Fenomeno organo. Si è chiuso con un successo strepitoso il 7° Festival Internazionale Organistico "Città di Senigallia" (Marche - AN)

Si è chiuso con un successo strepitoso il 7° Festival Internazionale Organistico "Città di Senigallia" (Marche - AN) COMUNICATO STAMPA Fenomeno organo.

22/ago/2008 15.33.55 Ufficio Stampa Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

Fenomeno organo. Otto appuntamenti tra luglio e agosto a platea rigorosamente piena con pubblico locale e tantissimi turisti stranieri anche in piedi per il 7° Festival Internazionale Organistico “Città di Senigallia” (Marche – AN), chiusosi giovedì 21 agosto con l’eccellente Francesco Finotti. Seguito da parte della stampa nazionale. Artisti ospiti entusiasti. Esclusive italiane. Programmi sempre più ricchi e ampi. Pubblico sempre più attento e caloroso. <Per il futuro – conclude la direttrice artistica Federica Iannella - proseguiremo su questa strada e ci auguriamo una maggiore sensibilità da parte di chi può sostenere iniziative serie di questo tipo, anche nell’idea di un buon turismo culturale per Senigallia e non solo>.

 

Si è chiuso giovedì 21 agosto, con l’applaudito eccellente concerto di Francesco Finotti, il 7° Festival Organistico Internazionale “Città di Senigallia” (Marche – AN). Otto appuntamenti tra luglio e agosto, a platea sempre rigorosamente piena e con persone anche in piedi sia nella sede storica, la Chiesa del Portone, sia nella più grande e capiente Chiesa dei Cancelli aggiuntasi quest’anno, che hanno sorpreso gli artisti ospiti e colpito gli organizzatori. Il Festival di quest’anno puntava ancora di più a mostrare tutti i colori e le potenzialità espressive dell’organo e si è concluso con un concerto davvero straordinario. Organista di fama mondiale, didatta e saggista, Francesco Finotti ha entusiasmato e sollecitato il pubblico suonando a memoria. <L’esemplarità è connessa al fatto che è davvero difficile per un organista memorizzare in poco tempo la diversità della collocazione delle tastiere e dei registri dei differenti organi – ha spiegato al pubblico in chiesa la direttrice artistica del Festival, Federica Iannella - Se per uno strumento come il violino o il pianoforte è quasi una prassi suonare senza spartito, per l’organista questo modo richiede una padronanza, una maestria davvero rara. Qui sul suo leggio c’è solo un foglio di guida per i cambi dei registri!>. Straordinario anche perché Finotti propone in maniera personale la figura del musicista-progettista del proprio strumento, ruolo ancora oggi sconosciuto in Italia per cui realizza con prestigiose case organarie opere innovative e originali. La sua competenza è dunque portentosa e <ricorda il grande Bach, allora anche collaudatore di organi> osserva ancora Iannella. Finotti ha proposto al pubblico brani del repertorio cosiddetto “classico”, Mozart, Schumann, Bach, con composizioni legate tra loro per l’esecuzione che allora avveniva su strumenti a tastiera con pedaliera, esemplari nel senso della prassi del “trasferimento” all’organo. Tantissimi gli applausi finali e tre i bis richiesti dal pubblico. Dal 3 luglio, il cartellone ha ospitato organisti fedelissimi alla prassi e organisti invece più attenti al “trasferimento” della musica per organo come Finotti, in una varietà di stili ed epoche dal barocco al romantico al contemporaneo e formazioni (organo e tromba o corno o percussioni), con musicisti internazionali o in particolare della scena organistica veneta. I due eventi del 7° Festival sono stati certamente il concerto del 24 agosto con Sinfonie di Rossini in originale trascrizione per organo a quattro mani a cura di Federica Iannella e Giuliana Maccarone (il cd in prima registrazione mondiale è stato presentato anche il 3 luglio 2008 a New York) e l’unica data italiana fino all’autunno di uno dei maggiori compositori e organisti contemporanei, il richiestissimo Naji Hakim, successore di Olivier Messiaen alla Église de la Sainte-Trinité a Parigi. Il bilancio di questa 7° edizione è egregio sia dal punto di vista dell’attenzione da parte della stampa anche nazionale, sia dal punto di vista degli artisti ospiti, sia in particolare dal punto di vista della partecipazione del pubblico sempre crescente in numero e qualità. <Può essere solo la gratuità? Non credo. Se una persona si annoia, se ne va e non torna> fa notare Iannella. Invece concerto dopo concerto il pubblico ha risposto entusiasticamente, ascoltando in piedi o portandosi addirittura le sedie da casa. <Ci ha colpito la partecipazione emotiva sempre maggiore del pubblico – continua Iannella – come anche la crescente attenzione e il silenzio rispettoso durante i concerti. Credo che in questo abbia contribuito anche la novità dello schermo e della ripresa in diretta>. Per il futuro <continueremo su questa strada, ricercando una ricchezza e globalità del linguaggio organistico. Finora in 7 anni abbiamo sempre seguito obiettivi nati da grandi ideali e senza demagogia: la musica, la riscoperta dell’organo, della tradizione, ovvero della nostra cultura e di noi stessi anche! Attraverso la musica emergono emozioni che magari altrimenti non riusciremmo a provare e conoscere. Tutto ciò fa ben sperare – osserva Iannella - La cultura si può fare e ha solo bisogno di tempo, continuità e tenacia. Ciò che si conosce poco ha bisogno di più attenzione e impegno, che non vuol dire sforzo intellettivo, significa solo riabituarsi al piacere che stimola e arricchisce il bagaglio culturale, che scava dentro e non resta effimero o puro divertimento nel senso etimologico del termine, come distrazione insomma>. Le grandi aspirazioni hanno però bisogno anche di sostegno concreto per avere corpo e concretizzarsi. <Ringrazio il pubblico, gli artisti e soprattutto a questo punto la passione e la cura di tutti quelli che lavorano intorno e per il Festival, senza i quali questa manifestazione non ci sarebbe e i risultati culturali che abbiamo ottenuto in 7 anni sarebbero impensabili: don Peppe Bartera, il Comitato, la Fondazione Uccellini-Amurri costituitasi appositamente. Non ci siamo arenati di fronte a niente, ma ora dati i risultati, ci auguriamo una maggiore attenzione da parte di chi può sostenerci. Cosa significa “turismo culturale” se non fare delle scelte precise e credere e sostenere concretamente in questo tipo di iniziative serie che portano ritorno sul territorio?>. Il Festival Organistico Internazionale di Senigallia è curato dal Maestro Federica Iannella e promosso dalla Fondazione Uccellini-Amurri, dal Comune di Senigallia – Assessorato alla Cultura, con il Patrocinio della Regione Marche e Provincia di Ancona. L'evento è organizzato dalla Parrocchia Santa Maria della neve in collaborazione con la Diocesi di Senigallia e il sostegno di alcuni sponsor privati (Banca delle Marche, Hotel Trieste, BBC Corinaldo, S.E.D.A. Jesi, O.F. di G. Moschini, Ristorante Bano). Info www.organsenigallia.com

 

Gli strumenti

La chiesa di Santa Maria della Neve è dotata di un organo Pinchi op.422 realizzato dalla omonima ditta di Foligno nel 2002 appositamente per il festival, uno dei più significativi strumenti dell’arte organaria italiana attuale. La Chiesa dei Cancelli è dotata di un organo Jacobi et filiorum Bazzani – 1856, restaurato nell’anno 2005 dalla famiglia artigiana fratelli Ruffatti di Padova.

 

 

Il calendario del Festival Organistico Internazionale 2008

Luglio  
Giovedì 3* - Silvio Celeghin (Padova)

Tromba: Fabiano Maniero (Padova)

Giovedì 10* - Marta Wierzgon (Karvinà, Repubblica Ceca)   

Giovedì 17** - Marco Arlotti (Bologna)

                        Corno: Guido Corti (Bologna)

Giovedì 24* - Federica Iannella – Giuliana Maccaroni

Percussioni: Davide Eusebi

Giovedì 31* - Klemens Schnorr (Friburgo)

 

Agosto

Giovedì 7* - Naji Hakim (Paris)

Mercoledì 13** - Giovanni Feltrin (Treviso)

Giovedì 21* - Francesco Finotti (Padova)

 

* Santa Maria della Neve (del Portone) ** Santa Maria Assunta (dei Cancelli)

 

Festival Organistico Internazionale Città di Senigallia

Ufficio Stampa

Alessandro Piccinini Comunicazione

Tel 338.4169263 – 071.7922244

 

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