“Mamma mia quante streghe e stregoni questa sera!” Sono queste le parole con cui il Presidente della Pro Loco Giuseppe Falcinelli ha esordito nel salutare una Sala grande gremita di un folto pubblico in occasione della mini conferenza animata che venerdì sera ha inaugurato la festa delle streghe di Corinaldo. “È entusiasmante dare il Benvenuto con voi ragazzi, che di fatto siete la nuova generazione che in futuro si troverà ad organizzare la festa, una festa cresciuta così tanto nel corso degli anni proprio per una straordinaria capacità di coniugare l’esperienza e la saggezza degli adulti insieme alla capacità e alla voglia di fare dei giovani”.
“Un inizio speciale – ha voluto ribadire l’Assessore alla Cultura Fernando De Iasi – in cui protagonisti sono i bambini e i ragazzi, che fra qualche anno faranno parte della grande macchina da guerra di questa festa”. Una festa che per l’edizione
“Mi piace pensare che in questa occasione – ha esordito il Presidente Falcinelli – non rappresento semplicemente
Significativa la soddisfazione dal Comune di Corinaldo espressa dall’ Assessore alla Pubblica Istruzione Daniele Aucone che ha avuto incaricato di rappresentare il Sindaco Scattolini chiamato fuori regione da incarichi istituzionali “Ringrazio le scuole, le forze dell’ordine,
“Ringrazio per l’invito – ha esordito l’onorevole Luciana Sbarbati già dirigente scolastico nel suo intervento "La paura come emozione" – perché mi ha fatto recuperare un saggio che, appena laureata, ho scritto proprio sulla paura nell’infanzia. E proprio nell’infanzia la paura è più fascinosa, il bambino è un essere unico, irripetibile e irrequieto, motivato alla scoperta e alla esplorazione. Si tratta di spinte che lo portano ad incontrare degli ostacoli fisici ma soprattutto affettivi – ha proseguito l’onorevole Sbarbati – in cui dall’angoscia si genera la paura, molte volte usata e abusata dagli stessi adulti che dimenticano l’esistenza di una paura fisiologica legata alla scoperta del mondo”
Sempre di paura fisiologica e naturale ha parlato l’onorevole Ciccioli nel suo intervento dedicato al “cuore della Paura”. “Questo invito mi ha gratificato particolarmente – ha esordito l’onorevole Ciccioli, psichiatra – perché mi ha fatto tornare al mio lavoro e ai miei studi. Possiamo considerare la paura come la percezione di perdita del benessere della persona, nel regno animale si lega alla prevenzione del pericolo e di fatto sono due le reazioni principali legate a questa emozione: l’attacco o la fuga. Nell’uomo abbiamo un terzo livello che è quello dell’elaborazione della paura anche se rimangono somatizzazioni ancestrali come il pallore in viso. Studi dimostrano che l’impallidire è legato al maggiore afflusso di sangue alle gambe per predisporre l’organismo alla fuga.”
Significativo l’intervento della Dott.ssa Patrizia Brunetti, Psicologa Psicoterapeuta che, seguendo la line dei suoi predecessori ha sottoposto alla pubblico la sua esperienza psicoterapica trentennale “La paura è un’emozione primaria necessaria per la sopravvivenza perchè sollecita la capacità ideativa e creativa. Diventa patologica quando si trasforma in fobia, panico o mania, condizionando il comportamento della persona. Le paure sono quotidiane, indipendenti dall’età e per questo l’adulto deve essere capace di non trasmetterle ai più piccoli, perché non bisogna dimenticare che le paure sono contagiose, per questo è importante osservare i bambini, ascoltarli, scongiurando la nascita di paure più complesse con il dialogo, la calma e la fiducia”.
Dialogo, calma e fiducia che i bambini possono trovare nell’esperienza teatrale. “Nel teatro la paura è naturale, e componente fondamentale per chi ne fa parte – ha spiegato Lino Terra, Regista Teatrale e presidente del Teatro del Canguro – Per i bambini il teatro è diverso, non possono essere considerati come un pubblico unico devono essere aiutati ad affrontare la paura in modo tale da essere messi in condizione di superarla, perché non esistono cose paurose ma è il contesto e la struttura a renderle tali.”
I saluti conclusivi sono toccati all’assessore alla Cultura Fernando De Iasi “Ringrazio i relatori,