Agrietour: verso il futuro viaggiando a Km zero

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18/nov/2010 12.44.00 Antico Podere di Pomaio Contatta l'autore

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Conclusasi la nona edizione della più importante fiera mondiale sull’agriturismo, è tempo di bilanci. Due i principali concetti che hanno animato il week-end di Agritour ad Arezzo: fattoria didattica, ma soprattutto Km zero.

 

 

E’l’Agrietour dei record, oltre 12000 le persone che tra buyers, espositori, e fans della vacanza naturale hanno preso possesso del cuore operativo rappresentato dal Centro Affari e Convegni della cittadina Toscana. Arezzo per tre giorni, precisamente dal 12 al 14 Novembre, si è trasformata nella capitale mondiale del turismo agrituristico, ponendosi nella posizione di centralità per quanto riguarda innovazione e avanguardia in questo settore.

Il turismo rimane uno degli ambiti principali di produzione del PIL a livello nazionale. In questo panorama l’agriturismo riveste il ruolo di protagonista fra nuovi trend emergenti che vedono la vacanza eco-friendly sempre più richiesta e sempre più organizzata.

Master, convegni e dibattiti hanno rappresentato il trio d’attacco che, supportato da un abile metronomo quale il workshop con i tour operator nazionali ed internazionali a confronto con le aziende, ha permesso al solido reparto degli espositori di svolgere al meglio il proprio compito e di gestire le innumerevoli richieste dei visitatori con rinnovato ardore e consapevolezza dell’importanza di giocare in questa categoria.

 

    

 

Dalle varie sale preposte ad accogliere e promuovere la parte culturale di questo business, sono fortemente emersi due concetti che non hanno abbandonato la mente degli addetti ai lavori e non, anche in questa settimana successiva ad Agrietour: fattoria didattica e Km zero.

Se il concetto di fattoria didattica, racchiudendo già nel significante il significato, è di immediata comprensione per i più, stessa cosa non può dirsi per il misterioso concetto di Km zero.

Sono anni che non solo i professionisti del settore parlano di istruzione e formazione all’interno di aziende agricole, istruzione ad hoc soprattutto per quelle fasce di età su cui la semplice lezione di educazione civica (o civica e rurale?) non basta ad infondere un rispetto per l’ambiente e per il pianeta dove viviamo. Tale educazione è impossibile da acquisire se non attraverso la reale comprensione delle dinamiche che stanno dietro ad una produzione bio ed eco-friendly, attraverso il capire che il mondo non è solo composto da palazzi, negozi, videogiochi e prodotti ben pubblicizzati, ma anche da una realtà agricola che nel bel paese costituisce la parte fondamentale della nazione sotto ogni aspetto, sia per le aree rurali, che rappresentano oltre il 90% del territorio complessivo, sia per la popolazione residente nelle stesse aree rurali e che è superiore al 50% di quella nazionale.

Inserendosi in questo contesto di rinnovata bio-consapevolezza, il Km zero rappresenta una tappa fondamentale sul naturale continuum del ritorno alla qualità. Il Km zero è infatti prima di tutto un approccio mentale, una filosofia, un modo di intendere l’alimentazione che nel nome trova la distanza che separa il sito di produzione dell’alimento dal tavolo in cui esso verrà presentato e servito (zero o al massimo pochi km).

La legge della Regione Toscana del 29 Dicembre 2009 che solo da quest’anno permette la somministrazione di pietanze al pubblico all’interno dell’azienda agricola, fa tesoro di questo concetto ed infatti impone alle aziende stesse di reperire i prodotti solo da produzioni aventi luogo possibilmente nell’azienda stessa, ma comunque entro i confini toscani, tutelando così il consumatore finale che può beneficiare di pietanze ad alto contenuto qualitativo i cui ingredienti sono certificati e provenienti da alcune delle produzioni migliori al mondo.

La Filiera corta senza intermediari, distributori o rivenditori se non la fattoria stessa, ben si integra con l’obiettivo di portare tutti i prodotti, come ad esempio le verdure direttamente dall’orto al tavolo e via dicendo.

In questo panorama alcune aziende a Km zero (o a pochissimi km…) dell’Aretino hanno preso parte ad Agrietour ed al workshop. Tra le varie realtà che emergono citiamo l’Antico Podere di Pomaio, dato che ha ospitato alla fine dell’inverno 2010 la presentazione della citata legge regionale agli addetti ai lavori a testimonianza della posizione strategica di questa azienda e dell’alto livello riscontrato dai parametri qualitativi scelti che la caratterizzano. Con una presentazione che lasciava alle spalle i vari computer e leaflet delle annate precedenti, l’Antico Podere ha saputo conquistare un ruolo di primaria importanza nello spazio di dialogo con i tour operator, proponendosi così di introdurre il concetto di Km zero e Filiera corta ai buyers d’oltreoceano, conquistandoli con i propri vini dei colli aretini e con una filosofia partecipata, per la quale vanno ringraziati gli uomini di questa terra di Toscana che hanno aiutato ed aiutano le aziende agricole a crescere e a promuovere il loro patrimonio culturale.

Ogni anno Agrietour ci traghetta verso un possibile futuro migliore, un futuro in cui qualità dei prodotti, cultura e rispetto dell’ambiente si amalgamano con il successo economico, di una città, di una regione, di una nazione che vuole rinascere, ponendo le basi per coltivare saggiamente il “campo” dello sviluppo sostenibile insieme alle generazioni a venire.

 

Marco Rossi

http://www.pomaio.it

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