IIª

24/lug/2006 02.36.00 Ufficio Stampa Antonio Piccëninnë Contatta l'autore

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7.jpg" width="200" height="133" align="left">La
serata della "Memoria"


Sicuramente la memoria non è in salita, ma non è neanche tutta dritta. La
memoria è piena di curve, senza attraversamenti pedonali e semafori che
regolano
il traffico.

Si potrebbe dire che la memoria, quando è collettiva, assomiglia a un
ponte che
ci unisce più che a una semplice strada, ma sarebbe riduttivo.

La memoria spesso divide perchè non solo è robba personale, ma la persona
stessa
la cambia di continuo, la ricostruisce, la recupera e poi se la perde di
nuovo,
proprio come una strada di città senza indicazioni e riferimenti. E' una
via
interrotta che dobbiamo ritrovare continuamente, è piena di lavori in
corso. Ne
percorri un pezzo e poi trovi il divieto di accesso, certe volte è un
senso
unico, ma molto più spesso è senza senso.

Poi ti trovi ad entrare nella memoria di un altro come in una strada
privata,
una di quelle che hanno i dossi per fartella attraversare piano piano. Tu
pensavi di fare il furbo e passare per una scorciatoia e invece ti tocca
stare
attento a non rompere le sospensioni, quelle che ti fanno viaggiare
comodo
perchè attutiscono i colpi sulle strade dissestate. Allora torni
indietro,
cerchi di muoverti seguendo l'istinto, ma come in una città anche nella
memoria
puoi distrarti e restare ingannato. Puoi perderti.

A quel punto di ritrovi a passare in un posto dove ti sembra di essere
già stato
e invece non è vero. E un'altra volta passi davvero su una strada che
conosci e
non te la ricordi.

La memoria è fatta anche di oblio. Non dobbiamo ricordare tutto come un
archivio. Ma perdere la memoria è da criminali.



Cos'è La Notte di chi ruba donne

Dalle 22.00 di mercoledi 2 agosto si terrà la seconda edizione de
La Notte di chi ruba donne
a
Carpino
un grande evento, promosso dall'associazione culturale carpino folk
festival in
collaborazione con l'assessorato al mediterraneo e l'assessorato al
turismo
della Regione Puglia, la Provincia di Foggia, il Comune di Carpino, la
Comunità
Montana del Gargano e il Parco Nazionale del Gargano, in collaborazione
con
Birra Peroni e con il patrocinio dell'Associazione Pugliese di La plata
Argentina.



Carpino vivrà dunque, di nuovo, questa festa davvero unica, di grande
richiamo
turistico e di forte coinvolgimento dei cittadini, occasione di scoperta
del
paese e dei suoi tesori, ma anche occasione di incontro con la cultura
popolare
di diverse località italiane. La scorsa edizione de La Notte di chi ruba
donne
ha registrato un'eccezionale successo di pubblico, portando migliaia di
visitatori in quel angolo del paese, "la piazzetta", testimone
della
maggiorparte delle raccolte etnomusicologiche di maggiore rilievo operate
sulla
tarantella del gargano, dando vita ad un'esperienza collettiva unica che
mette
in risalto tutta la vitalità artistica e culturale della musica popolare
di
questo territorio.



La Notte di chi ruba donne è la notte in cui si gira per il paese a “fare
innamorare le belle donne affacciare alla finestra", la notte dei
sonetti fatti
a serenate. "Notte di luna, notte di stelle, questa è la notte di
chi ruba le
donne, (a Carpino) chi ruba le donne non si chiama ladro ma si chiama
giovanotto
innamorato".

Notte di danze al ritmo di musiche lontane, perse nella memoria dei
secoli e
riattualizzate tanto da rendere il presente in diretto contatto con il
passato;
notte di canti e di strani incontri tra culture diverse, in una Carpino
che
guarda lontano.

In questa notte magica si rende omaggio alla tradizione con le esibizioni
di :


• I CANTORI DI CARPINO

• I SUONATORI E CANTATORI DI COLLIANO (Salerno)

• I CUGINI NIGRO (Calabria)

• LI SANTANDUNJRË di Penna Sant'Andrea (Abruzzo) .



La giornata si apre alle 18.30 coll'incontro Dibattito sul Tema: “Carpino
Terra
di esplorazione, espropriazione e riappropriazione della propria
identità”

Al convegno hanno dato la loro adesione i seguenti studiosi e
ricercatori:

• Goffredo Plastino (The Alan Lomax Archive New-York)

• Padre Remigio de Cristofaro (Ricercatore)

• Antonello Ricci (Università La Sapienza Roma)

• Ettore de Carolis (Compositore di musica, Polistrumentista ed
arrangiatore,
Ricercatore di musica etnica, Autore di programmi radiofonici e
televisivi)

• Giuseppe Michele Gala (Ass. Cult. Taranta)

• Salvatore Villani (Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della
Capitanata)

• Giuseppe di Mauro (Ass.Cult. Carpino Folk Festival)



Carpino, borgo del gargano senza mare e senza santi che se la suona e
se la
canta


Per essere Gargano, Carpino lo è. Sta proprio là nel mezzo, recintato di
verde,
tra ulivi e faggete. Però non ha Santi in Paradiso. Non è Rodi e neppure
Vieste,
ché non ha sbocchi sul mare, giusto un piccolo molo sul lago di Varano, e
di
villeggianti ne vede pochi.

E non è neppure San Giovanni Rotondo e il via vai dei pellegrini per
Padre Pio,
perché da Carpino, di solito, si va solo via e quelle macchine con targa
tedesca, che d'agosto intasano il paese, non sono di turisti novelli, ma
di
carpinesi d'antan in visita-parenti.

Carpino non arriva a 5mila abitanti per un soffio, perché a partire son
sempre
tanti.

Da 10 anni 'qualcosa comincia a muoversi'. Perché, alla fine, a paesi
così,
senza mare e senza santi, tocca suonarsela e cantarsela. Che a Carpino,
da
sempre, è molto di più di un modo di dire.

I Cantori di Carpino. Suonano e incantano uno accanto all'altro,
riempiendo la
piazza del paese (e dei paesi vicini) nei giorni del Carpino Folk
Festival
giovani e anziani: la Carpino antica e un po' cadente dei vicoli stretti,
dove
solo un'Ape può rombare, e quella nuova e un po' arruffata, calata a
valle di
cemento spiccio. Suonano e incantano assieme ad altri musicisti, e
spiegano
meglio di chiunque altro il paese che resiste.

Se il 'bene comune' di questo Paese sono luoghi così, dai segni forti che
non
vanno smarriti, Carpino - con i suoi Cantori e il suo Folk Festival - è
una gran
bella lezione sulla memoria preservata. E pure sul passaggio delle
consegne,
gestito dai vecchi con grande umiltà. Diceva Andrea Sacco: 'Non sono i
giovani
che devono ringraziare i maestri, ma al contrario tocca a noi ringraziare
questi
ragazzi che portano avanti la tradizione. Come un giorno toccherà a loro
compiacersi con chi li seguirà'. Se la suona e se la canta, Carpino, e il
suo
Folk Festival è diventato ormai un grande appuntamento di musica
popolare.





Carpino, dal 31 luglio al 6 agosto, sarà

* una città aperta tutte le notti, alla solidarietà, all’arte, alla
musica, agli
eventi nell'evento in un’atmosfera insolita, in cui gli atti più
quotidiani
assumono il sapore dell’evento, in un contesto di festa/concerto e di
curiosità
culturale;

* una città solidale, che tenda di richiamare l’attenzione dei suoi
abitanti
sulle problematiche sociali;

* una città ricca di proposte interdisciplinari (arti visive, musica,
danza, ma
ancge di suggestioni visive e sonore) all’insegna della tradizione e del
multiculturalismo.










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