Tassa di soggiorno? No, grazie!

Se si tratta quindi di un introito che può essere usato per tutto è giusto che lo paghino tutti quanti e non solo i turisti".

10/feb/2011 18.09.15 Ischia Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Il decreto sul federali­smo fiscale municipale tanto discusso negli ultimi giorni chiama in causa un settore fondamentale per noi isolani, quello turistico, con l'introduzione della tassa di soggiorno. Essa permetterebbe di essere finalizzata al pagamento dell'arrivo in una loca­lità, come hanno fatto molte città nel mondo introducendo la city tax. Ma di che cosa si tratta esattamente? Una risor­sa utile o un ulteriore danno a un settore già in crisi? "L'imposta di soggiorno non va a favore dello sviluppo turistico - spiega Ermando Mennella, presidente di Fede­ralberghi Ischia - ma può essere spesa per qualsiasi esigenza abbia il comune. Se si tratta quindi di un introito che può essere usato per tutto è giusto che lo paghino tutti quanti e non solo i turisti." Forte lo sdegno degli albergatori che vedono piombarsi addosso un provvedimento che di certo non favorisce il rilancio del settore. "La tassa di soggiorno - segue il presidente di Federalberghi - così come decisa dalle strut­ture ricettive, sarebbe dovuta essere una tassa di sviluppo, per raccogliere fondi e per farsi promozione, invece l'eventuale approvazio­ne porterà all'opposto e darà la possibilità ai comuni di gravare ulte­riormente sul turismo dell'isola d'Ischia. Nei bilanci comunali, ridotti all'osso dal governo, avremo dei fondi che possono essere spesi per qualsiasi cosa e non soltanto per il turismo!' L'art. 2-bis. infatti prevede che:"I comuni capoluogo di provincia, le unioni dei comuni nonché i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte possono istituire con delibera­zione del consiglio, una imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strut­ture ricettive situate sul proprio territorio, da applicare secondo criteri di gradualità in propor­zione al prezzo sino a 5 euro per notte di soggiorno. Il relativo gettito è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizio­ne e recupero dei beni i culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi 5 servizi pubblici locali". È la parte conclusiva quel­la che lascia maggior­mente perplessi, ossia come realmente saranno impiegate le risorse accumulate. "La nostra reazione negativa a questa tassa - conclude il presidente Mennella - è dovuta al fatto che questa non favorisca il turismo ma che anzi lo penalizzi. Noi di Fe­deralberghi insieme a Conftu­rismo, Confesercenti e  Confcommercio siamo contro l'introduzione di questa tassa perché penalizza un settore che invece dovrebbe essere sostenuto. Cosa si fa attualmente per il turi­smo? Nulla. Se l'unico modo per fare qualcosa è quello di istituire un'ulteriore tassa noi siamo completamente in disaccordo, perché non serve al turismo, non serve al paese e non serve nemmeno all'isola d'Ischia."
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl