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Inoltre si potranno ammirare una serie di tessuti utilizzati per coprire il pane, per ospitare il pane appena fuori dal forno insieme ad una commovente esposizione di pani lavorati come fossero centrini e piccole opere d'arte, che vengono utilizzati in Sardegna in occasione delle cerimonie, nei giorni di festa.

14/set/2006 11.20.00 Ufficio Stampa Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA 

 

Non ci si sposa senza “Su strexiu 'e fenu”. A “Pane Nostrum” 2006 a Senigallia, viaggio nella antica arte femminile della tessitura e nella tradizione sarda: un telaio antico del Settecento ed il corredo di ogni sposa degli oggetti di fieno per la panificazione. Sempre alla Rocca Roveresca miniature in legno che riproducono le attività rurali marchigiane.

 

Ogni sposa che si rispetti in Sardegna porta in dote un suo “strexiu 'e terra” ovvero le stoviglie e il cosiddetto “strexiu 'e fenu”, ovvero corbule, canestri e altri oggetti per la panificazione, realizzati dalle donne della famiglia. Splendidi intrecci di fieno e giunco realizzati con la pazienza delle donne, oggetti belli e funzionali che servivano per contenere le provviste di cereali, farina e pane appena sfornato.

Quest’anno a “Pane Nostrum” dal 14 al 17 settembre a Senigallia sarà possibile ammirare questa antica tradizione sarda della lavorazione dei cestini, grazie ad una piccola ma significativa mostra di oggetti antichi legati alla panificazione esposti tutti i giorni presso la Galleria Expo-Ex ai giardini della Rocca (dalle 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 20) denominata appunto “Su strexiu de fenu”.

Insieme a questi oggetti suggestivi provenienti dalla Sardegna, raccolti con la cortese collaborazione di Luisa Carcangiu Bayre del Convento di San Giuseppe di Cagliari, un telaio antico del Settecento dove ci sarà all'opera una giovane tessitrice Sarda. Inoltre si potranno ammirare una serie di tessuti utilizzati per coprire il pane, per ospitare il pane appena fuori dal forno insieme ad una commovente esposizione di pani lavorati come fossero centrini e piccole opere d'arte, che vengono utilizzati in Sardegna in occasione delle cerimonie, nei giorni di festa. In piazza del Duca invece i panificatori della Sardegna ospti a questa sesta edizione di Pane Nostrum che vede protagonisti i pani del mediterraneo, sforneranno il tradizionale Pane Pintau.

Sempre in tema di mostre e piccole esposizioni legate al tema rurale, in una delle tensostrutture sul prato della rocca Roveresca, durante i giorni della manifestazione si potranno ammirare delle miniature in legno che rirpoducono le attività agresti, realizzate da Gino Badiali di Serra De' Conti. Sono attrezzature agricole, attrezzi per la lavorazione del grano, del vino, aratri, un casa colonica, attrezzi per fare la pasta, per la tessitura ed utensili vari della nostra campagna marchigiana.

 

Pane Nostrum

Ufficio Stampa

Alessandro Piccinini Comunicazione

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