Nel film di Beppe De Caro dedicato al Summer Jamboree e alle radici del rock ci sarà anche un'intervista a Renzo Arbore

17/nov/2006 14.30.00 Ufficio Stampa Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

Nel film di Beppe De Caro dedicato al Summer Jamboree e alle radici del rock ci sarà anche un’intervista a Renzo Arbore

 

Nel lungometraggio dedicato al Summer Jamboree e alle radici del rock ci sarà anche una lunga intervista a Renzo Arbore.

Nei giorni scorsi Angelo Di Liberto ed Andrea Celidoni dell’Associazione Culturale Summer Jamboree sono stati ospitati nella casa romana di Arbore assieme al regista del film Beppe De Caro proprio per raccogliere l’intervista che verrà inserita come prezioso contributo nel documentario che narrerà la storia del rock, in modo leggero ma sempre molto preciso, secondo il pensiero del regista bregamasco. Renzo Arbore ha parlato di come lui ed i suoi amici del tempo hanno vissuto il rock’n’roll, e di ciò che è arrivato in Italia. Il film, che verrà presentato nei primi mesi del 2007 (il titolo non c’è ancora), è nato da una piccola produzione indipendente ma sta già destando grande curiosità ed attenzione in molti ambienti. Nella pellicola sono presenti altre interviste ad artisti nazionali ed internazionali che parleranno delle influenze del rock nella loro musica e nella loro vita come nel caso di Manu Chao che ha esordito con il rock prima della patchanka.

Durante la giornata trascorsa a casa dello “Zio Renzo”, come lo chiamano amichevolmente gli organizzatori del Summer Jamboree Angelo Di Liberto, Andrea Celidoni ed Alessandro Piccinini, c’è stata anche l’occasione per fare un piccolo “tour guidato” tra i famosi cimeli, chicche ed oggetti di ogni tipo collezionati da Arbore, tra i quali spiccava, e non poteva essere altrimenti, anche un gadget del Summer Jamboree 2006, la scatoletta di latta contenitore per mentine. Nel ritrovato gruppo di amici a casa di Renzo c’era anche Fabrizio Frizzi, lì per realizzare un’altra intervista, al quale Arbore non ha mancato di raccontare il festival internazionale di musica e cultura dell’America degli anni ’40 e ’50, organizzato da “quelli di Senigallia”.

Tornando al film, le prime scene sono state girate a Senigallia nel mese di luglio e successivamente ad agosto durante il festival per completare il lavoro. A narrare la storia del rock due esperti e appassionati del genere: Angelo Di Liberto, direttore artistico del festival e Alberto Bellesini. Vestiti in stile e ripresi in diverse location. Sul lungomare di Senigallia a cavallo di due bici d’epoca o su una splendida Chevrolet del ’57. Su un pedalò rosso in mezzo al mare, in una barbieria con ciuffo e persino in un’agenzia di pompe funebri, dove si racconta l’episodio che sconvolse migliaia di fan: la morte del grande Buddy Holly in un incidente aereo. La narrazione dei due ciceroni del rock sarà il fil rouge attraverso cui intrecciare poi le interviste agli artisti ospiti dell’edizione del festival 2006.

Beppe De Caro è al suo secondo lavoro. Il primo è il cortometraggio “In braccio a Rita” che sta ancora riscuotendo consensi e premi. Ha già vinto al Festival di Novara per la migliore colonna sonora, menzione speciale al Val di Susa Film Festival, premio del pubblico al Lago Film Festival e miglior corto (spazio Bergamo) al Corto Potere di Bergamo. Questo lavoro nasce perché <lo dovevo al rock> spiega il regista. Il rock non è solo musica. <È un atteggiamento verso la vita, ti influenza in ogni cosa, nello stile, nel modo di fare>. Ha iniziato ad ascoltarlo a 15 anni. <Quando i miei compagni ascoltavano gli U2, io compravo dischi di Jerry Lee Lewis o Elvis Presley. Poi ho iniziato a suonare in giro per locali o per strada>. Per 3 anni di fila, suona anche a Senigallia e conosce Angelo Di Liberto. Il Summer non esiste ancora. La passione comune per il rock invece sì. E quando nasce il Summer Jamboree viene invitato a partecipare con la sua formazione rockabilly. Negli anni, Beppe De Caro cambia genere e passa alla patchanka, appassionandosi anche di cinema e buttandosi in produzioni indipendenti come attore e poi regista. Ma non diserta il festival che frequenta regolarmente come appassionato. Quest’anno ci è tornato come autore.

 

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