Borsa il 2013 soddisfazioni per i “cani di razza”

29/gen/2014 11.07.02 BIZCOMIT.IT Contatta l'autore

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Corriere Economia, in Borsa il 2013 è stato un anno ricco di soddisfazioni per i “cani di razza”. I titoli, selezionati in base al criterio dell’alto rendimento, hanno chiuso l’anno con una performance superiore rispetto a quella dell’indice Ftse Mib: +25,7% rispetto al -16,6% delle blue chip. Il rendimento medio delle cedole distribuite nell’anno appena concluso è stato del 4,7% ma la classifica vede 5 titoli con cedole superiori al 5% tra cui spicca Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo.

Approccio sostenibile di Terna

II 2013 è stato un anno da «cani» di razza. Per la Borsa di Milano la stagione appena conclusa è stata davvero ricca di soddisfazioni con un rialzo del 16,6%, seconda migliore piazze finanziaria d’Europa alle spalle di Madrid. Ma ancora meglio è andata ai fedeli seguaci della teoria dei dog (cani, appunto), i titoli selezionati in base al criterio dell’alto rendimento, che hanno chiuso il 2013 con una performance ben superiore rispetto a quella dell’indice Ftse Mib: +25,7% rispetto al -16,6% delle blue chip. Un passo avanti rispetto all’anno precedente quando i segugi dell’indice erano stati battuti dal listino principale di quasi 5 punti.

Formazione. Per il nuovo anno la muta presenta alcuni cambiamenti con l’uscita di scena di GTech. Mediaset e Parmalat che vengono sostituite da A2A, Saipem e Unipol Sai. La selezione dei dog avviene tra i titoli che presentano il valore più elevato nel rapporto tra l’ultimo dividendo distribuito e il prezzo di chiusura dell’anno borsistico. A Wall Street si utilizzano le società appartenenti all’indice Dow Jones (dog of the Dow), in Italia si pesca nell’Ftse Mib. Le azioni acquistate devono avere 1 tutte lo stesso peso in portafoglio, se si decidono di investire 100 mila euro ogni titolo avrà un controvalore di 10 mila, e vanno conservate senza interruzioni per 12 mesi. Statisticamente questa strategia tende a dare soddisfazioni agli investitori, soprattutto negli anni in cui le quotazioni dei listini non hanno brillano in modo particolare essendo un portafoglio composto principalmente da titoli di valore, con a crescita lenta ma costante. Limitando lo sguardo agli ultimi 10 anni i cani di Piazza Affari chiudono però con un risultato di sostanziale pareggio. Dal 2004 a oggi in 5 casi i campioni dell’alto rendimento hanno fatto meglio dell’indice mentre cumulando l’extra rendimento di ciascuna stagione il dato è leggermente negativo: – 1,3%. Tornando ai risultati del portafoglio made in Italy nel 2013, si nota come in un solo caso si sia registrata una performance negativa: Eni in calo del 4,6%. La società ha sofferto di riflesso le cattive notizie della controllata Saipem, colpita da scandali e risultati deludenti, e il debole andamento del prezzo del petrolio. A trascinare la muta è stata invece Mediaset balzata del 121,5% sia per ragioni di carattere speculativo che per i primi segnali di ripresa del mercato pubblicitario.

Record. Ma ci sono stati altri titoli in grado di superare la barriera del -20%: Parmalat, Terna e Gtech. Per la società di Collecchio si tratta di un addio visto che dallo scorso 23 dicembre non fa più parte dell’indice delle blue chip. Esce di scena anche Mediaset, che proprio a causa della forte performance ha visto crollare il rendimento della cedola. Ma la sfida continua ed e già pronta la lista di cani della muta 2014. Il rendimento medio delle cedole distribuite nell’anno appena concluso è stato del 4,7% ma la classifica vede 5 titoli con cedole superiori al 5%: Eni, Snam, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, e STMicroelectronics. La società di semiconduttori partecipata dal ministero del Tesoro è anche una delle new entry insieme a Saipem e Unipol Sai. La neonata compagnia viene quindi subito messa alla prova dalla teoria dei cani. Le credenziali ci sono tutte considerato che nel corso dell’ultimo anno il titolo è salito del 101%. La strategia dei dog nasce negli Stati Uniti oltre 30 anni fa ed è molto seguita dagli investitori, anche professionali. Negli Usa le statistiche partono dal 1973, testimoniando, su base trentennale, un ritorno medio annuo del 17,7% mentre nello stesso periodo il Dow Jones è salito dell’11,9%. Anche i cani di razza statunitense nel 2013 hanno fallo meglio dell’indice Dow Jones. La squadra a stelle e strisce si e comportata bene guadagnando il 30,3% rispetto al 26,5% del Dow Jones Industrial.

FONTETerna

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