Rock, blues e tradizione Tuareg. Arrivano dal Mali i grandiosi Tinariwen, mercoledì 30 luglio sul palco del Foro Annonario

Arrivano dal Mali i grandiosi Tinariwen, mercoledì 30 luglio sul palco del Foro Annonario COMUNICATO STAMPA Rock, blues e tradizione Tuareg.

28/lug/2008 16.49.00 Ufficio Stampa Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

Rock, blues e tradizione Tuareg. Arrivano dal Mali i grandiosi Tinariwen, mercoledì 30 luglio sul palco del Foro Annonario per la “Notte rossa” di Senigallia (Marche - AN). A seguire, intorno alle 23.30 nel Cortile della Biblioteca, per la rassegna di film africani a cura del Circolo Linea d’ombra, sarà proiettato “Samba Traoré” di Idrissa Ouèdraogo. Fino alle 2, in centro storico, animazione e spettacoli di strada a cura dell’Associazione Anima Mundi. Ingresso libero.

 

Leggenda, avventura e realtà si mescolano nella incredibile storia della band che mercoledì 30 luglio accende la “Notte Rossa” di Senigallia (Marche - AN), alle 21.30 sul palco del Foro Annonario (ingresso libero). Fieri nomadi del deserto berbero tra armi e chitarra, Stratocaster su una spalla e Kalashnikov sull’altra, poeti-soldati di Ghaddafi, cantastorie d’altri tempi a ritmo di rock and roll. Il mito fa colore, ma ancora di più la vera storia dei Tinariwen, straordinari protagonisti della seconda “Notte Tinta - 2008” dedicata ai colori dell’Africa che porterà sul palco una decina di elementi in colorati abiti tuareg tra canti e danze irresistibili. La storia dei Tinariwen inizia infatti da tre giovani appassionati di musica, esiliati da una terra afflitta da una guerra civile, dal Mali all’Algeria: Ibrahim Ag Alhabib, Alhassane Ag Touhami (detto il ‘leone del deserto’) e Inteyeden Ag Ableine. Il giovane Ibrahim Ag Alhabib perde il padre nel 1963, ucciso dai soldati maliani in occasione della prima rivolta berbera, perché sospettato di fornire munizioni ai ribelli. Esiliato in Algeria, Ibrahim ancora bambino coltiva la sua passione per la musica, tra melodie tradizionali dei Tuareg e il blues del grande Ali Farka Touré, tra il raï algerino ascoltato nelle taverne di Orano e il chaabi marocchino. A questo si uniscono il rock e il pop occidentale di Boney M e Kenny Rogers, che spingono il ‘ragazzo raggamuffin’ a costruirsi da solo una chitarra per riprodurre quel suono. La stessa con cui inizia a suonare in concerti improvvisati negli accampamenti dei profughi Tamashek tra gli anni Settanta e Ottanta, assieme ad Alhassane Ag Touhami (detto il ‘leone del deserto’) e Inteyeden Ag Ableine. Scrivono canzoni sulla loro vita e quella degli amici nell’Algeria del sud, raccontano di giovani Touareg che scesi dal cammello, vivono spesso in una sorta di clandestinità, esiliati lontano da casa, ansiosi di ritrovare amici, famiglia e di conquistare finalmente la libertà di autodeterminazione. Si fanno chiamare Kel Tinariwen, i ragazzi del deserto. È tra le file dell’esercito libico negli anni Ottanta che i tre finalmente incontrano le chitarre vere, quelle acustiche e quelle elettriche, nei campi dove il colonnello Gheddafi addestrava i combattenti dei movimenti di liberazione di mezza Africa. Quegli stessi campi dove i Tinariwen crescono e si uniscono a loro Kheddou, Mohammed Ag Itlale detto ‘il Giapponese’ e Abdallah Ag Alhousseyni, meglio noto come ‘Catastrofe’, altri tre profughi Tamashek. Dal 1996 i Tinariwen decidono di dedicarsi esclusivamente alla musica. Nel 1999 vengono coinvolti in quello che ancora oggi è uno dei più importanti appuntamenti di world music, il grande “Festival in the Desert”. Grazie a questo festival conoscono i francesi Lo’Jo e il chitarrista inglese Justin Adams (componente dei Strange Sensation di Robert Plant, tra i loro primi sostenitori), produttori di un Cd intitolato 'The Radio Tisdas Sessions' (2001) che diventa anche la prima opera dei Tinariwen a varcare i confini africani. Nel 2004 esce il loro secondo disco “Amassakoul” che li porta in tournée in Europa (WOMAD, Cambridge Folk Festival, Roskilde) e negli Stati Uniti (New York, Chicago). Un grande sostenitore dopo Robert Plant è Carlos Santana che di lì a poco li invita al suo fianco sul palco del Festival di Montreux. Il 2007 è l’anno della definitiva affermazione internazionale. L’album 'Aman Iman' (Water is Life) sempre prodotto da Adams, viene recensito positivamente da tutte le maggiori testate rock e apre ai Tinariwen le porte del celebre festival di Glastonbury. La band africana apre addirittura un concerto dei Rolling Stones allo Slane Castle di Dublino. In Italia, i Tinariwen si sono esibiti l’anno scorso al Festival di Villa Arconati e finalmente tornano live grazie alla “Notte Tinta”. A seguire dopo il concerto, intorno alle 23.30 ci si potrà spostare nel Cortile della Biblioteca per la rassegna di film africani a cura del Circolo Linea d’ombra: sarà proiettato “Samba Traoré” di Idrissa Ouèdraogo. Fino alle 2, in centro storico ci saranno animazione e spettacoli di strada a cura dell’Associazione Anima Mundi. Ingresso libero. L’ultimo appuntamento del ciclo “Notte Tinta” è per venerdì 8 agosto con la “Notte blu” e la festa per Senigallia 12 volte bandiera blu. Sul palco del Foro Annonario la musica degli Afrojunglejees in arrivo dal Kenya. A seguire, proiezione di cortometraggi: Amal di Ali Benkarane; Lucky di Avie Luthra e Deweneti di Dyana Gaye sempre a cura del Circolo Cinematografico Linea d’Ombra di Senigallia. Il ciclo “Notte Tinta” rientra nell’agenda di appuntamenti estivi a cura del Comune di Senigallia.

 

La formazione: Ibrahim Ag Alhabib - chitarra e voce, Abdallah Ag Lamida - chitarra e voce, Mohammed Ag Itlale "il Giapponese" - chitarra e voce, Abdallah Ag Alhousseyni "Catastrofe" - chitarra acustica, basso e voce, Hassan Ag Touhami - chitarra, percussioni e voce, Mina Walet Oumar - coro, Eyadou Ag Leche - basso, voce e Calabash, Said Ag Ayad - Percussioni, coro, Elaga Ag Hamid - chitarra acustica, voce.

 

 

Senigallia - Rotonda a Mare

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