Bandiera blu: il colore da cambiare

24/mag/2010 09.21.11 Claudio Citzia Contatta l'autore

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Come ogni anno l'arrivo delle Bandiere Blu su alcune spiagge italiane ha scatenato molte polemiche, una fra tutte quella con Legambiente, sulla modalità di assegnazione di tale riconoscimento e sulla sua attendibilità. Non mancano proteste di amministratori e cittadini di località “grandi escluse”. Fra tutte queste voci ne abbiamo raccolto una di un operatore del settore vacanze che ha dissentito su tale riconoscimento sottolineando una particolarità dello stesso. Ogni anno all’uscita dei risultati si accendono polemiche. Quest’anno forte stupore desta vedere la Liguria in testa alla classifica con ben 17 bandiere mentre la Sardegna rimane il fanalino di coda dell'intero stivale riconfermando le due bandiere dello scorso anno: La Maddalena e Santa Teresa Gallura (ndr una delle sedi principali del TO in questione). “Considerando che la Sardegna è la regione italiana con il maggior numero di km di coste, circa 2000 km, che ospitano centinaia di bellissime spiagge comodamente fruibili viene spontaneo da chiedersi come mai abbia avuto così pochi riconoscimenti?” si domandano dal portale www.marein.it “Il paradosso è ancora più evidente se si pensa che la Sardegna è seguita in classifica soltanto dal Molise e dalla Basilicata - rispettivamente con appena 38 e 63 km di coste - entrambe premiate con una Bandiera Blu” continuano dal portale marein. Maggior scalpore desta il fatto che su quasi 3500 km di coste, le due isole maggiori, hanno collezionato nel 2010 soltanto 6 bandiere esattamente le stesse che sventolano in appena 113 km circa di coste il Veneto, o delle 16 bandiere delle Marche e delle 13 dell'Abruzzo rispettivamente con soli 180 e 130 km di coste circa. “Polemiche sui risultati a parte, il nostro dissenso quale operatore turistico, non ha come oggetto i criteri con cui vengono assegnati questi riconoscimenti, perché ogni ente ed ogni associazione può adottare i criteri, più o meno discutibili, che preferisce” concludono dal portale marein specializzato nelle vacanze in Italia e Sardegna soprattutto “l'oggetto della polemica è nel colore della bandiera”. “Crediamo, infatti, che il colore sia fuorviante. Il blu fa immediatamente pensare al mare quale principale requisito per l’ottenimento del’ambito vessillo. Purtroppo non è così, il mare è una sola della componenti che determinano il punteggio e non certo la principale”. Probabilmente sarebbe stato decisamente opportuno scegliere un altro colore in considerazione del fatto che il mare risulta essere un requisito secondario ai fini del riconoscimento. Purtroppo il turista non conosce i criteri di selezione ed usa unicamente l’abbinamento cromatico, questo non aiuta di certo il turismo in Sardegna! E per questo motivo che sarebbe più comprensibile anche per i non addetti ai lavori l'utilizzo di un colore diverso, in modo da rendere chiaro a tutti che la bandiera della Fee non è sinonimo di mare pulito.
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