L'Ultima Cena, capolavoro di Leonardo a Milano

L'Ultima Cena, capolavoro di Leonardo a Milano Nonostante Milano non sia la capitale della cultura italiana, una delle opere più influenti del mondo dell'arte è conservato proprio qui: non potrete certamente non comprare i biglietti per ammirare l'Ultima Cena (Last Supper Ticket), famosissima opera di Leonardo da Vinci.

28/lug/2010 15.47.35 isango! Contatta l'autore

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Nonostante Milano non sia la capitale della cultura italiana, una delle opere più influenti del mondo dell’arte è conservato proprio qui: non potrete certamente non comprare i biglietti per ammirare l’Ultima Cena (Last Supper Ticket), famosissima opera di Leonardo da Vinci. Subito dopo aver raggiunto il Duomo e il Castello Sforzersco, dovrete cogliere l’occasione di proseguire verso il cenacolo vinciano. L’annuncio da parte di Gesù sulla presenza di un traditore  tra i suoi fedeli è il momento chiave di questo dipinto sito nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Leonardo da Vinci creò l’Ultima Cena verso gli ultimi anni del XV secolo, su richiesta del duca di Milano Ludovico Sforza e Beatrice d’Este, tra il 1495 e il 1498. L’opera è stata tinta su muro dal maestro italiano senza far ricorso alla tecnica dell’affresco, il che avrebbe richiesto poco tempo per la realizzazione e, data la minuzia di particolari, ciò non sarebbe stato fattibile. Per questo nel corso degli anni, il dipinto, creato tramite olio di lino e uova su un doppio strato di  intonaco, ha ricevuto diversi trattamenti di restauro in modo da conservarlo il più possibile. Il più grande restauro che l’Ultima Cena abbia mai ricevuto è iniziato nel 1977, per concludersi poi più di 20 anni dopo, nel 1999.

La scena mostra la reazione degli apostoli appena dopo l’annuncio di Gesù della presenza di un traditore tra loro: si guardano l’un l’altro in attesa di spiegazioni. La caratteristica dell’opera sta nella resa che Leonardo ha cercato di dare ai protagonisti della scena stessa: umanizzare i personaggi presenti, mostrandone emozioni e perplessità, senza oltretutto ricorrere all’aureola, molto usata ai tempi per identificare santi e tutto il mondo cristiano ultraterreno. Cultori d’arte e non (come nel celebre romanzo “Il Codice da Vinci”) sono rimasti conquistati dall’opera anche grazie ai colori, alla profondità della scena e alla dinamicità dei protagonisti.

Nella speranza di scoprire uno dei tanti misteri che ancora si celano dietro questa affascinante opera, è necessario andare a vedere uno dei capolavori del maestro italiano, cogliendo l’occasione di un viaggio nella capitale della finanza italiana o anche di una tradizionale gita fuori porta della Domenica.

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