A Pane Nostrum 2006 la "Notte dell'Arte Bianca": sabato 16 settembre i profumi di pane caldo appena sfornato riempiranno la notte di Senigallia fino alle prime luci dell'alba

15/set/2006 14:10:00 Ufficio Stampa Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

A Pane Nostrum 2006 la “Notte dell’Arte Bianca”: sabato 16 settembre i profumi di pane caldo appena sfornato, maritozzi e pastarelle riempiranno la notte di Senigallia fino alle prime luci dell’alba, tra balli, pizzica, tarantella e tammurriata in omaggio al tema della sesta edizione della Festa Internazionale del Pane: “I Pani del mediterraneo”.

 

Una lunga “Notte dell’Arte Bianca” aspetta, Senigallia che in questi giorni, fino a domenica 17, ospita la sesta edizione di Pane Nostrum(www.panenostrum.com). Sabato 16 settembre nella suggestiva cornice della Rocca Roveresca e Piazza del Duca, oltre all’orario previsto di apertura giornaliera della kermesse (8,30/12,30 e 15,30/21), i panificatori ospiti della Festa Internazionale del Pane 2006 saranno all’opera nei forni a cielo aperto in piazza, sfornando delizia dopo delizia per i palati di chiunque passi sulla spiaggia di velluto quella notte. Sono le magie dell’Arte Bianca. Sontuosi maritozzi ricoperti di glassa, dolci di tutti i tipi, brioche calde da mangiare di rientro dalla discoteca o da una serata con gli amici. I profumi della nobile arte bianca riempiranno la notte di Senigallia fino alle prime luci dell’alba. E’ la notte il momento in cui si svolge abitualmente il lavoro del panificatore, e per una notte, a Pane Nostrum i panificatori condivideranno il loro lavoro quotidiano con quanti vorranno vivere la magia dell’arte bianca. 

Ma non è tutto. La “Notte dell’arte bianca” unisce idealmente la giornata di sabato e quella di domenica per un gran finale. Il fil rouge delle due giornate oltre al pane è la musica popolare in arrivo direttamente da Puglia e Campania in omaggio al tema della sesta edizione dell’evento dedicato quest’anno ai Pani del Mediterraneo. Per l’occasione arriveranno a Senigallia tre dei gruppi depositari di una tradizione antica e profonda. I Cantori di Carpino, Uccio Aloisi Gruppu, Marcello Colasurdo e la Paranza.

In attesa che la Notte dell’arte bianca abbia inizio infatti, sabato 16 alle 19,30 la Rocca Roveresca sarà contagiata dai ritmi tarantolati de I Cantori di Carpino. Sette maestri della Tarantella del Gargano, custodi di una tradizione antica che oggi spopola tra i giovanissimi, resa nota da Eugenio Bennato prima, con cui è nata una fortunata collaborazione, poi dai lavori cinematografici di Winspeare e Davide Marengo. Si ballerà a ritmo di chitarra battente e tamburi, ascoltando la voce antica di questi tenaci e saggi cantori, decani della musica italiana: i ‘Buena vista social club’ garganici. I due grandi maestri sono Antonio Piccininno e Antonio Macarone. Intorno a loro un gruppo di giovani diretti da Nicola Gentile in un “ensemble” generazionale, che da vita ad uno straordinario concerto di musica etnica di valore internazionale e che testimonia il portentoso salto di generazioni che questa musica riesce a compiere. Una musica ancestrale che si offre al nuovo millennio, come forma purissima, antica e dinamica.

Dopo i Cantori, alle 22.00 sempre sul parterre della Rocca Roveresca si ballerà la Pizzica Salentina con il grande maestro della Pizzica Uccio Aloisi e il suo Gruppu (Salento). Alle spalle tantissime esibizioni in Italia e all’estero. Antonio, da cui il diminutivo Antoniuccio e quindi Uccio, settantacinque anni è figlio della terra nel senso più reale del termine: ultimo di una numerosa famiglia contadina. Il grande mattatore della pizzica e della melodia popolare salentina, invitato ad aprire ogni anno “La Notte della Taranta”, sfida l’età con la sua arma migliore, la voce. La sua professionalità, la sua umiltà artistica ed umana sono stati di esempio per molte generazioni di musicisti che si sono avvicinati alla musica popolare della terra di Salento. Uccio Aloisi ha inciso due cd, accompagnato dal suo Gruppu, composto da giovani e appassionati musicisti che in lui vedono la tradizione e la memoria, valori da non disperdere, così come la sua voce che rimane incisa nella pelle di chi lo ascolta, anche soltanto una volta.

A mezzanotte, questa volta nel palco del Foro Annonario, si cambia totalmente atmosfera con i cinquanta elementi dell’Orchestra di Fiati delle Marche. Una formazione composta da oltre 50 esecutori provenienti da tutte quattro le province marchigiane. I suoi componenti sono in gran parte musicisti o docenti delle più importanti istituzioni musicali marchigiane con alle spalle un’intensa carriera professionale. L’intento di questa affascinante orchestra quello di promuovere la musica per fiati, con una formazione che è la naturale evoluzione della banda, proponendo un repertorio di alto livello artistico musicale dove grande importanza assume l’aspetto sinfonico e concertante.

Dopo l’alba al sapore di pane e brioche calde, a “Pane Nostrum” prosegue il viaggio nelle sonorità del mediterraneo domenica 17 con la voce dei cortili, la melodia e il ritmo delle tammurriate di Marcello Colasurdo e la Paranza alle 19,30 sul prato della Rocca Roveresca. Sei artisti campani intorno a Colasurdo, leader degli “E’ Zezi”, con i quali ha inciso numerosi dischi. Con il gruppo Spaccanapoli ha inoltre inciso il disco “Lost Souls” per Real World, la casa discografica di Peter Gabriel.

www.panenostrum.com

 

 

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