Emmacrilico, Artista del mese di luglio su Artegiovane

15/lug/2010 16.54.06 varvara Contatta l'autore

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Emmacrilico,

Artista del mese di luglio su Artegiovane

 

M

 

Eleonora Emma in arte Emmacrilico è stata scelta come Artista del mese di Luglio dal noto portale Artegiovane www.artegiovane.it

 

Chi è

Nata a Mariano Comense (CO) il 14 luglio del 1981.

Ha frequentato il Liceo Artistico Sperimentale di Giussano all'indirizzo figurativo e l'Accademia di Belle Arti di Brera all'indirizzo Comunicazione Multimediale. Vive e lavora a Milano. Attualmente le sue opere si trovano presso collezioni private in Italia, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti. WebSite: www.emmacrilico.com Facebook: Emmacrilico, Eleonora Emma

 

 

Acrilico story

Da bambina trascorre interi pomeriggi a disegnare, soprattutto durante i mesi estivi nella casa in montagna.  A 12 anni ama sfogliare riviste di moda e indossare di nascosto gli abiti griffati delle sorelle maggiori. Adora eleganza e stravaganza. I cosmetici e il trucco, talvolta eccessivo, avranno un ruolo fondamentale nello sviluppo dello stile pittorico dell’età della coscienza.  “Ad attirarmi non erano soltanto gli abiti indossati dalle modelle ma le loro pose e le loro espressioni”. Durante gli anni del liceo entra in contatto con l’opera di Egon Schiele e Gustav Klimt che ne influenzeranno lo stile pittorico. Gli strumenti utilizzati sono tempera, matita, inchiostro e carta da spolvero. I soggetti donne dai corpi scarni.

La pittura è lo strumento che utilizza per comunicare. Si fa strada in quel periodo l’interesse per le nuove tecnologie applicate all’arte che la porteranno alla scelta dell’indirizzo di Comunicazione Multimediale all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. Durante gli anni dell’Accademia coltiverà la passione per il cinema e la computer grafica e la carta da spolvero verrà definitivamente sostituita dalla tela. Le tinte si faranno più forti, il colore acrilico verrà utilizzato puro, talvolta associato ad altri materiali di sperimentazione. I soggetti dipinti saranno quasi sempre volti femminili.

 

Nel 2004 l'incontro con la galleria Bianca Maria Rizzi di Milano la porterà a confrontarsi per la prima volta con un pubblico in occasione della mostra collettiva “14/500" presso la galleria.

Nel 2006 parteciperà alla collettiva tributo “Al caro Giorgio Gaber” presso Palazzo della Ragione di Milano. Da questo momento un susseguirsi di esposizioni presso spazi alternativi a quelli tradizionali delle gallerie ma comunque sensibili a questo tipo di esperienza: locali e location private in grado di comunicare con un pubblico più vasto.

“Condividere con un pubblico le mie opere significa svelare una dimensione intima e privata solitamente riservata a persone a me molto vicine”.

Durante una di queste esposizioni entrerà in contatto con un imprenditore hollywoodiano che la introdurrà nella West Coast.

 

Tratto da “Acrilicostory”, un progetto realizzato in collaborazione con Fabiana Marinò, photographer.

 

La mia dimensione

Come in un racconto esse narrano una storia, la mia storia, che ricorda altre storie e alimenta riflessioni facendo riaffiorare stati d'animo magari dimenticati. 

E'  importante per me conoscere i sentimenti che suscitano nello spettatore e ogni dialogo che stabilisco con lui è per me il momento più alto della mia ricerca perché mi permette di vedere molto più chiaramente quello che la quotidianità deforma e lascia sfuggire alla percezione.  Sono sempre rimasta affascinata dalla bellezza femminile nelle sue molteplici espressioni, attratta da particolari fisici e da espressioni del volto.

Sfogliando le riviste di moda ricerco il particolare in grado di riassumerel'unicità dell'essere. Dettagli apparentemente insignificanti mi rivelano storie, racchiudono in un'espressione l'intera esistenza. Cinema e letteratura le componenti invisibili dalle quali traggo quotidianamente ispirazione per ogni mia opera.

Ogni singola opera costituisce uno dei fotogrammi della fase che sto vivendo.


Amnesìe
Partendo da un'indagine verista, sfogliando riviste di moda, l'artista approda ad una dimensione mentale dell'opera che la tecnica pittorica contribuisce a sottolineare con l'uso del colore acrilico utilizzato puro e a strati. Uno strato di colore, poi un'altro, poi lo stesso colore ritorna a raggiungere altri spazi per poi venire coperto di nuovo. E così continua questo movimento agitatorio fino al raggiungimento di una condizione di calma che coincide con il completamento dell'opera. In uno stato di  amnesia l'abolizione del ricordo congela il soggetto in una situazione di rilassamento dei sensi e di sospensione della coscienza. La ricerca  è finalizzata all’interiorizzazione della visione. Le tinte sono “immaginate”, appartengono ad una dimensione interiore. In questo gioco di introspezione resta di fondo la percezione di un turbamento ma emergono dirompenti anche la purezza e la fragilità dell'essere umano.

 

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