Una festa nel segno di Don Bosco

15/giu/2014 17.00.14 BIZCOMIT.IT Contatta l'autore

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Festeggiamenti per la Solennità di Maria Santissima Ausiliatrice, a presiedere la Santa Messa S.E. Mons Enrico Dal Covolo, Rettore della Pontificia Università Lateranense. Grande attenzione ai giovani, alla loro formazione spirituale e sociale secondo il solco tracciato da San Giovanni Bosco.

Mons Dal Covolo

Grande attenzione ai giovani, alla loro formazione spirituale e sociale secondo il solco tracciato da San Giovanni Bosco. Cultura, aggregazione, arricchimento del tessuto sociale, questa l’opera dei Salesiani alla Parrocchia di Santa Maria della Speranza in via Cocco Ortu la cui chiesa si apre su piazza Antonio Fradeletto, III Municipio.

Il 24 maggio aprono i festeggiamenti per la Solennità di Maria Santissima Ausiliatrice, alle 18 con Rosario e Vespri Solenni, alle 19 con la Santa Messa presieduta da S.E. Monsignor Enrico Dal Covolo. Dopo, la processione solenne. Grande momento di comunità domenica, con la Santa Messa del «Grazie» (ore 10,30) poi manifestazioni sportive, gastronomia, spettacolo (programma su http://speranza.donbosco.it).

È una realtà importante quella della parrocchia, oggi fulcro di molte attività giovanili grazie all’oratorio e ai campi sportivi anche del contiguo Pontificio Ateneo Salesiano che è stato vitale per la nascita del primo nucleo parrocchiale, quando ancora il quartiere era al suo primo abbozzo e ancora oggi è fondamentale per le attività della comunità. Santa Maria della Speranza è stata decretata il 3 aprile 1968, l’erezione canonica il 3 ottobre 1972, ma i salesiani era già presenti dal 1965 appoggiandosi alla struttura dell’Ateneo. Lo racconta Giuseppe Bertorello, oggi responsabile del Centro Stampa dell’Università salesiana, sin dall’inizio presente nel gruppo parrocchiale: «Quasi 50 anni fa qui c’erano pochi palazzi, erano campi sterminati, anche due pastori con i greggi. Lavoravamo sodo e sempre con entusiasmo. Riuscimmo, con l’andare del tempo e con il quartiere in crescita, a dare vita a ben 60 squadre di calcio. L’entusiasmo ci ha caratterizzato e ci caratterizza sempre».
Parrocchia e Oratorio Centro Giovanile sono sempre stati un binomio inscindibile, come confermato da don Alvaro Forcellini, ordinato nel 1977, prime esperienze nelle Marche e in Abruzzo, da tre anni parroco di Santa Maria della Speranza: «Qui ogni azione è animata sul carisma di Don Bosco, la sua particolare attenzione ai giovani. L’attività culturale è ampia, il primo impegno, naturalmente, è sulla catechesi e l’aggregazione». Cultura intesa anche come musicale, teatrale e danza grazie anche alla struttura del Teatro Viganò.

Bassissima la presenza di extracomunitari anche se è in aumento ma crescono le esigenze delle famiglie italiane per le difficoltà del momento. «Molto alta la richiesta di aiuto, si cura la raccolta di pacchi viveri per un centinaio di famiglie – continua il parroco – Aumentate le richieste di lavoro. Il quartiere ha mezzo secolo di vita, l’età media è alta anche se c’è un ricambio, ma lento, con coppie giovani: qui la mortalità supera del doppio la natalità». Realtà parrocchiale molto viva, grazie anche al Teatro Viganò (posto sotto il tempio) che ha preso vita con la nuova chiesa consacrata nel 1995, «il tutto grazie alla generosità dei fedeli e alla disponibilità della congregazione salesiana – continua Don Alvaro – Molteplici i gruppi, dalla Caritas all’oratorio cui fanno capo anche tutte le attività sportive, il Movimento giovanile salesiano che valorizza le potenzialità dei singoli e li porta a dare agli altri quell’insegnamento che hanno ricevuto. Poi il vitale legame con le Figlie di Maria Ausiliatrice, aperte verso il quartiere nell’assistenza, l’animazione, il servizio. Gli ex alunni salesiani e i Salesiani cooperatori, laici che si aggregano con la promessa di vivere nella società secondo il progetto apostolico di don Bosco». Poi la Asd Don Bosco Nuovo Salario che aggrega in attività sportive circa 400 ragazzi e ragazze dai 5 anni in su.

FONTE: Il Tempo

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