l’antica tradizione della lavorazione della paglia con la giornata clou della quinta edizione de: IL CAPPELLO DI PAGLIA dal covone al cappello rammagliato (Montappone (AP) 22 . 23 luglio 2006) che sabato ha visto aprire i battenti con l’inaugurazione delle due mostre: “Il Cappellaio Pazzo” e “Venature naturali”.

La giornata del 23 è come tradizione tutta dedicata alla festa. Nel borgo antico di Montappone (AP),  fra mestieri e giochi di campagna, musiche, balli, stornelli ad impronta, vino cotto e cucina di un tempo, ci si potrà immergere in una fedele ricostruzione storica della quotidianità di una volta.

Si arriva al paese percorrendo lo stupendo viale alberato. Per i più piccini c’è un “bus navetta” fatto con un carro trainato da buoi. Giunti in paese ci si potrà immergere in un atmosfera d’altri tempi. Partecipare alle attività che si svolgono è d’obbligo se si vuole provare a rivivere lavori che oggi nessuno fa più. Si può provare a “capare” la paglia, intrecciarla, tentando di carpirne l’abilità dalle anziane del paese, stirare il cappello, ma anche costruire spaventapasseri, farsi fare un cappello dalle sapienti mani di antichi artigiani, apprezzare il lavoro delle ricamatrici, farsi tagliare i capelli dal barbiere di campagna all’aperto proprio come una volta. Intanto gli stornellatori girano per il paese cantando stornelli in rima baciata ad impronta. I più piccoli potranno partecipare ai “Jochi de ‘naota” nella “piazzetta de lo rammaglià” e nella “camminata dò cala lu sole”, ed ai laboratori guidati di decorazione pittorica del cappello e creatività con la paglia.

Grande attenzione come ogni anno è dedicata alla gastronomia con la cucina di un tempo: partendo dal bere è doveroso assaggiare del buon vino cotto. Per sbocconcellare si potrà poi passare a  “li caciù co’ la fava”, una sorta di frappa piegata in due con dentro una pasta di fava e ad altre prelibatezze preparate per l’occasione spolverando la cucina di una volta come “lò pà pé na settimana”, pane cotto nel forno a legna che una volta fatto doveva durare una settimana. C’è la “fila tonna” (tonda), “sbilonga” (grande), “ciuca” (piccola). Oltre alla “pizza de’ nonna roscia e bianca a pézzi”.

L’ideale è arrivare alla festa un po’ prima del tramonto. Dopo essersi lasciati cullare da immagini insolite ed aver girovagato per il paese vecchio è il momento di concedersi una pausa culinaria.

Per cenare c’è “Lo magnà dé ‘naota” servito sulla “caminata della vella vista” dove si potrà assaggiare la “coratella d’agnéllu co’ l’oe”, i “vincisgrassi dé ‘naota”, i “tagliulì co’ la papera”, il “frecandò” di verdure, le prelibate “patate tonne (tonde) fritte”, i “pummidoro”.

“Lu voccò” al “campu de la merennetta”. Questo è un pasto più frugale e la particolarità è che si mangia per terra sulle tovaglie, dove la vergara porterà il cesto con le vivande: “’do fette de pà co lo salato”: “co le saccicce sotto strutto”, quelle come si facevano in quegli anni. Lo strutto era il frigorifero di una volta e le salsicce sotto strutto sono state riscoperte per l’occasione. Imperdibili. Ma il pane si potrà accompagnare anche “co lu ciausculu”, “co la lonza”, “co lu prisuttu”, l’insalata di campo, e poi certo il “vì cotto” e il “ciambellottu”.

 

Informazioni per i visitatori: Comune di Montappone (AP) . tel 0734.760426 . web: www.ilcappellodipaglia.it

 

ReferenteUfficio Stampa
Alessandro Piccinini Comunicazione
Tel 071.7922244 - 338.4169263

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