Ancora aperta fino al 31 agosto, la mostra di "Cappelli storici dell'Arma dei Carabinieri" allestita nel Palazzo Municipale di Montappone (Marche - AP)

Ancora aperta fino al 31 agosto, la mostra di "Cappelli storici dell'Arma dei Carabinieri" allestita nel Palazzo Municipale di Montappone (Marche - AP) COMUNICATO STAMPA Ancora aperta fino al 31 agosto, la mostra di "Cappelli storici dell'Arma dei Carabinieri" allestita nel Palazzo Municipale di Montappone (Marche - AP).

28/ago/2008 11.25.17 Ufficio Stampa Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

Ancora aperta fino al 31 agosto, la mostra di “Cappelli storici dell’Arma dei Carabinieri” allestita nel Palazzo Municipale di Montappone (Marche – AP). Ventiquattro esemplari provenienti dal Museo Storico di Roma, per un raro e pregevole evento espositivo tra storia del costume e storia italiana. Aperta nei giorni feriali dalle 8 alle 13.30 e dalle 21 alle 23.30; il sabato e la domenica dalle 16 alle 20 e dalle 21 alle 23.30. Ancora aperta fino all’8 dicembre anche la mostra di cappelli d’artista “Il cappellaio pazzo”. Info e prenotazioni anche per visite di scuole e gruppi a richiesta, fuori dall’orario ufficiale, al 0734.760426 (orario d’ufficio), o 333.8258462 o ancora 339.7851293.

 

Quanti sanno che il cappello dei Carabinieri deriva dall’elmo medievale? E che quello popolarmente detto “lucerna”, indossato dal militare dell'Arma con la Grande Uniforme, sul quale è infisso il caratteristico pennacchio rosso e turchino (rosso e bianco per i musicanti) risale alla prima metà del XVIII secolo, quando il "morione", elmo tardo-rinascimentale ancora oggi in dotazione alle Guardie Svizzere pontificie, venne considerato troppo pesante e dunque sostituito? Il cappello è forse l’elemento che più distingue il Carabiniere. Fino al 31 agosto, 24 magnifici esemplari di “Cappelli storici dell’Arma dei Carabinieri” provenienti dal Museo Storico dell’Arma a Roma, sono in mostra nel Palazzo Municipale di Montappone (Marche – AP). Gli orari di visita sono i seguenti: nei giorni feriali dalle 8 alle 13.30 e dalle 21 alle 23.30; il sabato e la domenica dalle 16 alle 20 e dalle 21 alle 23.30.

Il raro e pregevole evento espositivo, curato dal creativo Giuliano De Minicis, concesso all’importante distretto marchigiano del cappello (nell’ambito della manifestazione “Il cappello di paglia” 26 e 27 luglio scorsi) in accordo con l’Ufficio Cerimoniale dell’Arma dei Carabinieri e grazie al prezioso interessamento del Generale Luigi Curatoli, Comandante Regionale Carabinieri Marche, è un suggestivo viaggio nella storia dell’Arma attraverso l’evoluzione dell’uniforme e della foggia del cappello dal 1814 a oggi, ma anche un viaggio nella storia d’Italia.

Nella sala allestita con semplicità e con le tonalità dell’azzurro e dei colori che caratterizzano l’Arma, si possono ammirare dal famoso berretto col pennacchio rosso e blu, al chepì, al copricapo di foggia attuale, frutto di evoluzione continua. Originariamente il copricapo, di feltro a larghe falde, aveva anche la funzione di riparare dal sole e dalla pioggia, comportando però una ridotta visibilità. I tentativi di ripensamento nel tempo non furono sempre soddisfacenti. Dal bicorno tipico degli eserciti della Rivoluzione Francese fino al Consolato, si passò allo "shakò" svasato, ornato di cordoni e impennacchiato all'epoca dell'Impero. Il figurino della prima uniforme del 1812 presenta un cappello quasi settecentesco, con angoli acuti, falde relativamente basse e il "ruban" turchino con "ganza" di gallone d'argento. Nel 1818 apparve per la prima volta l'ornamento di un pennacchio turchino di piume rase. Il cappello degli ufficiali, allora come ora, aveva le punte ornate da nappe d'argento. Nel 1832 sparì il bordo d'argento e apparvero due accessori destinati a divenire emblematici: la granata d'argento, d'oro per gli ufficiali, al posto del bottone sul "cappietto" e il pennacchio rosso e turchino. Quest'ultimo era in piume lunghe e ricadenti a "salice piangente" per gli ufficiali, in piume rase per gli altri militari, poco più corto dell'attuale. L'iconografia delle prime due Guerre d'Indipendenza (1848/1849 e 1859) non permette di seguire perfettamente l’evoluzione della divisa. I primi riscontri fotografici a partire dalla III Guerra d'Indipendenza (1866) mostrano un cappello di foggia per lo più uguale all'attuale. Coperto dalla fodera in tela grigio-verde il cappello fu portato dai Carabinieri che presero parte alla 1° Guerra Mondiale - inquadrati nel Reggimento impiegato negli epici attacchi sul monte Podgora, nei plotoni autonomi, e nelle Sezioni - e che procurarono alla Bandiera dell'Arma la prima Medaglia d'Oro al Valor Militare. Le informazioni storiche sono tratte dal sito ufficiale www.carabinieri.it. Accanto alla mostra di cappelli storici dei Carabinieri, aperta fino all’8 dicembre si può ammirare anche la mostra artistica de “Il Cappellaio Pazzo” allestita nella Sala esposizione Scuola dell’Infanzia e ideata dal creativo Giuliano De Minicis. I cappelli esposti sono capolavori di artigianato e stile, creatività e tecnica contemporanea, oggetti d’arte e di moda. La mostra si rinnova ogni anno grazie a pezzi unici realizzati appositamente da artisti, designer, maestri artigiani italiani e internazionali con cui le aziende di Montappone collaborano. Quest’anno ci sono copricapi in arrivo anche da Francia, Giappone, Argentina, cappelli d’artista realizzati dal noto pittore Ubaldo Bartolini e dalla giovane pittrice Simona Bramati. La mostra resterà aperta tutti i giorni dalle 21 alle 23 fino al 1° settembre. Dal 1° settembre all’8 dicembre, si potrà invece visitare nei giorni di sabato, domenica e festivi dalle 16 alle 20. Info e prenotazioni anche per visite di scuole e gruppi a richiesta, fuori dall’orario ufficiale, al 0734.760426 (orario d’ufficio), o 333.8258462 o ancora 339.7851293.

 

Informazioni per i visitatori:

Comune di Montappone (AP) . tel 0734.760426 .

web: www.ilcappellodipaglia.it  

 

IL CAPPELLO DI PAGLIA –

Ufficio Stampa

Alessandro Piccinini Comunicazione

Tel e fax 071.7922244  mobile 338.4169263

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