COMUNICATO STAMPA: UN ANNIVERSARIO AMARO

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06/apr/2011 16.45.33 Associazione Meridies Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

UN ANNIVERSARIO AMARO: "compie" due anni la chiusura forzata del Villaggio Preistorico di Nola

 

 

Nola- C’è un compleanno, o meglio un anniversario, che l’Associazione Meridies non avrebbe mai voluto festeggiare, un anniversario che ricorda il momento più triste della storia dell’impegno ultradecennale dell’associazione nolana nei confronti del patrimonio culturale e monumentale di Nola e dintorni. Il 7 giugno prossimo, infatti, ricorrono due anni esatti dalla chiusura (ormai definitiva) del Villaggio Preistorico di Nola. Due anni fa, infatti, l’Associazione Meridies, con grande tristezza e prevedendo una chiusura non breve, dopo anni di battaglie e di sacrifici enormi (anche economici) senza l’aiuto di nessuno, dopo aver dato, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, a migliaia di visitatori entusiasti provenienti da tutto il mondo, la possibilità di ammirare i resti della “Pompei della preistoria”, annunciò la chiusura a tempo indeterminato del sito di Croce del Papa a Nola perché, la portata della falda acquifera sottostante l’area, era diventata troppo grande e le capanne dell’età del bronzo antico erano state sommerse in modo totale. Sono trascorsi due anni da allora ma, nonostante gli appelli dell’associazione, la creazione del comitato civico “Salviamo il Villaggio Preistorico di Nola”, l’impegno delle istituzioni come il Comune di Nola, la Regione Campania e la soprintendenza, l’attenzione dei mass-media a livello nazionale e internazionale sul caso, le cose sono, se è possibile, ancor di più peggiorate. Gli studi attivati non hanno portato ancora ad alcun risultato concreto; anzi, a finire sott’acqua, da qualche tempo, è anche il vicino ed importantissimo Anfiteatro Laterizio, uno dei più antichi del mondo. “Non vorremmo essere pessimisti �“ ha ribadito Angelo Amato de Serpis, già presidente di Meridies -, ma il Villaggio Preistorico di Nola è da troppo tempo sommerso e crediamo sia ormai, per buona parte, irrimediabilmente compromesso. Ciò non vuol dire che non bisogna fare, comunque, tutto il possibile per risolvere il problema della falda, anzi, proprio perché ci sono da portare alla luce sicuramente in zona altre capanne e altri reperti che potrebbero arricchire, sotto il profilo archeologico, ulteriormente l’area, bisogna tentare ogni strada utile per risolvere il problema. Il fenomeno riscontrato è sicuramente rilevante e, pur apprezzando l’impegno delle istituzioni territoriali, proprio per questo motivo, abbiamo dall’inizio chiesto un intervento speciale e diretto da parte del Ministero per i Beni Culturali, magari con la collaborazione di quello della Protezione Civile, considerata la tipologia del problema, ma, fino ad oggi, non abbiamo avuto alcuna risposta in merito. Speriamo che il nuovo ministro possa soffermarsi sul fatto che a Nola si sta perdendo per sempre un sito unico al mondo, un episodio straordinario che potrebbe anche non essersi ripetuto, in tale modalità, contesto e qualità, in nessun altro luogo al mondo. Siamo molto sfiduciati e nella nostra memoria rimane intatto il ricordo dell’emozione leggibile sui volti dei ragazzi, degli studiosi, dei turisti italiani, francesi, tedeschi, inglesi, austriaci, olandesi, americani, giapponesi, giunti a Nola per “entrare in una casa di quattromila anni fa”, restituitaci dal fuoco dall’eruzione detta delle “Pomici di Avellino” e, ora, in via di completa disgregazione da parte dell’acqua della falda dei nostri giorni e della nostra disattenzione nei confronti nel nostro patrimonio storico-artistico. Ancora una volta invitiamo gli enti territoriali a fare presto e auspichiamo, finalmente, un intervento speciale e specifico del ministero competente. Ancora oggi, a due anni di distanza dalla chiusura del sito, chiamano quotidianamente persone da ogni dove, che vorrebbero visitare il villaggio, e alle quali siamo costretti, con rammarico, a riferire dello stato pietoso in cui versano le capanne e dell’impossibilità della visita. Attendiamo e sollecitiamo ulteriori incontri degli enti territoriali dopo gli studi effettuati dall’Amra, come promesso ormai più di due mesi fa, ma vorremmo anche non sentire più il “silenzio assordante” del ministero competente in merito alla vicenda”.


 

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Nola lì, 18.05.2011

 

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