COMUNICATO STAMPA: LETTERA APERTA DI MERIDIES A DIEGO DELLA VALLE, LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO E GIANNI PUNZO SUL VILLAGGIO PREISTORICO DI NOLA

01/dic/2011 00.04.23 Associazione Meridies Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

LETTERA APERTA DI MERIDIES A DIEGO DELLA VALLE, LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO E GIANNI PUNZO SUL VILLAGGIO PREISTORICO DI NOLA

 

 

Nola- L’Associazione Meridies,

con la presente, comunica che quest’oggi ha inviato, su iniziativa del suo ex presidente Angelo Amato de Serpis, una lettera aperta agli imprenditori Diego Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo e Gianni Punzo in merito alla triste vicenda dello stato di grave rischio che sta correndo il Villaggio Preistorico di Nola. Angelo Amato de Serpis, nella sua missiva, oltre a presentare ai noti imprenditori la straordinarietà del sito di Nola, si è appellato alla loro sensibilità culturale, già dimostrata in particolare da Diego Della Valle, che ha dato la sua disponibilità a contribuire al restauro del Colosseo. “Il Villaggio Preistorico di Nola non ha avuto fino ad oggi l’attenzione che meriterebbe - ha esordito Amato de Serpis - e, il crollo della parete dello scavo verificatosi qualche giorno fa, ne è stata la logica conseguenza. In questi anni Meridies si è impegnata a rendere fruibile il sito a migliaia di visitatori che sono rimasti affascinati dalla straordinarietà del luogo, tutto vanificato dall’allagamento dell’area causato da una falda e dalla recente frana, nonostante gli sforzi dell’associazione e della soprintendenza, nella persona di Giuseppe Vecchio, che non ha mai avuto fondi sufficienti per affrontare l’emergenza. La querelle politica di questi giorni sulle responsabilità della frana mi ha molto amareggiato, perché tali responsabilità sono da ricercare a tutti i livelli e da parte di tutti gli schieramenti politici. Il villaggio di Nola merita un comportamento più serio da parte di tutti e, per questo, ho pensato di scrivere una lettera aperta a Della Valle, Montezemolo e Punzo, sperando che, almeno da parte loro, il sito di Nola possa trovare orecchie più attente e sensibili. E’ brutto vedere le istituzioni cercare di fare da scaricabarile sull’accaduto, è mortificante per chi ha impegnato in modo volontaristico tempo, risorse economiche proprie e tanta volontà percepire che tutto questo lavoro è destinato a finire nel nulla, è oltremodo triste comprendere che un sito archeologico di tale importanza è considerato più un fastidio che una risorsa. La perdita delle capanne di Nola - ha continuato l’ex presidente di Meridies - non è solo un grave danno archeologico e scientifico, ma è anche e soprattutto una mancanza di rispetto nei confronti delle persone che le hanno costruite, le hanno abitate, le hanno vissute con gioie e dolori e che poi sono morti in quel tragico giorno di circa 4000 anni fa, lasciandoci questa meravigliosa testimonianza che noi stiamo volgarmente cancellando. Come ultima ipotesi concordo con la soprintendenza che è meglio sotterrare di nuovo le capanne, se non si è capaci di trovare i finanziamenti idonei a salvarle, per evitare che possano rovinarsi ancora di più, ma, se ciò avverrà, sarà una bruttissima figura che farà innanzitutto il nostro paese. Magari, un giorno, ci saranno persone più degne di noi che potranno scavarle di nuovo e darle il lustro che si meritano”.

 

IL TESTO DELLA LETTERA APERTA:

 

Nola lì,  11.01.2011

Preg.mo dott. Diego Della Valle;

preg.mo dott. Luca Corsero di Montezemolo;

preg.mo cav. Gianni Punzo.

 

Oggetto: Villaggio Preistorico di Nola.

 

Preg.mi dott.ri Diego Della Valle, Luca Corsero di Montezemolo e cav. Gianni Punzo,

con grande entusiasmo e gioia ho appreso alcune settimane fa dell’intenzione del dott. Diego Della Valle di voler contribuire a restaurare il grande Anfiteatro Flavio di Roma, più conosciuto col nome di Colosseo. Nello stato disastroso in cui versa il nostro patrimonio archeologico e monumentale che, molto indegnamente, i nostri avi e la storia di questo paese hanno provveduto a far giungere fino a noi, vedere un imprenditore serio e di successo che si propone di venire incontro, da privato, alle difficoltà vergognose dello stato nel salvaguardare un bene inestimabile come il Colosseo, non può non riempire il cuore di gioia e di speranza. Purtroppo l’esempio di Della Valle è un’encomiabile, ma ancora troppo rara testimonianza di spirito civico e partecipazione attiva e non egoistica alle vicende del proprio paese. Chi vi scrive è stato, fino a qualche mese fa, responsabile dell’Associazione Meridies di Nola che, con grande fatica e sforzi sovraumani, senza l’aiuto di nessuno, ha cercato di mantenere in vita e di rendere fruibile il più possibile la cosiddetta “Pompei della Preistoria” (vedi www.areanolana.): lo straordinario e unico al mondo sito archeologico di Nola, noto come il Villaggio Preistorico di Nola. Tale area archeologica ha restituito, per la prima volta, un abitato di quasi quattromila anni fa circa (1800-1700 a.C.) intatto nel suo calco in negativo nel fango, con le capanne chiaramente leggibili dal tetto fino alle fondamenta, seppellite dall’eruzione del Vesuvio detta “delle Pomici di Avellino”. Oggi questo unicum archeologico, visitato in questi anni da migliaia di persone, ancora per la gran parte da scavare, rischia la distruzione totale a causa di una falda acquifera sottostante che ha allagato l’area e, da più di un anno, ha sommerso le fragili strutture che si sono nel frattempo, sicuramente, già gravemente danneggiate e che rischiano di scomparire del tutto. Pochi giorni fa, a questa già deprecabile situazione, si è aggiunto anche il crollo di una parete dello scavo che ha, probabilmente, distrutto parzialmente una capanna e che ha avuto un triste risalto a livello internazionale e nazionale. Purtroppo, gli appelli lanciati da Meridies e dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei che, nonostante gli sforzi, non ha mai avuto mezzi sufficienti per intervenire in modo idoneo, e dal Comitato per la Salvezza del Villaggio Preistorico di Nola, fino ad oggi sono caduti nel vuoto, sia a livello istituzionale, sia a livello privato. Ho pensato così oggi di scrivere alle SS.VV. per chiedere un vostro aiuto e interessamento in favore del Villaggio Preistorico di Nola, sia perché tutti e tre ben conoscete l’area nolana, visto che vi state investendo tanto con il progetto NTV, sia perché la classe politica e imprenditoriale locale si è mostrata, fino ad oggi, piuttosto sorda ai nostri ripetuti appelli. La perdita delle capanne di Nola non è solo un grave danno archeologico e scientifico, ma è anche e soprattutto una mancanza di rispetto nei confronti delle persone che le hanno costruite, le hanno abitate, le hanno vissute con gioie e dolori e che poi sono morti in quel tragico giorno di circa 4000 anni fa, lasciandoci questa meravigliosa testimonianza che noi stiamo volgarmente cancellando.

Nella speranza di un Vs riscontro alla presente invio i miei più cordiali saluti e ringraziamenti per l’attenzione che vorrete dedicare al “nostro” villaggio di quattromila anni fa.

 

Angelo Amato de Serpis
(già presidente di Meridies)

 

Nola lì, 11.01.2011

 

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