Si è chiusa venerdì la due giorni di convegni previsti all'interno della quarta edizione di Pane Nostrum

18/set/2004 14.30.31 Ufficio Stampa Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

Oggetto: si è chiusa venerdì la due giorni di convegni previsti all’interno della quarta edizione di Pane Nostrum, a cui hanno preso parte importanti personalità del settore.

 

Il Dirigente del ministero delle Politiche Agricole e Forestali Vincenzo Per uzza nel merito degli strumenti a cui possono attingere gli agricoltori: “La riforma partirà nel 2005 e la speranza è che con questa decisione l’Italia possa rimanere ben consolidata all’interno della politica agricola comunitaria. Per definire infine i cereali che godranno di aiuti supplementari il ministero stilerà un elenco delle varietà, comprese quelle che tramite la loro coltivazione migliorano il terreno stesso”.

Negli ultimi anni l’Italia ha perso terreno. Servono impulsi ed incentivi per orientare i cerealicoltori. Tra le questioni che da prendere in considerazione quella che l’agricoltura debba adattarsi ai consumatori, insomma assicurare la tracciabilità del prodotto.”

Rodolfo Giampieri, Presidente Confcommercio della provincia di Ancona. “Un evento che ha corpo e rilevanza nazionale, per questo abbiamo creduto subito alla manifestazione per costruire un progetto attorno al pane. In Italia vengono mangiati mediamente 180 grammi di pane al giorno, nella provincia di Ancona sono 190, per un totale di 28 mila chili l’anno. Il tutto per un fatturato pari a 58 milioni di euro. Il 73% dei consumatori di pane si rivolge alla produzione artigianale. Dati che fanno riflettere e che “giustificano” una iniziativa di simile rilevanza”.

Marco Giardini, Presidente C.i.a. della provincia di Ancona: “Si deve mettere mano a problemi come il “freno” posto dalla burocrazia all’iniziativa degli imprenditori. Occorre una accelerazione nella sottoscrizione di un patto operativo tra i cerealicoltori e i panificatori.”

Raffaele Bucciarelli, assessore provinciale all’Agricoltura. “Pane Nostrum è uno dei punti di riferimento del settore capace di mettere a confronto tutto ciò che ruota attorno questo prezioso bene.

Luana Angeloni. “Siamo al quarto consecutivo anno della manifestazione che segna la chiusura del nostro calendario degli eventi estivi, e credo sia il modo migliore per salutare i nostri ospiti. Una manifestazione che funziona perché incentrata su qualcosa che è parte della nostra vita.

Maurizio Marchetti, presidente nazionale dell’Associazione “Citta del Pane”. “Senigallia ha aderito da subito all’associazione che, come è noto, è costituita da comuni. Ho visto crescere la manifestazione che deve essere considerata molto di più di un “pane in piazza” grazie alle tante iniziative che la arricchiscono”. “In Italia le tipologie di pane superano le 200 unità ma sono ben oltre 1500 le varietà in distribuzione. Ogni anno nella nostra penisola vengono prodotti 3.600.000 tonnellate di pane e ben il 92% è di natura artigianale”.

 

GLI INTERVENTI DEL CONVEGNO:

 

Con la giornata di venerdì si è chiusa la due giorni di convegni dal titolo: Rispetto e conservazione dell’ambiente per una consapevole vita di qualità: Agricoltura e Filiera del Pane”, all’interno della quarta edizione di Pane Nostrum.

I lavori sono stati aperti al mattino con il tema “Il Futuro della cerealicoltura italiana”. A fare gli onori di casa Marco Giardini, Presidente C.i.a. della provincia di Ancona: “Si deve mettere mano a problemi come il “freno” posto dalla burocrazia all’iniziativa degli imprenditori che per giunta subiscono l’insufficienza degli investimenti nel settore. Anche per questo motivo occorre una accelerazione nella sottoscrizione di un patto operativo tra i cerealicoltori e i panificatori.”

Gli interventi:

Carla Donnini, Vicepresidente Nazionale Unione Seminativi, ha illustrato l’evoluzione che sta seguendo la Comunità Europea nella regolamentazione della produzione dei cereali. Tra le novità citate il così detto disaccoppiamento degli aiuti che contemplerebbe tra i risvolti positivi la libera scelta del tipo di coltivazione, il tutto per evitare che venga perso reddito e si differenzi la produzione così da evitare che ci sia una sovrapproduzione di una determinata semina. Per fare ciò i coltivatori riceveranno una lettera con i dati “anagrafici” del proprio possedimenti che dovranno confermare o meno entro il 31 marzo del prossimo anno.

Umberto Di Punzio, Segretario Nazionale di Assipan Confcommercio ha puntato sul ruolo delle associazioni di categoria per fornire strumenti utili a districare la complessa materia per i produttori. Fondamentale anche un dialogo tra questi ultimi e la distribuzione.

Marina Carcea, Funzionario dell’Istituto Nazionale sulla Nutrizione, ha analizzato la struttura nutrizionale del pane elencando tutte le proprietà in esso contenute e soprattutto i valori energetici rappresentati da ogni tipologia di pane. Dati rintracciabili nel sito dell’Istituto www.inran.it. Vincenzo Peruzza, Dirigente del ministero delle Politiche Agricole e Forestali, è entrato nel merito degli strumenti a cui possono attingere gli agricoltori. “La riforma partirà nel 2005 e la speranza è che con questa decisione l’Italia possa rimanere ben consolidata all’interno della politica agricola comunitaria. Per definire infine i cereali che godranno di aiuti supplementari il ministero stilerà un elenco delle varietà, comprese quelle che tramite la loro coltivazione migliorano il terreno stesso”.

Dopo un coffee break i lavori sono proseguiti sul tema “Il percorso della filiera nella regione Marche” l’apertura dei lavori è stata di Rodolfo Giampieri, Presidente Confcommercio della provincia di Ancona. “Un evento che ha corpo e rilevanza nazionale, per questo abbiamo creduto subito alla manifestazione per costruire un progetto attorno al pane. La filiera è l’argomento fondamentale di questi giorni in riferimenti al delicato tema dei prezzi. Alla base di tutto c’è la qualità, i produttori devono essere consapevoli nei confronti dei consumatori. In Italia vengono mangiati mediamente 180 grammi di pane al giorno, nella provincia di Ancona sono 190, per un totale di 28 mila chili l’anno. Il tutto per un fatturato pari a 58 milioni di euro. Il 73% dei consumatori di pane si rivolge alla produzione artigianale. Dati che fanno riflettere e che “giustificano” una iniziativa di simile rilevanza”.

Dopo il saluto del Direttore Generale Stefano Canella della BCC di Fano, che ha da poco aperto una filiale a Senigallia e da subito ha partecipato come sponsor alla manifestazione per rimarcare la vicinanza e l’attaccamento al territorio ed alla sua economia, gli interventi:

Sergio Bozzi, coordinatore delle politiche agricole della Regione Marche ha ricordato che la discussione degli esperti è incentrata su come valorizzare la politica della produzione del pane. “La risposta è nella qualità. Ecco perché la Regione sta lavorando per raggiungere il marchio “qualimarche”. Un’iniziativa che poteva già aver preso corpo ma che ha trovato qualche difficoltà di “adattamento” con le regole comunitarie. Le condizioni sono mature per una impennata operativa delle categorie che indubbiamente hanno un ruolo fondamentale per contribuire a creare quel livello che in grado di contraddistinguere la “nostra” filiera”.

Raffaele Bucciarelli, assessore provinciale all’Agricoltura. “Pane Nostrum è uno dei punti di riferimento del settore capace di mettere a confronto tutto ciò che ruota attorno questo prezioso bene. Il nostro territorio è fortunato perché da qualche tempo le iniziative nascono con la cultura dello stare insieme. La Provincia di Ancona non è affatto l’ultima nell’animazione, basti pensare alla collaborazione con l’università di Ancona con la quale promuoviamo la formazione per il corpo docente nell’educazione all’alimentazione degli studenti”.

Bruno Bedetti, vice presidente della Camera di Commercio di Ancona ha focalizzato un altro aspetto. “Il pane non è solo alimento ma anche “mezzo” del turismo. Ecco perché la Camera di Commercio si sta attivando per creare un segno distintivo della produzione del nostro territorio che sia riconoscibile e riconducibile ai valori che portiamo anche con alimento tanto semplice quanto prezioso come il pane”.

Alfonso Benvenuto, dirigente scolastico dell’Istituto Alberghiero Panzini. “Il pane è alla base della presentazione del menù, un vero e proprio biglietto da visita di una attività nel campo della ristorazione. Tutta Europa guarda la pane italiano ecco perché ai panificatori suggerisco di non avere fretta nel farlo perché è davvero un strumento di promozione. Nella nostra scuola, da sempre presente a questa manifestazione, formiamo i panificatori. Un mestiere difficile e che richiede sacrifici ma in grado di concedere grandi soddisfazioni.

Orazio Pascucci, Presidente di Assocetra e dell’Associazione Airone ha sottolineato come occorre una collaborazione fattiva tra tutti i soggetti della filiera per il duplice motivo di assicurare al consumatore un prodotto sicuro e diversificato e contrastare l’arrivo di produttori di altri paesi che puntano sul basso costo e non la qualità.

Vincenzo Peruzza. “Negli ultimi anni l’Italia ha perso terreno, in tutti i sensi, nella produzione di grano tenero ed è costretta a importare ben 4 milioni di tonnellate l’anno. Servono impulsi ed incentivi per orientare i cerealicoltori. Tra le questioni che da prendere in considerazione quella che l’agricoltura debba adattarsi ai consumatori, insomma assicurare la tracciabilità del prodotto. Proprio su questo tema è intervento Fausto Ricci, rappresentante dell’Assam, che ha presentato il progetto “Si.Tra.” (Sistema di Tracciabilità) della Regione Marche. Progetto che si pone il fine di produrre informazione nel corso del processo produttivo da monte a valle dello stesso. Il tutto per consentire anche il percorso a ritroso, ovvero la rintracciabilità.       

È ed è stato il “valore del pane” il primo tema ad essere trattato nel corso del convegno di Pane Nostrum, nella giornata d’apertura di giovedì 16. Moderatore della prima sessione di convegno Ettore Franca, Agronomo dell’Università di Urbino e giornalista de Il Sole Ore. “Il pane deve essere considerato come l’alimento numero uno. È sbagliato pensare che come crakers, per citarne uno, sia in sostituzione del pane. Non è vero inoltre che sono dietetici come ci viene propinato dalle pubblicità. Manifestazioni come questa, tra le uniche nel suo genere in Italia hanno anche il compito di fare chiarezza su questo punto”. Il saluto della città è giunto dal sindaco  Luana Angeloni. “Siamo al quarto consecutivo anno della manifestazione che segna la chiusura del nostro calendario degli eventi estivi, e credo sia il modo migliore per salutare i nostri ospiti. Una manifestazione che funziona perché incentrata su qualcosa che è parte della nostra vita. Anche per questo motivo viene incentivato il rispetto del pane sin dall’età scolare con laboratori ad hoc”.

Il Vescovo della Diocesi di Senigallia Giuseppe Orlandoni ha ricordato come il pane sia il frutto del lavoro dell’uomo e addirittura ci sono persone disposte a lasciare la propria terra per “guardagnaris il pane”.

L’assessore alle attività ecnomiche del comune di Senigallia Luigi Rebecchini è intervenuto sul tema il pane dei parchi. “Perché un gemellaggio con i parchi? Per il tanto semplice quanto fondamentale principio che tramite il territorio si possa valorizzare l’identità di ogni singola comunità. La filosofia di questa manifestazione è proprio quella di evitare che l’immagine del territorio passi in secondo piano”.

Maurizio Marchetti, presidente nazionale dell’Associazione “Citta del Pane”, ha spiegato come il pane possa essere considerato strumento di valorizzazione della propria comunità. “Senigallia ha aderito sin dai primi minuti all’associazione che, come è noto, è costituita da comuni. Ho già avuto il piacere di venire da queste parti da due anni fa e ho visto crescere la manifestazione che deve essere considerata molto di più di un “pane in piazza” grazie alle tante iniziative che la arricchiscono”. L’associazione rappresentata da Maurizio Marchetti ha preso vita con 22 comuni e oggi ne conta già 40. “Stiamo crescendo ma il nostro non è, e non sarà mai, un “problema” di quantità perché il nostro obiettivo è la qualità. L’ingresso in associazione comporta precisi presupposti il primo naturalmente una certificata tradizione panificatoria. Dal nostro punti di vista è più che necessaria la costituzione di una rete di qualità e che di fatto esalti l’identità dei territori”. In Italia le tipologie di pane superano le 200 unità ma sono ben oltre 1500 le varietà in distribuzione. “Ogni anno nella nostra penisola vengono prodotti 3.600.000 tonnellate di pane e ben il 92% è di natura artigianale. L’associazione in questi due anni ha puntato proprio sulla qualità e la collaborazione con i comuni che a loro volta fungono da collegamento con i panificatori”. Il territorio è “momento” importante della produzione. “Utilizzando i medesimi ingredienti il pane fatto in due luoghi differenti non sarà mai lo stesso, incidono fattori come l’acqua, il clima e l’aria. Ecco perché un comune, un’amministrazione deve “sfruttare” il pane, il prodotto tipico, per la promozione turistica”. Ettore Franca ha poi ricordato che l’ Associazione riesce a fa conoscere il pane che “troppo spesso viene dato per scontato, conosciuto da tutti perché di uso quotidiano e quindi associato a qualcosa che non vale nulla. Il pane è come la salute ci accorgiamo della sua importanza quando non c’è”.

Licia Granello, inviata de La Repubblica ha illustrato come il pane sia nell’immaginario degli italiani. “In tempo di guerra il pane è stato razionato e venduto al mercato nero, un segno di oppressione in un periodo tragico. Il pane viene quindi associato a libertà, alla vita”. Il pane come parte integrante del nostro modus vivendi. “Esistono tanti proverbi che contemplano il pane che è divenuto più di una semplice parola (rendere pan per focaccia, chi ha il pane  non ha i denti, pane al pane vino al vino, ecc) ed il mio preferito è quello che recita: “Se il tuo nemico ha fame dagli del pane”. Possiamo fare un salto anche nella mitologia che vuole che la dea delle messi Demetra abbia regalato agli umani i cereali e questi per ringraziamento le offrivano il pane in dono”. Il pane identificato come “corredo” di un giorno festivo (panettone e colomba). “Nella tradizione italiana è insita la cultura della cucina degli avanzi (panzanella o pappa col pomodoro), insomma il pane non si butta mai. L’ ufficio statistica europeo indica che 24 milioni di persone sono a rischio povertà. Il prezzo del pane ha subito un aumento pari al 3% e di fatto è divenuto un bene primario con il prezzo di un bene di lusso. Ecco allora che sono cresciuti a dismisura coloro che si dilettano nel fai da te, specie i single, affermando che è un modo per avere compagnia. Tutto ciò è anche un ritorno alle tradizioni”.  

 

 

 

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