Il Summer Jamboree e le radici del rock diventano un film

12/ago/2006 14.33.00 Ufficio Stampa Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

 

Manu Chao rockabilly? Non lo sapevate? Non è l’unica cosa che scoprirete grazie al documentario sulle radici del rock che il regista Beppe De Caro sta girando a Senigallia nell’ideale ambito del Summer Jamboree.

 

 

Il Summer Jamboree e le radici del rock diventano un film. Un evento che si rispetti non intrattiene solamente, ma attrae creatività e regala stimoli continui. Così, la magica immersione nella musica e nella cultura anni Quaranta e Cinquanta che da 7 anni caratterizza Senigallia e che torna quest’anno dal 20 al 26 agosto, dà vita anche a un documentario. Ovviamente sulle radici del rock. L’idea è dell’attore, regista, nonché musicista Beppe De Caro che ha già iniziato a girare le prime scene a Senigallia nel mese di luglio e che tornerà durante il festival per completare il lavoro. Il regista bergamasco ha voluto che a narrare la storia del rock in modo leggero ma sempre preciso, fossero due esperti e appassionati del genere: Angelo Di Liberto, direttore artistico del festival e Alberto Bellesini. Vestiti rigorosamente in stile e ripresi in diverse location. Sul lungomare di Senigallia a cavallo di due bici d’epoca o su una splendida Chevrolet del ’57. Su un pedalò rosso in mezzo al mare, in una barbieria con ciuffo e persino in un’agenzia di pompe funebri, dove si racconta l’episodio che sconvolse migliaia di fan: la morte del grande Buddy Holly in un incidente aereo. La narrazione dei due ciceroni del rock sarà il fil rouge attraverso cui intrecciare poi le interviste agli artisti ospiti di questa edizione del festival dal 20 al 26 agosto e alla gente che popolerà Senigallia. Insieme con le riprese dei concerti, delle feste, delle gare e di tutte quelle situazioni che restituiscano lo spirito del festival e soprattutto del rock, sempre vivo e vitale. Ci saranno anche le interviste a Manu Chao che ha esordito con il rock prima della patchanka e ad altri artisti nazionali e internazionali che parleranno delle influenze del rock nella loro musica e nella loro vita. Niente di nostalgico dunque, perché nostalgico non è l’atteggiamento del festoso Summer Jamboree. Beppe De Caro è al suo secondo lavoro. Il primo è il cortometraggio “In braccio a Rita” che sta ancora riscuotendo consensi e premi. Ha già vinto al Festival di Novara per la migliore colonna sonora, menzione speciale al Val di Susa Film Festival, premio del pubblico al Lago Film Festival e miglior corto (spazio Bergamo) al Corto Potere di Bergamo. Questo lavoro nasce perché <lo dovevo al rock> spiega il regista. Il rock non è solo musica. <È un atteggiamento verso la vita, ti influenza in ogni cosa, nello stile, nel modo di fare>. Ha iniziato ad ascoltarlo a 15 anni. <Quando i miei compagni ascoltavano gli U2, io compravo dischi di Jerry Lee Lewis o Elvis Presley. Poi ho iniziato a suonare in giro per locali o per strada>. Per 3 anni di fila, suona anche a Senigallia e conosce Angelo Di Liberto. Il Summer non esiste ancora. La passione comune per il rock invece sì. E quando nasce il Summer Jamboree viene invitato a partecipare con la sua formazione rockabilly. Negli anni, Beppe De Caro cambia genere e passa alla patchanka, appassionandosi anche di cinema e buttandosi in produzioni indipendenti come attore e poi regista. Ma non diserta il festival che frequenta regolarmente come appassionato. Quest’anno ci torna come autore.

 

Summer Jamboree

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