Fino al 9 gennaio 2005: I CINQUE SENSI DEL LEGNO, mostra al Museo della Bilancia.

23/set/2004 22.25.22 Museo della Bilancia Contatta l'autore

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Collezione Tavernari
I CINQUE SENSI DEL LEGNO
armonie e contrasti di un elemento naturale


Promotori: Museo della Bilancia e Accademia di Belle Lettere
A cura di: Lia Apparuti, Giulia Luppi
Organizzazione: Libra 93

Sede: Museo della Bilancia via Garibaldi 34a, Campogalliano, Modena
Inaugurazione: mercoledì 29 settembre, nel giorno di San Michele Arcangelo patrono dei bilanciai, ore 20.45. Seguirà, guidata dallo chef Paolo Reggiani del Ristorante Laghi di Campogalliano, la degustazione, con prenotazione obbligatoria entro lunedì 27 settembre, di specialità gastronomiche che traggono dal legno aromi e sapori speciali
Periodo: 29 settembre 2004 – 9 gennaio 2005
Orari: sabato e festivi 10/12.30; 15/18.30; feriali su prenotazione
Ingresso: intero eur 5, ridotto eur 2,50, ridotto scuole con visita guidata eur 2,50 per ogni studente con gratuità per insegnanti


In collaborazione con: Baroni Tecnologie del Legno, Ristorante Laghi, Musei Civici di Carpi, Lorenzo Frignani Liutaio, Renzi Francesco Bottaio, Allevamento Pesci Tropicali

Info: 059 527133 fax 059/238396 museo.bilancia@cedoc.mo.it
Prenotazioni: obbligatorie per gruppi, Barbara Bondi, 059 527133
Informazioni e richieste immagini: Ufficio Stampa, 320 0713491


Comunicato stampa: C’è chi colleziona orologi, chi scontrini, chi francobolli. Giorgio Tavernari colleziona legni. Amici, colleghi, clienti, forse non lo prendono troppo sul serio. Tavernari però non fa una piega e attende il giorno della rivincita che arriva. Oggi può dimostrare che non ha perso tempo a conservare per anni tutti i legni che il suo lavoro gli fa conoscere cui si aggiungono quelli che scopre in parchi, giardini o in altri siti. Prove alla mano, finalmente può dire che la sua è una collezione di tutto rispetto che, debitamente organizzata, approda ad un museo.

Nel percorso I CINQUE SENSI DEL LEGNO. Armonie e contrasti di un elemento naturale, si mettono in evidenza le caratteristiche, più o meno note, di cento tipi d'essenze legnose che impegnano tutti e cinque i sensi umani: la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto, il tatto.
100 sono i campioni di legni, provenienti da tutto il mondo, che occupano le cinque stazioni, una per ogni senso. In ognuna di esse non poteva mancare una bilancia costruita con pezzi di legno diversi, ospitati e descritti nella  sezione.

Il senso della VISTA è alloggiato nel “Labirinto dei fenomeni” dove si snoda una panoramica di tutti i legni della collezione, esposti a muro secondo le tonalità del colore, dal più chiaro al più scuro, con approfondimenti sull’area geografica di produzione (nazionali, esotici) e climatica (tropicali, montani, palustri,…). Il comparto è completato da un banco da falegname antico con esposizione di attrezzi ed utensili.

Il senso dell’UDITO  si espande nella “Galleria dei mestieri e delle professioni” con la presentazione di un violino ed una chitarra, antichi strumenti a corda, di proprietà del liutaio Frignani che, opportunamente protetti da teche, propone anche strumenti in fase di esecuzione. La sezione si arricchisce inoltre di svariati campioni di legni usati normalmente per la realizzazione di strumenti musicali. Schede tecniche sugli oggetti esposti e sulle loro tecniche di costruzione aiutano il visitatore ad orientarsi nel mondo di una tradizione artigianale che trae dall'impiego delle migliori essenze di legni pregiati prodotti qualitativamente superiori.

Il senso dell’OLFATTO si scioglie nel “Canale della storia” con l’illustrazione di esemplari di legni profumati (sandalo, cedro, pino cembro, cipresso toscano, pawlonia) che, ridotti a trucioli e protetti in vasetti di vetro, fanno bella mostra di sé sui ripiani di una vetrina d’epoca. Per mantenere a lungo le fragranze i vasetti sono opportunamente chiusi ma possono essere aperti dai visitatori per sentire l’odore emanato dai riccioli in essi contenuti. Schede tecniche spiegano l’utilizzo dei legni odorosi come profuma biancheria, antitarma, materia prima per l’estrazione dei profumi… Mensole seriali ospitano contenitori trasparenti con prodotti forestali (canfora, cannella, liquerizia, noce moscata, caucciù…). Piccoli pezzetti di fragranti legni per biancheria sono offerti come gadget al pubblico.

Sempre nel “Canale della storia” si dilata il senso del GUSTO con campionature di legni che danno  sapore e aroma ai cibi sia con la cottura alla brace sia con l’affumicatura (faggio, ginepro, acero, ciliegio, mirto). Uno spazio distinto è dedicato ai legni che cedono un particolare aroma all’aceto balsamico invecchiato in botti di legni pregiati (quercia, castagno, ginepro, gelso, ciliegio...) di dimensioni digradanti: è esposta una batteria della Premiata Ditta Renzi . Per costruire una botte l’esperienza artigianale è importantissima ma deve vivere in simbiosi con l’intuito che permette al mastro bottaio di "sentire" se il legno sarà una buona doga. Il legno è vivo, si muove, respira, parla: l’essenziale è capirlo. Si termina con i legni che insaporiscono il vino (rovere, castagno) e le grappe (acacia e rovere per la paglierina, frassino per la bianca).

Il senso del TATTO viene comunicato sul finire della “Galleria delle bascule e delle grandi stadere” con tronchi tagliati di cui si può sentire-accarezzare la rugosità della scorza e sentire a livello di epidermide gli stimoli provocati da un vecchio o giovane ceppo. Un acquario trasparente permette  di fare esperienze pratiche del principio di Archimede con legni che galleggiano e legni che affondano. La spiegazione scientifica è leggibile nelle schede tecniche in cui sono annotati i pesi specifici dei legni.
Completano la sezione due quadri, provenienti dai Musei Civici di Carpi, che sono uno spaccato sull’arte del truciolo, la treccia, praticata dalle nostre donne fino alla metà del ventesimo secolo.

La prima impressione che si prova davanti ai legni della Collezione Tavernari, che ha ispirato il percorso di questa mostra, è la profonda confidenza che il collezionista sente per la materia, l'amore con cui dà sostanza ai suoi tanti legni, pregiati o meno, la discrezione con cui li riempie di significati e la sensibilità di cogliere, nella maniera più diretta, le occasioni in cui il legno cambia e si trasforma in un materiale dalle molteplici possibilità d’uso.

Al Museo della Bilancia non siamo certo competenti per quanto riguarda il legno e la sua natura ma i legni di Tavernari ci sono sembrati subito dotati di un’anima, ricca di armonie e di contrasti, da rincorrere attraverso l’utilizzo dei sensi umani. Siamo continuamente bombardati da sensazioni tattili, visive, olfattive, uditive, gustative. Abbiamo voluto aggiungere una voce in più, quella dei messaggi liberati dai tanti legni che racchiudono al loro interno un vero e proprio tesoro, raccolto, anche nel ventunesimo secolo, da bravi artigiani, che, costruendo manufatti e sfruttando le proprietà intrinseche al materiale, riescono a dare visibilità alle diverse forme del mondo del legno e a mettere a frutto esperienza e tradizione nell'esecuzione di creazioni o prodotti altamente qualificati ed esclusivi.

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