Sabato 7 luglio si inaugura la mostra: "Giuseppe Cavalli - Civica Raccolta" (7 luglio al 19 agosto 2007 - Palazzo del Duca)

05/lug/2007 14.49.00 Ufficio Stampa Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

Sabato 7 luglio si inaugura la mostra: “Giuseppe Cavalli - Civica Raccolta” (7 luglio al 19 agosto 2007 - Palazzo del Duca). Senigallia si prepara a diventare “città della fotografia”.

 

È la più ampia raccolta pubblica dedicata a Giuseppe Cavalli, fotografo che Mario Giacomelli non esitava a definire “il mio Maestro”. Grazie alla donazione di 179 fotografie alcune inedite al Museo Comunale d’Arte Moderna e della Fotografia da parte dei figli dell’artista Daniele e Mina nel 2004, il Comune di Senigallia ha deciso di dedicargli dunque una significativa mostra.

L’esposizione “Giuseppe Cavalli - Civica Raccolta” allestita a Palazzo del Duca, sarà inaugurata il 7 luglio e vi resterà fino al 19 agosto 2007, come uno degli eventi di cultura proposti nel cartellone estivo del Comune di Senigallia.

Fiera di questa opportunità culturale l’assessore competente Velia Papa che ricorda come la mostra “Giuseppe Cavalli - Civica Raccolta” “preluda al progetto “Senigallia città della fotografia” in cui si impegnerà l’amministrazione nei prossimi 2 anni e da cui scaturiscono anche i progetti di promozione all’estero come la mostra di Giacomelli a Los Angeles”. Un progetto che terrà sempre d’occhio “la dialettica grandi maestri-nuove generazioni”. Nel caso di Cavalli, “si tratta di una mostra con un patrimonio di foto rappresentato dalla donazione Cavalli al Comune di Senigallia - spiega Velia Papa - Un’importante e preziosa antologia con la quale concludiamo la presentazione in maniera antologica delle collezioni più importanti del Comune, prima di avviare il progetto di cui sopra. Il catalogo prodotto riteniamo sia un doveroso omaggio alla collezione Cavalli”.

L’impegno del Comune in questo senso è il segno del riconoscimento all’artista, alla sua opera e al suo affetto per la città. Nato a Lucera nel 1904, negli anni Cinquanta Cavalli scelse infatti Senigallia come città dove vivere, lavorare, riflettere sulla fotografia, sperimentare insieme con altri sguardi del suo tempo appassionati di fotografia d’arte. Vi morì nel 1961. La mostra allestita a Palazzo de Duca propone una panoramica esaustiva dei temi cari a Cavalli, concentrandosi sugli scatti che testimoniano l’attenzione rivolta a Senigallia. “Le immagini di Giuseppe Cavalli rappresentano uno dei momenti più travolgenti della fotografia italiana” sostiene oggi la critica italiana e non solo, sottolineando la modernità degli scatti fino a oggi non completamente compresi.

Il “rivoluzionario” Cavalli “è tutto da studiare” ha confermato un critico inglese nella presentazione di un catalogo nel 2002. Forse i tempi per capire la fotografia di Cavalli sono maturi e questa mostra a Senigallia contribuirà a mettere a fuoco migliori prospettive. Già nel 1994, in occasione della retrospettiva che il Comune realizzò allora, Mario Giacomelli si espresse con queste parole di grande affetto e stima nei confronti di Cavalli: “Vivente nell’avvenire più che nel passato. Il suo stile mi da dava la misura delle sue qualità, era l’itinerario della mia anima, il modo il tono la forza d’ispirazione. I sentimenti non trovano ora adeguate parole per il mio Maestro Giuseppe Cavalli, la mia stima per lui non ha confini”.

Figlio di una ricca famiglia proprietaria terriera, Giuseppe Cavalli inizia a fotografare nella seconda metà degli anni Trenta. Il suo lavoro pratico non è disgiunto dalla acuta riflessione estetica che trova corpo e occasioni attraverso i gruppi cui Cavalli dà vita. Nel 1947 fonda “La Bussola” e nel 1954 il famoso “Gruppo Misa” proprio a Senigallia, che costituiscono le basi del linguaggio fotografico inteso come linguaggio artistico autonomo. È in questo laboratorio, il Gruppo Misa, che si formano fotografi come Giacomelli e Ferruccio Ferroni, nell’idea che la fotografia sia una autonoma e privilegiata forma di espressione artistica e poetica. Un’esperienza fondamentale per la nascita della fotografia d’arte italiana del secondo ‘900, secondo Carlo Emanuele Bugatti, direttore del Museo d’Arte Moderna, della Fotografia e dell’Informazione di Senigallia. “Una nascita che si sostanzia nella presa di coscienza della fotografia come arte autonoma, distinta per mezzi tecnici, ma non inferiore per risultati poetici conseguibili, alla pittura”. La mostra si avvale della collaborazione di Daniele Cavalli, coordinatore dell’Archivio Giuseppe Cavalli di Roma (dove sono conservati scatti, negativi, stampe e scritti) ed è stata curata dal Museo comunale di Arte Moderna, dell’Informazione e della Fotografia. Promossa dal Comune di Senigallia - Assessorato alla Cultura, gode del sostegno della Provincia di Ancona - progetto “Leggere il ‘900”.

 

Ufficio Stampa

Alessandro Piccinini Comunicazione

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