L’associazione delle Autorità Portuali: “Nuove proposte per rilanciare l’economia Portuale”

04/feb/2014 14:20:08 BIZCOMIT.IT Contatta l'autore

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L’associazione delle Autorità Portuali propone al Governo e Parlamento le linee guida per rilanciare il trasporto e la logistica in Italia.

La posizione di Assoporti, in sintesi, può essere riassunta così:  le Autorità Portuali devono essere protagoniste di un coordinamento e di una regia unica per porti, interporti, ferrovie e reti viarie. Misure queste, intese a stimolare un maggior coinvolgimento delle imprese produttive nazionali nella catena logistica e la crescita degli operatori italiani della logistica, con l’espresso richiamo dei principi che si vanno consolidando in sede Ue per quel che riguarda i servizi tecnico-nautici. «È una proposta condivisa a larghissima maggioranza – ha spiegato il presidente di Assoporti, Pasqualino Monti – dal Consiglio direttivo che sarà sottoposta all’Assemblea. In quella sede – ha sottolineato Monti – ogni associato potrà proporre arricchimenti ed integrazioni, ulteriori temi ed indicazioni. Credo di poter dire che è stato avviato un percorso da valorizzare ulteriormente nel confronto costruttivo all’interno dell’Associazione e con tutte le componenti del cluster. Da quelle pubbliche alle imprese, alle organizzazioni dei lavoratori».

Un nuovo sistema di gestione dei porti accorpando le aree di competenza delle attuali Autorità Portuali e, soprattutto, un piano logistico nazionale che dovrà integrarsi perfettamente con quelli tracciati dai Distretti. La bozza di riforma della legge 84/94 inviata dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ai presidenti delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato continua ad alimentare il dibattito sulla necessità di aumentare la competitività dei porti italiani e dell’intero sistema logistico.

Assoporti in una nota si sofferma sulla parte che riguarda il coordinamento logistico mentre per quanto riguarda l’accorpamento in distretti delle Autorità Portuale sceglie la strada della collaborazione funzionale anche tra gli enti di Paesi diversi. «Dare al sistema logistico portuale italiano – si legge in una nota di Assoporti – un rinnovato assetto in linea con le esigenze strategiche del sistema-Paese; un’organizzazione capace di regolare e programmare le attività connesse alle radici marittime dei corridoi essenziali europei – core ports e core-corridors – che li connettono con i loro mercati rilevanti, italiani ed europei, assumendo anzitutto a riferimento i principi dettati dall’Unione Europea».

Partendo da questi obiettivi, Assoporti ha messo a punto il suo contributo, a Parlamento e governo, sui temi dello sviluppo della portualità, esplicitando l’importanza di pervenire «a forme di collaborazione e possibile aggregazione funzionale, anche di tipo transfrontaliero europeo, tra le Autorità portuali esistenti, sulla base di un disegno dalle stesse voluto». Collaborazione e aggregazione che non possono essere frutto di un mero processo di revisione della spesa, visto che oggi le Autorità Portuali sono fonte di entrata e non di spesa per il bilancio dello Stato.

Un contributo che individua alcune proposte specifiche: la realizzazione non solo di un’autonomia finanziaria, effettiva, ma della autodeterminazione finanziaria; la costituzione, su iniziativa delle Autorità Portuali, di intesa con la Regione o le Regioni interessate, di sistemi portuali e logistici di corridoio per la promozione delle infrastrutture di collegamento stradale e ferroviario, avendo riguardo sia alle connessioni tra i terminali portuali e retro portuali e altri nodi della rete logistica del sistema, sia ai corridoi e ai core ports individuati in sede comunitaria.

Fonte: Il mattino

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